L'Italia vola in finale per l'oro con il quartetto dell'inseguimento maschile e nelle voci dei suoi protagonisti si colgono insieme la soddisfazione per il risultato raggiunto, la fatica per un finale di stagione impegnativo e il desiderio di affrontare la sfida con la Danimarca senza sentirsi battuti in partenza.
Ecco le parole del "capitano" del quartetto azzurro Filippo Ganna: «Siamo partiti dall’Italia con la voglia di salire sul podio e il primo risultato lo abbiamo ottenuto! Siamo andati forte, con Magagnotti che nella seconda prova ha fatto davvero molto bene. Lamon ha fatto il suo come sempre, stare a ruota di Johnny per me è come stare stare in poltrona. Certo, le energie sono quelle che sono dopo 70 giorni di corsa ma domani… noi ci saremo».
E la parola passa ad Alessio Magagnotti, il debuttante nel trenino azzurro: «Personalmente, posso dire che la qualificazione mi è servita: ho commesso molti errori, ma nella seconda prova ero molto più concentrato e più consapevole delle mie possibilità, soprattutto sapevo che cosa non dovevo più sbagliare. Non so i miei compagni, ma io ero a tutta, abbiamo abbassato il tempo di quasi due secondi rispetto al mattino, siamo andati davvero forte. Questo è il mio primo quartetto con i grandi e vi confesso che mi mancava l’adrenalina che solo la pista sa regalare. I miei compagni? Mi hanno accolto benissimo e soprattutto si sono dimostrati un bel gruppo. Dopo la prima prova, nella quale ho sbagliato tanto, mi hanno fatto i complimenti e solo dopo a pranzo, abbiamo parlato di quello che ho sbagliato e mi hanno dato utili consigli. E continuiamo a lavorare per crescere sempre di più. La finale contro la Danimarca? Sarà difficilissimo ma crederci non costa nulla, quindi… ci crediamo!»