I PIU' LETTI
GEMMATI. Polvere d'acciaio, saldature di storia. GALLERY
dalla Redazione | 01/05/2015 | 07:07

Quante volte l’avevo visto da piccolo quello scudo con la scritta per traverso. Bello, colorato, elegante. Soprattutto belle le bici sulle quali era impresso. Biciclette ce n’erano ancora un sacco a quel tempo, di tutti i tipi, quelle da corsa un po’ meno. Negli anni Settanta averne una voleva dire avere soldi e io non ne avevo. Il carbonio cinese era là da venire, il titanio non si sapeva nemmeno cosa fosse, dell’alluminio qualcuno ne parlava, quindi c’era solo l’acciaio, prendere o lasciare, saldato a mano, lavorato artigianalmente e, a rigor di logica, caro. La Bianchi con il suo verde caratteristico era un sogno per pochi ma, per fortuna, c’erano anche gli artigiani locali. Uno di questi era proprio Iride o meglio Gemmati Velocipedi.

Ora come allora la fabbrica, fabbrica per modo di dire, sta a Teglio Veneto, frazione di Portogruaro, un chilometro o forse meno dal confine col Friuli. Umberto, Mario e Carlo, tre generazioni, dal 1919 ad oggi. Domani forse no, perché Carlo è separato, non ha figli e ti dice solo, senza troppo crederci “Chissà, a questo punto, solo se arrivasse un figlio dello spirito, della passione… ma è dura, perché questo mestiere è duro”. Ora sono rimasti lui e ‘do tosi’ due ragazzi, in là con gli anni, oltre alla signora Flavia, la madre di Carlo. Ai tempi di Umberto, il nonno, ce n’erano un’ottantina, in quella casa di Teglio, sempre la stessa, che era diventata ben presto fabbrica.

Era il 1919, in quell’anno cominciava l’avventura imprenditoriale di Umberto che già poteva vantare una vita di avventure. Nato a Venezia da una relazione segreta, si dice, fra un avvocato, il classico ‘principe del foro’, e un’addetta all’Ambasciata d’Egitto a Roma, Umberto finisce adottato da una coppia già con figli, casellante di ferrovia a San Vito al Tagliamento. Due anni, il tempo dell’allattamento, poi il bimbo andava restituito all’orfanotrofio, così si faceva a quel tempo.

Un nobile del posto, Luigi Bellati, aveva l’abitudine di passare con il suo calesse trainato da una cavallina bianca da quelle parti. Le sbarre del passaggio a livello sono abbassate, si aspetta il treno, che chiaramente non arriva. La casellante è fuori casa che piange, i due anni sono scaduti, bisogna ridare il bimbo. Il conte Bellati è sposato e senza figli, lei lo sa, e ci prova “Perché non lo adotta lei?”. No, ni, in pochi giorni è sì, Umberto trova ospitalità dai nobili Bellati, dove cresce. La passione per la bici nasce subito e cominciano le prime corse in Friuli e a Portogruaro. Ma, nobiltà o no, il lavoro lo porta presto lontano, in Belgio, in Francia, dove troverà impiego in una fabbrica di cannoni. Un incidente e Umberto ancora giovane si ritrova con una gamba in meno, ma con lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di fare.

Esonerato dall’arruolamento nel primo conflitto mondiale, si trasferisce a Milano insieme alla fresca sposa Giannina, veneziana, insegnante, che ha ottenuto una cattedra là. E là Umberto entra alla Dei, azienda leader nella produzione di biciclette, divenendone ben presto capofficina. Nel 1919 nuovo trasferimento per Giannina, questa volta a Portogruaro, e Umberto, forte dell’esperienza alla Dei, decide di provarci da solo: nasce a Teglio un’officina di riparazione bici e vendita cicli marchio Dei. Dopo qualche mese prende vita il marchio Iride e, con esso, la bicicletta sportiva Gemmati: “Ancora adesso resta quel mistero – spiega il nipote Carlo – perché Iride? A quanto ne so dovrebbe essere un nome di donna, e la cosa non deve aver fatto piacere alla nonna, ma questo è, Iride Umberto ha voluto, e Iride è stato”.  E Iride diventa un marchio conosciuto in Friuli, in Veneto, ma nell’intera penisola, con rappresentanti anche in Campania e in Sicilia.

Nel capannone dove ora ci sono solo Carlo, sua madre e ‘do tosi’ c’erano, al massimo dello splendore, 74 operai e uscivano 15 mila bici all’anno. Bici da passeggio, da strada, ma anche sportive, perché quella è la vera sfida, dove si vede, si sente la qualità. Una qualità attestata da visite speciali, che rimangono nei ricordi di Umberto e poi nella memoria di Carlo: “Anche il grande Bottecchia venne a trovarci, per incontrare appositamente il nonno. Pare gli abbia detto ‘Volevo comprare la sua bici in un negozio, ma ho preferito venire da lei in fabbrica. Perché volevo anche complimentarmi per quello che fa’”.

