I PIU' LETTI
DANCELLI E L'INDIMENTICABILE SANREMO DI 50 ANNI FA
di Giorgio Viberti | 19/03/2020 | 08:15

Il coronavirus ha fermato il grande ciclismo e tutti gli altri sport. Cancellate ufficialmente tutte le classiche previste  nel mese di aprile. Per sabato prossimo invece era in programma la Milano-Sanremo, la Classicissima di Primavera che solitamente apre la stagione delle grandi classiche, una finestra sulla stagione, un anelito di speranza per tutti.

«È sempre la più bella, perché ci vengono a correrla tutti i big, con la voglia di spaccare tutto, come a un Mondiale» dice Michele Dancelli, classe 1942, che mezzo secolo fa - il 19 marzo del 1970 - irruppe nella storia conquistando la Classicissima dopo 17 anni e 16 edizioni di dominio straniero.
Prima di lui l'ultimo italiano a trionfare nella Città del Festival della Canzone era stato Loretto Petrucci nel 1953, poi solo corridori provenienti dall'estero, per metà belgi, tanto che patron Vincenzo Torriani nel 1960 decise di introdurre la salita del Poggio nel finale della corsa per mischiare un po' le carte. Dancelli quel giorno di 50 anni fa fu un avventuriero romantico e visionario. Andò in fuga a 200 km dalla fine con gente tosta come Van Looy, De Vlaeminck, Godefrot, Zilioli, Bitossi, ma non Merckx, che pure ne aveva vinte 3 delle ultime 4, né Gimondi o Motta, che non credettero a quell'attacco. Mal gliene incolse, perché Michelino a Loano, 70 km dalla fine, volò via da solo nel vento favorevole della riviera ligure e non fu più ripreso. «Sono felice in particolare per chi non mi ha mai calcolato campione» avrebbe detto poi in tv dopo il traguardo, con una frase passata alla storia.

Ma come era riuscito, il piccolo Dancelli con la gloriosa maglia della Molteni, a portare a termine quella piccola follia?
«Ero giovane, non avevo ancora 28 anni. Eravamo andati in fuga dopo meno di cento km, eppure ben prima dei Capi sulla Riviera Ligure decisi di andarmene da solo. A me piaceva correre d’istinto, oggi non va più di moda. Non pensavo neanche io di farcela. La salita della Cipressa non c'era ancora (sarebbe stata introdotta solo nel 1982, ndr), quando arrivai sul Poggio con 2’ di vantaggio cominciai a farci un pensierino. Così mi buttai come un matto nella discesa verso Sanremo. E andò bene».

La sua più grande impresa in carriera.

«Credo di sì, anche se andai ancora più forte al Giro dell'Appennino, che ho vinto tre volte. Poi ho conquistato la Freccia Vallone, l'Emilia, il Veneto, il Lazio, la Parigi-Lussemburgo, il Campania, l'Abruzzo, più due terzi posti al Mondiale. Non male, no?».

Ma perché la Sanremo in quegli anni era sfuggita agli italiani per ben 16 stagioni consecutive?
«I migliori dei nostri, come Adorni, Motta, Gimondi, Bitossi, Zilioli, spesso si facevano la guerra. E fra gli stranieri c’erano grandi corridori come Van Steenbergen, Poblet, Van Looy, Poulidor, Simpson e naturalmente Merckx».

Il Cannibale belga di Sanremo ne avrebbe vinte ben 7, record assoluto.
«Mi spiace per Coppi, ma il più grande di sempre è stato lui, Eddy. Chi non lo ha affrontato sulla strada non può capire». 

Dancelli, invece, dopo quella Sanremo non seppe ripetersi: perché?
«L’anno successivo alla Tirreno-Adriatico mi fratturai un femore, ma arrivai lo stesso al traguardo facendo anche una salita. Solo dopo scoprirono che mi ero rotto la gamba e così mi operarono, ma non fui mai più lo stesso».

