La notizia era nell’aria e le foto rubate e pubblicate nell’ultimo mese hanno fatto il resto, signore e signori, ecco a voi la nuova S-Works Tarmac SL9, la bici più veloce mai sviluppata da Specialized e molto probabilmente una delle bici più completa e performante che prenderà il via al prossimo Tour de France. Come il brand californiano ricorda con il concetto “Time to Finish”, questa bici è progettata per un solo scopo: tagliare il traguardo per prima, quindi in meno tempo e più velocemente degli altri.
Un’evoluzione portata avanti con rigore scientifico
Lo ha ricordato Gerardo Francabandiera, Market Leader Specialized Italia, durante la presentazione ed è un concetto su cui tutto il team Specialized coinvolto ha posto molta attenzione: il cuore del progresso del marchio si nutre di ricerca e innovazioni portate avanti dal proprio laboratorio, una fucina in cui ogni idea diviene realtà sotto la spinta di validazioni scientifiche e test rigorosi. A questo metodo non sfugge la nuova S-Works Tarmac SL9, una bici che risponde solo all’equazione “Time to Finish”, quindi un modello creato appositamente per impiegare meno tempo rispetto ad altri.
Equation of Speed
La S-Works SL9 è stata sviluppata utilizzando l’Equation of Speed, un modello fisico avanzato che integra aerodinamica, peso, resistenza al rotolamento, condizioni ambientali e potenza del rider per prevedere il tempo reale impiegato su percorsi World Tour. Esatto, è proprio così, si tratta di una rigorosa formula matematica in grado di fare emergere risultati incontrovertibili. La nuova bici non è semplicemente più leggera o più aerodinamica del modello precedente, ma è secondo i test prodotti da Specialized la più veloce nel mondo reale. Il nuovo telaio S-Works FACT 12r pesa solo 687 grammi mentre la bici completa parte da 6,5 kg, abbastanza per posizionare la Tarmac SL9 al vertice della categoria aero strada. Ogni millimetro di fibra superflua è stata eliminato ed il layup è stato ottimizzato per non aggiungere peso alle nuove forme. Quello che appare evidente sia nelle foto che nel maneggiare questa bici è che questa nuova versione porta al massimo i concetti già espressi nel modello SL8 combinando leggerezza estrema e prestazioni aerodinamiche come mai fatto prima, sfruttando anche ricerche sul design messe a punto per il modello Aethos.
Nuovo frontale e tante migliorie per guadagnare watt
Ogni dettaglio di questa bici è stato riprogettato per migliorare la velocità e partendo dal nuovo Speed Sniffer ( zona sterzo ) più sottile del 10% le modifiche hanno coinvolto anche la forcella arrivando alla Flow Fork, ora ottimizzata per gestire con foderi a profili profondi e più aperti i flussi d’aria ad alta energia. Il nuovo manubrio si integra perfettamente al telaio e sfrutta angolazioni e una sagomatura ergonomica per offrire la presa migliore in qualsiasi situazione di gara. Come ricordato durante la presentazione gran parte del lavoro aerodinamico viene svolto dal reparto frontale ma quello che succede dal movimento centrale in poi verso la ruota posteriore serve per cercare di gestire meglio i flussi limitando le turbolenze. In quest’ottica troviamo un tubo verticale sfinato che segue con precisione il profilo della ruota e un nuovo reggisella caratterizzato da una appendice aerodinamica Win Flin. Il nuovo seatpost è più sottile ed è studiato proprio per ridurre le turbolenze generate dal movimento delle gambe. In definitiva? Inserendo ogni dato acquisito nell’equazione messa a punto da Specialized la nuova SL9 permette di risparmiare una media di 4 Watt in un percorso di 100 km ( dati combinati Tour de France, Vuelta e Giro d’Italia ), un risparmio che fa guadagnare circa 28 secondi in meno sulla SL8.
Ricordate la famosa tappa dell'Alpe d'Huez del Tour de France Femminile 2024, dove Demi Vollering perse la classifica generale per soli 4 secondi (il distacco più ridotto della storia) nonostante un attacco solitario di 80 km iniziato sul Glandon? Ecco, inserendo nel software tutti i dati reali della tappa (vento, temperature, asfalto, pressioni pneumatici, etc) e sostituendo virtualmente la Tarmac SL8 con la nuova Tarmac SL9, Demi Vollering avrebbe vinto il Tour de France con circa 10 secondi di vantaggio sulla seconda.
Moving Leg Mannequin e WinTunnel
Uno degli assi nella manica di Specialized è senza dubbio l’evolutissimo Moving Leg Mannequin di sesta generazione, uno strumento unico nel settore che permette all’azienda di misurare l’aerodinamica con una precisione incredibile in assetto dinamico. Solo così il brand americano ha potuto analizzare con una precisione millimetrica la reale interazione tra rider e bici, replicando condizioni di gara reali. Non si tratta di un semplice manichino, ma di uno strumento realizzato da ingegneri altamente qualificati in grado di mantenere la stabilità durante i test fornendo così dati estremamente precisi. Pensate che una variazione dell’altezza della testa dovuta a movimenti irregolari di soli 4mm può generare una differenza di 1 watt.
S-Works, l’apice dell’evoluzione
La nuova S-Works SL9 rappresenta per Specialized una bici che in maniera unica fonde un design minimale con soluzioni originali, una ricetta che le permette quasi di “sparire” nell’equazione che porta alla vittoria finale. Le nuove forme la migliorano ma non la stravolgono, un risultato che sicuramente premia l’identità del prodotto e consolida la traiettoria presa dal marchio pochi anni fa. Il nuovo modello è disponibile in sette taglie e completamente compatibile con trasmissioni elettroniche e freni a disco idraulici. Ovviamente la nuova Tarmac SL9 è la stessa bici utilizzata dai professionisti del World Tour, la stessa con cui gli atleti Specialized correranno il Tour de France. Per ogni approfondimento vi rimando al sito Specialized in attesa di una prova su strada.