Anche Coppi ha cavalcato una Iride: “Pochi giri di pista, certo, per l’inaugurazione del velodromo di Portogruaro, ma ci è montato davvero, e la bici è ancora qua”. A toccarla quella bici fa impressione: ti aspetteresti un ‘cancello’ da una ventina di chili e invece ne pesa sette e mezzo: “Tubi da 0,4, costanti, una meraviglia, come abbiano fatto a saldarli è qualcosa di unico. Certe partite di acciaio arrivavano direttamente da magazzini dell’aeronautica. E per saldarli si usavano anche dei bossoli di cannone tagliati a listarelle”.

Da Umberto l’attività passa a Mario, primo figlio maschio dopo Anna e Antonietta. L’attività funziona ancora, anche dopo la seconda guerra mondiale, e anche dopo la morte precoce di Mario, che se ne va a causa di un incidente stradale. Ci pensa allora la moglie Flavia, anche lei maestra fino a quel momento, a prendere in mano la Iride: “C’erano ancora cinquanta dipendenti, tutti in regola” ricorda orgoglioso Carlo. Poi però arriva l’industrializzazione, il boom, la Cinquecento, e le bici vengono messe in soffitta. I figli di Carlo e Flavia, Umberto e Carlo, scelgono strade diverse: il primo studia e diventa ortopedico, il secondo decide che vuole ancora saldare, nonostante tutto.

E’ difficile spiegare cosa vuol dire saldare l’acciaio. Si devono prendere delle tubazioni del materiale desiderato, una lega metallica di ferro e carbonio spesso unita a metalli più nobili come molibdeno, niobio, vanadio o manganese. E poi si comincia a tagliare, sgolare e limare e quindi si passa alla saldobrasatura delle congiunzioni fra tubazioni. Dopo, una volta composto il telaio, si passa alla realizzazione delle filettature e alla fresatura dei piani dei cannotti di sterzo e del movimento centrale, per garantirne la perfetta planarità. Infine il telaio viene sabbiato per eliminare i residui di lavorazione e, solo a quel punto, si va in verniciatura: “Non so se posso dirti che tutto questo è qualcosa di bello, penso che sia più una malattia. Vedere un telaio che nasce, che prende forma è qualcosa di unico ogni volta. E’ qualcosa che nasce prima, quando parli con il cliente, senti le sue esigenze, che tipo di impostazione vuol dare alla bici, se gli piace più la salita o la pianura. Qualche soddisfazione poi arriva, quando questo cliente, o almeno qualcuno di loro, torna e ti dice che non sa perché, ma questa volta, con la bici nuova, ha fatto meno fatica a fare cento chilometri di quanta ce ne metteva prima per farne sessanta. Chissà perché, si chiede, ma va via contento”.

Adesso sono pochi quelli che passano di qua, escono un migliaio di bici all’anno dalla Gemmati Velocipedi (questa è la scritta che ora come allora copre la facciata dello stabilimento di Teglio Veneto) Iride, ma va bene così lo stesso: “E’ arrivato l’alluminio, il titanio, il carbonio e con questo i cinesi con i telai standard pronti all’uso che talvolta ti vien da ridere a sentire le storie su di loro. Del tipo, uno dall’Italia gli manda un telaio in un posto dove in quindicimila lavorano e vivono solo di biciclette e dice loro: ne voglio mille così, identici. Peccato che nell’esemplare spedito, per sbaglio, c’era finito un capello sul telaio, che poi era stato verniciato. E loro gli hanno mandato mille esemplari con altrettanti capelli. Verniciati”.

Tutte le leghe e i metalli nuovi, belli sì, ma per Carlo l’acciaio non si batte: “Sono mode, come lo scatto fisso. Una volta si chiamava la ‘spicciola’ ed era una bici adattata per la strada dai pistard, sempre senza freni, ma con il manubrio modificato. A loro i freni certo non servivano, adesso c’è gente che si schianta perché non ha capito cosa fare quando deve rallentare senza freni. O la pedivella che recupera il punto morto, l’ingranaggio ovale, i freni a disco. Sì, va bene tutto, ma una bici in acciaio come dio comanda è un’altra cosa”.

Eppure Carlo non è rimasto fermo, si è guardato in giro, ha provato, sperimentato: “Vuoi sapere una cosa? La city bike, secondo me, è nata qui, a Teglio. La mia l’ho presentata alla Fiera di Padova nell’89. Ammirata e fotografata da tutti”. E adesso, quanto meno, si restaurano le bici vecchie, perché si comincia a capire quanto belle fossero, e qualcuno il nome di Gemmati lo fa anche in internet. E, grazie a un americano che ha sposato una di Portogruaro (ma che, soprattutto, si è fatto fare, per prima cosa, una Iride da corsa) le bici di Carlo Gemmati sono sbarcate negli Usa, con tanto di sito: “Lo gestisce lui, là, io a malapena uso il fax. E anche se mi chiami, insisti, perché può essere che sto saldando e non ho tempo per rispondere”.