Ciclismo d'antan: migliore o peggiore di quello attuale?
«A me piaceva di più il mio ciclismo. Una volta andavano in fuga da lontano i capitani, adesso ci vanno i gregari per farsi notare un po', tanto poi vengono ripresi. La Sanremo oggi non si vince più partendo da lontano, tutti hanno paura, c'è meno fantasia e meno cuore nell'affrontare le corse. E dominano le squadre più forti, che bloccano la corsa e non fanno andar via nessuno che conti. Così le corse spesso diventano noiose. Una volta vinceva il singolo, oggi senza la squadra non vai da nessuna parte».

In una cosa almeno il ciclismo moderno sembra migliorato: la lotta al doping. Com'era ai tempi di Dancelli?
«Il problema c’è sempre stato, ma allora si usavano cose meno sofisticate, come le anfetamine. Ricordo che il primo controllo me lo fecero nel 1967 a Peccioli, dopo che avevo battuto Bitossi».

Fu l'anno della tragica morte in corsa al Tour de France di Tom Simpson, vittima del caldo e di un cocktail di sostanze eccitanti. Dancelli non fu mai tentato dalla "bomba" di cui aveva parlato anche Coppi?
«Una volta ci provai, ma mi fece così male che lasciai perdere. C’era però chi la usava, eccome. E infatti io vinsi anche di più dopo l’introduzione dell’antidoping».

Oggi come sono i controlli contro il doping?
«I test sono molto accurati, è difficile farla franca, eppure c’è ancora chi ci prova. E qualche dubbio rimane».

Vicino ormai agli 80 anni, Dancelli ogni tanto fa ancora qualche pedalata.
«Sì ma sempre meno e solo sulle piste ciclabili. In strada ho smesso tre anni fa, troppo pericoloso. Ogni tanto esco in bici con Boifava, che abita vicino a me nel Bresciano ed era mio compagno di squadra alla Molteni anche in quella Sanremo. E poi vedo ancora Poggiali e Bitossi, è bello parlare insieme dei nostri tempi».

Chi fra i corridori di oggi assomiglia di più al Dancelli di allora?
«Dico Alaphilippe, il francese, che infatti mi piace molto. Poi apprezzo Sagan, almeno sa inventare e non ha mai paura. Degli italiani ammiro Bettiol, che nel Fiandre dell'anno scorso fece davvero un numero, e Colbrelli, che è delle mie parti».

E Nibali? Per Dancelli riuscirà a fare altri exploit, come due anni fa proprio alla Sanremo?
«Credo che vincerà ancora, ma non è più quello di qualche stagione fa, gli anni pesano anche per lui. Però ha cuore, fantasia, coraggio, non sono in tanti come lui nel gruppo».

Intanto tutti sperano di poter tornare presto alle corse. Si riuscirà davvero a recuperare questa Sanremo rinviata per il coronavirus?
«Spero di sì, anche se spostandola in autunno diventerà tutta un'altra corsa. Ma è sempre la Sanremo, una classica unica e meravigliosa. Per me fu un'impresa straordinaria, che però non mi ha cambiato la vita. Sono sempre lo stesso. Mi piace la mattina andare al bar con gli amici a prendere il caffè e chiacchierare. Poi torno a casa e nel pomeriggio guardo la tv, magari le corse di ciclismo, certo, ma anche le moto, l'atletica e lo sci. Lo sport mi è sempre piaciuto e me ne accorgo ancora di più adesso che questo virus ha bloccato tutto. Vedrete però che presto anche il ciclismo ripartirà. E io aspetto già la prossima Sanremo».

da La Stampa

Copyright © TBW
TUTTE LE NEWS
Non facciamone un mistero, la nuova Wilier Rave SLR ID2 è una delle gravel più apprezzate e ricercate del momento, una piattaforma che oggi riceve un allestimento stradale dedicato per...

Sarà ovviamente il Team Picnic PostNL ad utilizzare il kit telaio in edizione speciale Xelius DRS 80th Anniversary caratterizzato dalla straordinaria colorazione Kinetic Dust, ed il debutto è segnato per...

