Sabato prenderà il via il suo primo Tour de France e lo farà con un ruolo tutt'altro che secondario. A soli 23 anni, il belga Cian Uijtdebroeks sarà infatti il leader della Movistar Team nella corsa più prestigiosa del ciclismo mondiale. Una responsabilità importante, soprattutto considerando che la squadra spagnola correrà il weekend inaugurale davanti al proprio pubblico, ma che il corridore di Hannut affronta con la serenità e il sorriso che lo contraddistinguono.
Presentato ufficialmente nello splendido scenario del Palau de la Música Catalana di Barcellona, Uijtdebroeks ha ribadito con chiarezza quale sarà il suo obiettivo: la classifica generale. «Preferisco un piazzamento tra i primi dieci a Parigi piuttosto che una vittoria di tappa» ha dichiarato senza esitazioni.
Una scelta che racconta perfettamente la sua visione del ciclismo. Per il giovane belga, infatti, costruire il proprio futuro come uomo da Grandi Giri vale più del successo in una singola giornata.
L'approdo alla Movistar non è stato casuale. Uijtdebroeks ha rivelato che la possibilità di disputare il Tour de France è stata uno dei motivi principali che lo hanno spinto a lasciare la Visma.
«Inizialmente avevo immaginato una stagione con Giro d'Italia e Vuelta di Spagna - ha raccontato - Ma il giorno dopo le prime discussioni, lo staff mi ha richiamato dicendomi che volevano costruire la squadra attorno a me per il Tour. È stata una dimostrazione di fiducia enorme e ho accettato con entusiasmo».
Un'investitura che il belga vuole ripagare puntando a un risultato di prestigio nella classifica finale. «Finire tra i primi dieci è il mio obiettivo. Se poi dovesse arrivare anche una maglia distintiva, come quella bianca, sarebbe un bonus straordinario».
Lo stesso Uijtdebroeks, però, sorride pensando alla concorrenza tra i giovani. «C'è un fenomeno che domina la nuova generazione e molti dei corridori che lotteranno per la Top 10 saranno anche in corsa per la maglia bianca. Potrebbe perfino succedere che la maglia gialla e quella bianca finiscano sulle stesse spalle»
Come molti ragazzi della sua generazione, Uijtdebroeks è cresciuto guardando il Tour de France davanti alla televisione. E aveva un idolo ben preciso.
«Da adolescente ero un fan sfegatato di Chris Froome. Per me rappresentava il corridore perfetto per i Grandi Giri».
Ad affascinarlo non erano soltanto le vittorie del britannico, ma anche la filosofia del Team Sky.
«Mi piaceva il loro approccio ai piccoli dettagli: alimentazione, materiali, preparazione. Cercavano sempre di spingersi oltre i limiti. È un modo di interpretare il ciclismo nel quale mi riconosco molto».
Oggi quel sogno d'infanzia è diventato realtà. «Essere al via del mio primo Tour è qualcosa che desideravo da quando ho iniziato ad andare in bicicletta. So che ancora non ho realizzato davvero quanto sia grande questo evento, ma credo che lo capirò presto».
Il settimo posto conquistato al Tour Auvergne-Rhône-Alpes ha confermato il buon stato di forma del giovane belga e gli ha regalato ulteriore fiducia in vista di luglio.
Ancora più importante, però, è stato il lavoro svolto con i nuovi compagni della Movistar. «Quella corsa mi ha permesso di conoscere davvero la squadra e di creare un gruppo unito, sia dentro sia fuori dalla bicicletta».
Per facilitare l'inserimento, Uijtdebroeks sta studiando anche lo spagnolo. «Da diversi mesi seguo lezioni online per due ore alla settimana. Capisco praticamente tutto quello che mi dicono i compagni, anche se quando parlo commetto ancora qualche errore. In corsa, però, riesco sempre a farmi capire».
La fiducia del team rappresenta per lui una novità assoluta. «È un lusso avere un'intera squadra costruita intorno a me. È la prima volta che affronto un Grande Giro con un sostegno di questo livello».
Per Uijtdebroeks questo debutto non sarà soltanto un banco di prova, ma anche il primo vero passo verso il futuro che immagina per la propria carriera. Nessuna ossessione per le vittorie di tappa, nessuna ricerca di exploit estemporanei: il belga vuole dimostrare di poter essere competitivo lungo tre settimane, affrontando con continuità montagne, cronometro e pressione.
La Top 10 finale rappresenta l'obiettivo dichiarato. Se dovesse riuscirci al suo primo Tour de France, sarebbe la conferma che il ciclismo belga ha trovato un altro uomo da classifica destinato a lasciare il segno negli anni a venire.