Tadej Pogacar è il signore assoluto della Grande Boucle degli ultimi anni ed è pronto a partire - con un nuovo look, una serenità ritrovata e le giuste armi -per dare la caccia al quinto Tour de France.
C'è un uomo che, anche quest'anno, si presenta al via del Tour de France con i favori del pronostico cuciti addosso. È Tadej Pogacar, il campione sloveno che negli ultimi anni ha riscritto i confini del ciclismo moderno e che da sabato, sulle strade di Barcellona, andrà a caccia della sua quinta vittoria assoluta alla Grande Boucle.
Prima ancora delle sue parole, a colpire è stato il suo nuovo look. Durante la ricognizione della cronometro inaugurale, Pogacar si è presentato con un taglio di capelli completamente diverso dal solito: cortissimo e biondissimo, quasi da rock star e un orologio al polso del valore di poco meno di un milione di euro, ma che per motivi di sicurezza, non verrà indossato durante le tappe. Un'immagine insolita che non è passata inosservata tra tifosi e fotografi, ma che conferma il clima rilassato con cui il leader della UAE Team Emirates-XRG si avvicina all'appuntamento più importante della stagione.
Ieri mattina Pogacar ha percorso insieme ai compagni di squadra i 19,6 chilometri della cronometro a squadre che aprirà il Tour 2026. Un sopralluogo fondamentale per memorizzare ogni curva e ogni dettaglio del tracciato cittadino di Barcellona, destinato a regalare già i primi distacchi tra i grandi favoriti.
Successivamente lo sloveno ha preso parte alla conferenza stampa ufficiale riservata ai leader della corsa. Da vincitore uscente del Tour è stato l'ultimo a salire sul palco, dopo gli interventi di Remco Evenepoel e Jonas Vingegaard, quasi a chiudere simbolicamente la parata dei grandi protagonisti.
Tra i primi argomenti affrontati, inevitabilmente, c'è stato lo stato di salute della compagna Urska Zigart, caduta nelle scorse settimane durante il Tour de Suisse.
Pogačar ha rassicurato tutti con il sorriso. «Urska sta sempre meglio. Sta già pedalando all'aperto, anche se il medico dice che non dovrebbe. È fortissima e si sta riprendendo molto velocemente».
Il campione sloveno ha raccontato di aver scelto di trascorrere gli ultimi giorni prima della partenza insieme a lei. «È stata una buona decisione restare a casa con Urska negli ultimi giorni. Ci siamo divertiti, abbiamo passato del tempo insieme. Adesso sono pronto e completamente concentrato sul Tour». Parole che trasmettono serenità, un elemento che spesso accompagna le grandi imprese del fuoriclasse della UAE Team Emirates-XRG.
Se c'è un duello che ha segnato il ciclismo degli ultimi anni è quello tra Pogacar e Jonas Vingegaard. Ma lo sloveno non vuole ridurre il Tour a una sfida tra due corridori. «Non credo che soltanto Vingegaard possa avvicinarsi al mio livello. Ci sono molti corridori qui che vogliono vincere».
Una dichiarazione che dimostra quanto il campione sloveno rispetti il livello di una generazione ricchissima di talenti, da Remco Evenepoel ai giovani emergenti pronti a inserirsi nella lotta per il podio.
Pur allargando lo sguardo agli altri pretendenti, Pogacar non ha nascosto quanto il confronto con il danese abbia contribuito alla sua crescita. «La competizione tra me e Jonas è stata molto divertente. Ci spingiamo a vicenda a raggiungere un livello sempre più alto ogni anno. Speriamo che accada anche questa volta». Una rivalità costruita sul rispetto reciproco, capace di elevare il livello del Tour de France stagione dopo stagione.
Alla vigilia della Grande Boucle, tutto sembra indicare ancora una volta Tadej Pogacar come l'uomo da battere. La sua stagione è stata di altissimo livello e la UAE Team Emirates-XRG arriva in Francia con una formazione costruita per controllare la corsa e accompagnare il proprio leader fino a Parigi.
Il nuovo look biondo ha attirato l'attenzione, ma sarà ancora una volta la sua straordinaria capacità di fare la differenza in salita, a cronometro e nelle tappe più dure a decidere il destino della corsa.
Da domani inizierà la rincorsa al quinto Tour de France della sua carriera. Gli avversari sono pronti a sfidarlo, ma ancora una volta è lui il riferimento di tutto il gruppo. E, almeno sulla carta, il corridore da battere resta sempre Tadej Pogacar.