Abbinare aerodinamica avanzata e comfort a un prezzo vantaggioso non è certo una cosa semplice, ma sembra una mossa facile per Van Rysel, marchio della galassia Decathlon che si sta...

Al Tour de France i migliori corridori al mondo stanno affrontando la canicule, il gran caldo che sta caratterizzando le giornate di tutti noi ormai da settimane. Anche se a...

Quando il foro nel vostro copertone tubeless non si tappa grazie al liquido sigillante c’è un solo modo che vi permette di ripartire ed è il tappo in gomma. Quello...

Pinarello svela oggi la nuova generazione della DOGMA X, il vertice della collezione "all-road" ad altissime prestazioni. Ebbene sì, nella stessa frase troviamo qualcosa che annuncia alte prestazioni e all-road,...

Questo è un indumento creato appositamente per i ciclisti e per aiutarli con una termoregolazione ideale nelle giornate più calde. Strano, ma è così che funziona questo smanicato e una...

Il gravel è cambiato e a testimoniarlo sono The Traka e la più recente Unbound, gare che mettono in risalto bici sempre più aerodinamiche e performanti. A rendere queste performance...

I ragazzi di Uläc, marchio distribuito da Ciclo Promo Components, hanno messo a punto una collezione di accessori per il bikepacking davvero interessante per l’ottimo rapporto qualità/prezzo. Tra le varie...

Il nuovissimo casco Amidalva concettualmente ad affiancare nell’ampia proposta POC il modello OMNE, ricalcandone la poliedricità di utilizzo e rivolgendosi così a chi pratica ciclismo su strada e gravel. Detto...

I ragazzi di Doctorbike di Magenta hanno preparato una bellissima notturna per venerdì 10 luglio da correre in MTB per il Magenta Summer Festival: una splendida occasione per affidarsi a...

A questo punto è corretto eliminare ogni segreto o eventuali fraintendimenti: il nuovo prototipo di protezione Castelli per proteggere la colonna vertebrale mira a portare la miglior sicurezza possibile ad...

Grandi giri:  preparazione superiore,   pianificazione corretta e scelte vincenti. Potremmo riassumere in questi tre punti la grande e meritata vittoria di Jonas Vingegaard  al Giro d’Italia 2026, un successo che...

Giro Sport Design ha annunciato il rinnovo triennale della partnership con la squadra del World Tour Team Visma | Lease a Bike, consolidando una collaborazione di successo che ha contribuito...

High Road in casa MAXXIS, marchio taiwanese distribuito in Italia da Ciclo Promo Components, ha il ruolo principale nel segmento stradale, ovvero quello del protagonista. Dopo aver apprezzato la leggerissima...

C’è stato un tempo in cui ogni bici aveva un percorso preciso. Una bici da strada per l’asfalto. Una gravel per lo sterrato. Oggi non è più così. Le uscite...

La quinta edizione delle Scalate leggendarie nelle Terre del Monviso si è aperta con il nuovo record di partecipazione per la salita di Pian del Re. I ciclisti registratisi al...

Prologo amplia il rivoluzionario progetto Predator raggiungendo il traguardo della massima compatibilità rendendolo accessibile sia a triatleti che ciclisti evoluti. La prima sella integrata e modulare dedicata al triathlon e...

Leggera, resistente, con rivestimento idrorepellente, Bikeflip Go nasce per proteggere la bicicletta durante il trasporto e per semplificare gli spostamenti una volta arrivati a destinazione. Negli ultimi anni il mondo...

Il Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team si schiererà al via del Tour de France 2026 in sella a una Dogma F impreziosita con una nuova ed esclusiva colorazione in cui...

SIDI annuncia la propria partecipazione alla 39ª Maratona dles Dolomites, una delle manifestazioni ciclistiche amatoriali più prestigiose e partecipate al mondo, in programma domenica 5 luglio 2026. Ad anticipare la...