Dentro al capannone giallo ocra di Teglio il tempo non sembra essere passato: le foto anni Trenta e Quaranta paiono adeguate al tempo presente, le vecchie insegne, la saldatrice, la dima, la bici di Coppi, le scritte in corsivo sulle pareti, anche il grembiule blu di Carlo, persino mamma Flavia nell’ufficio che scrive a mano chissà cosa. Tutto sa di vecchio museo, comprese polvere e giochi di luci e ombre, se non fosse per un computer, piazzato sopra un vecchio tavolo di ciliegio, dove si prendono le misure degli appassionati e si calcolano, poi, le lunghezze e le inclinazioni dei telai al millimetro. E, soprattutto, per quel bagliore che arriva dal cannello della saldatrice. E’ un piccolo grande sogno che va avanti?  “No, è la malattia che continua, fino a quando vedremo”.

Franco Bortuzzo
foto di Alberto Missana

Copyright © TBW
TUTTE LE NEWS
La notizia era nell’aria e le foto rubate e pubblicate nell’ultimo mese hanno fatto il resto, signore e signori, ecco a voi la nuova S-Works Tarmac SL9, la bici più veloce...

A Barcellona, in occasione della Grand Départ, Santini sarà presente con un Pop Up store aperto al pubblico da mercoledì 1 luglio a domenica 5 luglio. Lo spazio, presso Carrer...

Due giornate dedicate al confronto con la propria rete vendita, alla presentazione delle novità di prodotto e alla condivisione della visione strategica che guiderà il marchio nella stagione 2027. Il...

La linea Espresso 2 è per Castelli qualcosa di iconico, un insieme di prodotti ambiti dai ciclisti più esigenti. Il motivo? Semplicissimo: ogni capo di questa linea è il frutto...

In officina,   ma anche in auto quando vi recate alle corse, no? La pompa da pavimento Anima con manometro analogico è perfetta per le rifiniture dell’ultimo minuto e anche...

La sensazione non è delle migliori, anzi, è una di quelle che ti fa sentire voglia di mollare tutto. Avete presente quando lo sforzo entra nel vivo e le gambe...

È dal 1967 che URSUS progetta e produce in Italia componenti di alta qualità per ciclismo, prodotti che oggi possiamo ammirare nelle corse WorldTour grazie alle bici del Team Picnic-PostNL....

Nel ciclismo di oggi, con tipologie di utenti ed esigenze sempre più variegate, la qualità di una ruota si misura su tanti indicatori: affidabilità, precisione dinamica e resistenza possono fare...

Fa caldo, anzi, potremmo tranquillamente dire che fa caldissimo. Le temperature sono roventi ovunque ma chi fa sport all’aperto sa quanto le cose si possano complicare quando i gradi salgono....

La road bike Veloce SLR prodotta da Guerciotti, protagonista del test nella versione speciale Veloce SLR Thunder Storm Limited Edition, rappresenta la naturale evoluzione del modello S, una delle bici...

Il nuovo modello della linea Core SS26 di casa Northwave unisce efficacia e comfort in un equilibrio pensato per accompagnare ogni uscita, dal XC/Marathon al Gravel. Accanto alla versione standard,...

Pinarello, Pharrell Williams e Louis Vuitton hanno appena svelato una bicicletta ad alte prestazioni realizzata su misura, presentata durante la sfilata Uomo Primavera-Estate 2027 di Louis Vuitton per la Paris...

SIDI e Sartoria Ciclistica annunciano con entusiasmo il rinnovo della loro partnership strategica, una collaborazione che celebra l'incontro tra l'avanguardia tecnologica del brand veneto e la cultura ciclistica autentica nata...

Arrivano oggi i nuovi guanti aerodinamici Prologo, prodotti impreziositi non solo da nuovi materiali e nuove colorazioni, ma anche da un'evoluzione della tecnologia CPC, la soluzione giusta per offrire più...

Continental ha appena svelato svelato il nuovo kit di pneumatici Limited Edition Tour de France 2026 composto dall’aerodinamico Aero 111 e dal celebre Grand Prix 5000 S TR, una combo...

Tutto nasce da un'idea. Un'idea diventa un progetto. Un progetto diventa una bici. E ogni bici che costruiamo lascia un segno e ci insegna qualcosa di nuovo. In 120 anni...

Le scuole sono finite e l’estate per i più giovani entra nel vivo, quindi quale momento migliore dell’anno per regalare ai nostri ragazzi una nuova bici? Brera Cicli, brand del...