Le Zipp 404 S sono state progettate partendo da zero per creare le ruote da strada più veloci per un costo accessibile. Sono destinate ai ciclisti più attenti ed esigenti,...

Quindici watt in meno e una precisione di guida che alza l'asticella delle prestazioni: la nuova 795 BLADE RS 3 si presenta con un’aerodinamica ottimizzata e un peso piuma. La terza...

La notizia era nell’aria e le foto rubate e pubblicate nell’ultimo mese hanno fatto il resto, signore e signori, ecco a voi la nuova S-Works Tarmac SL9, la bici più veloce...

VIDEO TEST
ALTRI VIDEO DI TEST




di Giorgio Perugini
È dal 1967 che URSUS progetta e produce in Italia componenti di alta qualità per ciclismo, prodotti che oggi possiamo...
di Giorgio Perugini
La road bike Veloce SLR prodotta da Guerciotti, protagonista del test nella versione speciale Veloce SLR Thunder Storm Limited Edition,...
di Giorgio Perugini
È un dettaglio che certamente non vi può sfuggire osservando il vasto catalogo di Salice Occhiali dedicato al ciclismo, le...
di Giorgio Perugini
Poche storie, da molto la gamma Mille GT rappresenta un vero pilastro per ASSOS, un insieme di capi progettati senza...
di Giorgio Perugini
TAAC, il marchio del Gruppo Mandelli specializzato in abbigliamento e accessori per la bici, si conferma un brand concreto e...
di Giorgio Perugini
Se nel gravel una maglia e bib aero non sono più abbastanza per voi, la soluzione giusta si chiama Unlimited...
di Giorgio Perugini
Ci siamo, entriamo nella settimana che porta all’Unbound, un evento che con The Traka rappresenta una sorta di mondiale per...
La nuova Dimension R2 CPC è la versione dotata di tecnologia Connect Power Control della più classica Dimension R2, una...
di Giorgio Perugini
Detta così potrebbe sembrare una favola ma questo è quello che realmente accade, anche se l’ultimo passaggio, ovvero quello della...
di Giorgio Perugini
Prendete la Corretto Jersey, abbinatela ad un pantaloncino Espresso 2 ed il gioco è fatto: ecco a voi il Saturday Morning...
di Giorgio Perugini
L’occhiale 030 è una delle novità Salice per il 2026 ed è un prodotto moderno e versatile dotato di una...
di Giorgio Perugini
830 grammi di pura originalità, cosi si presenta Anima, la bici gravel prodotta da Guerciotti per chi vive di alte...
di Giorgio Perugini
Non sono certo una novità assoluta, ma una cosa dovremmo subito metterla in chiaro: le 303 XPLR S sono ruote...
di Giorgio Perugini
Alzi la mano chi non ha ancora compreso quanto sia importante avere con sé un gilet nelle varie uscite! A...
di Giorgio Perugini
Oggi più che mai il mercato del ciclismo è saturo di bici dalle altissime prestazioni, prodotti esclusivi sia per l’alto...
di Giorgio Perugini
Il casco Cytal è una delle ultime novità POC ed è stato largamente apprezzato dai professionisti che lo hanno utilizzato...
di Giorgio Perugini
Le premesse sono state tutte rispettate, la nuova giacca ALPHA 150 di Castelli ha una resa eccellente nei confronti del...
di Giorgio Perugini
Il casco Nirvana è stato l’ultimo prodotto presentato da KASK, un elemento che il team Ineos Grenadiers ha sfruttato a...
© 2018 | Prima Pagina Edizioni Srl | P.IVA 11980460155
Pubblicità | Redazione | Privacy Policy | Cookie Policy | Contattaci

[X] Il nostro sito web utilizza i cookies (piccoli file salvati sul tuo hard disk) per migliorare la navigazione, analizzare l'accesso alle pagine web e personalizzare i propri servizi. L'utente è consapevole che, se esplora il nostro sito web, accetta l'utilizzo dei cookies.
Per maggiori informazioni consulta la nostra privacy policy