Il nuovo SRAM Technical Service Center (STS) di Varese è operativo e rende servizio clienti, assistenza e competenze tecniche sui prodotti del portfolio SRAM più accessibili che mai ai rivenditori...

L’avevamo apprezzata nella sua versione prototipale in un debutto speciale durante il Tour de Romandie, l’occasione giusta in cui questa Colnago TT2 sviluppata in collaborazione con UAE Team Emirates-XRG e...

Aerodinamica, da endurance e…da scalatore. Ebbene sì, le bici super leggere sono un prodotto iper attuale e a dimostrarlo ci pensa  la bellissima Look Cycle 785 Huex RS, una bici...

Pinarello lancia oggi quattro nuove ed eleganti colorazioni per la sua bici da strada di punta, la DOGMA F, pensate per emozionare. La Dogma F rappresenta da tempo l'apice dell'ingegneria prestazionale...

È un dettaglio che certamente non vi può sfuggire osservando il vasto catalogo di Salice Occhiali dedicato al ciclismo, le lenti RWX sono una presenza costante e spesso sono le...

Compex presenta Ayre Pro, i nuovi stivali a compressione dinamica graduata wireless pensati per atleti professionisti e amatori che cercano un recupero efficace e pratico. Diversamente da molti sistemi presenti...

Se la vostra filosofia prevede di credere nell’utilizzo di una sola bicicletta per ogni tipologia di percorso, da oggi in poi dovrete prendere in considerazione la nuova Bianchi Specialissima, una...

VIDEO TEST
ALTRI VIDEO DI TEST




È dal 1967 che URSUS progetta e produce in Italia componenti di alta qualità per ciclismo, prodotti che oggi possiamo...
La road bike Veloce SLR prodotta da Guerciotti, protagonista del test nella versione speciale Veloce SLR Thunder Storm Limited Edition,...
È un dettaglio che certamente non vi può sfuggire osservando il vasto catalogo di Salice Occhiali dedicato al ciclismo, le...
di Giorgio Perugini
Poche storie, da molto la gamma Mille GT rappresenta un vero pilastro per ASSOS, un insieme di capi progettati senza...
di Giorgio Perugini
TAAC, il marchio del Gruppo Mandelli specializzato in abbigliamento e accessori per la bici, si conferma un brand concreto e...
di Giorgio Perugini
Se nel gravel una maglia e bib aero non sono più abbastanza per voi, la soluzione giusta si chiama Unlimited...
di Giorgio Perugini
Ci siamo, entriamo nella settimana che porta all’Unbound, un evento che con The Traka rappresenta una sorta di mondiale per...
La nuova Dimension R2 CPC è la versione dotata di tecnologia Connect Power Control della più classica Dimension R2, una...
di Giorgio Perugini
Detta così potrebbe sembrare una favola ma questo è quello che realmente accade, anche se l’ultimo passaggio, ovvero quello della...
di Giorgio Perugini
Prendete la Corretto Jersey, abbinatela ad un pantaloncino Espresso 2 ed il gioco è fatto: ecco a voi il Saturday Morning...
di Giorgio Perugini
L’occhiale 030 è una delle novità Salice per il 2026 ed è un prodotto moderno e versatile dotato di una...
di Giorgio Perugini
830 grammi di pura originalità, cosi si presenta Anima, la bici gravel prodotta da Guerciotti per chi vive di alte...
di Giorgio Perugini
Non sono certo una novità assoluta, ma una cosa dovremmo subito metterla in chiaro: le 303 XPLR S sono ruote...
di Giorgio Perugini
Alzi la mano chi non ha ancora compreso quanto sia importante avere con sé un gilet nelle varie uscite! A...
di Giorgio Perugini
Oggi più che mai il mercato del ciclismo è saturo di bici dalle altissime prestazioni, prodotti esclusivi sia per l’alto...
di Giorgio Perugini
Il casco Cytal è una delle ultime novità POC ed è stato largamente apprezzato dai professionisti che lo hanno utilizzato...
di Giorgio Perugini
Le premesse sono state tutte rispettate, la nuova giacca ALPHA 150 di Castelli ha una resa eccellente nei confronti del...
di Giorgio Perugini
Il casco Nirvana è stato l’ultimo prodotto presentato da KASK, un elemento che il team Ineos Grenadiers ha sfruttato a...
© 2018 | Prima Pagina Edizioni Srl | P.IVA 11980460155
Pubblicità | Redazione | Privacy Policy | Cookie Policy | Contattaci

[X] Il nostro sito web utilizza i cookies (piccoli file salvati sul tuo hard disk) per migliorare la navigazione, analizzare l'accesso alle pagine web e personalizzare i propri servizi. L'utente è consapevole che, se esplora il nostro sito web, accetta l'utilizzo dei cookies.
Per maggiori informazioni consulta la nostra privacy policy