Con la vittoria del bando nazionale “Bici in Comune” (promosso dal Ministero per lo Sport e i Giovani in collaborazione con Sport e Salute S.P.A e l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e la successiva adozione di una serie di misure ad hoc (alcune pianificate, altre già applicate), il Comune di Ponza ha avviato una trasformazione per rendere l’omonima isola sempre più a misura di ciclisti e cicloturisti.
L’introduzione della Zona 30 nei due chilometri e mezzo di strade attorno alla zona del porto, la realizzazione dell’opportuna segnaletica orizzontale, il rifacimento programmato dell’asfalto e l’installazione di 4 stazioni di ricarica per le e-bike sono solo alcuni degli interventi che hanno strizzato l’occhio alle due ruote e ai loro utenti e che, come ci è stato spiegato dall’amministrazione comunale, hanno rappresentato seri incentivi per una mobilità ciclabile diventata, negli ultimi mesi, una realtà sempre più concreta.
Per tastarla con mano e constatare di persona lo scatto operato da Ponza per diventare un’isola a trazione ciclistica ci siamo recati in loco dove, opportunamente guidati dal Sindaco Francesco Amorino e dal delegato ai rapporti istituzionali Ferdinando Femiano, dal Presidente CUS Roma Tor Vergata Manuel Onorati e dal Presidente della Polisportiva Dilettantistica Ponza Biagio Rispoli, abbiamo avuto modo di vivere una giornata in sella utile per comprendere fino in fondo se e come muoversi bicicletta in questa località in mezzo al Mar Tirreno possa avere un senso.
Prima di concentrarci sulle caratteristiche del territorio di Ponza e delle sue strade, è necessaria una breve premessa per inquadrare dove essa si trovi e come possa essere raggiungibile con le due ruote. Ponza infatti è un’isola (la più grande fra quelle che compongono l'arcipelago delle Isole Ponziane) di origine vulcanica appartenente alla provincia di Latina e raggiungibile tutto l’anno via traghetto (tempo di percorrenza circa 2 ore 30 minuti) o aliscafo (1h 20’) da Formia e, solo d’estate, anche da Anzio, Terracina, Napoli e San Felice Circeo.
Partendo da Formia, è dunque possibile imbarcare bici e borse (se si vuole arrivare a destinazione con un mezzo proprio) durante tutto l’anno a prescindere dalla stagione e, una volta sbarcati, avviarsi verso la propria sistemazione in totale autonomia. Chi vuole, tuttavia, può anche valutare di lasciare l’auto (o arrivare in treno) a Formia e prendere il traghetto con il proprio bagaglio per poi noleggiare una bicicletta in loco presso l’unico punto sull’isola che offre questo tipo di servizio: il Luna Noleggio.
Gestito da Carlo Cipolla, questo noleggio mette a disposizione, al prezzo di 30 euro al giorno, casco ed e-fat bike per coloro che puntano ad avere uno strumento comodo e agile “per girare l’isola, muoversi senza problemi verso le calette e divertirsi” assaporando al proprio ritmo tutta la magia del posto. “Abbiamo scelto questo tipo di bici perché ci sono alcune zone dell’isola con qualche tratto in sterrato in cui hai bisogno di potenza e ruote ben tassellate per procedere senza difficoltà” ci ha spiegato il proprietario che presto, dopo gli input arrivati dalla clientela straniera (la maggior parte per ora), renderà ancora più semplice la prenotazione delle bici con un’apposita sezione online sul proprio sito.
Che sia con una bici a pedalata assistita, una MTB o una gravel muscolari, una volta balzati in sella non resta che pedalare e nel farlo è bene tenere a mente qualche caratteristica distintiva di Ponza. L’isola, infatti, ha una conformazione a mezzaluna piuttosto stretta, non ha percorsi offroad e si estende per circa otto chilometri in lunghezza e massimo due chilometri in larghezza: gli spazi e le alternative dunque, obiettivamente, sono piuttosto limitate ma questo permette ai pedalatori di esplorare ancora più facilmente l’isola in ogni suo angolo e gustarsi proprio tutti, dal primo all’ultimo, i suoi punti panoramici.
Per raggiungerli bisogna mettere in conto di affrontare tanto qualche chilometro sferzati dal vento (che in un modo o nell’altro qui non manca quasi mai) quanto diversi tratti all’insù visto che, per come è modellata, l’isola presenta una costante successione di saliscendi: le pendenze in ogni caso, ad eccezione di qualche ripida strada da e per le location sul mare, sono generalmente piuttosto dolci e, specialmente se supportati da un motore elettrico, per nulla insormontabili.
La pianura quindi è quasi inesistente se si esclude qualche segmento a mezzacosta e il lungomare attorno al porto, una zona questa da cui parte l’unico tracciato ciclabile dell’isola che consente, in circa 8 chilometri, di chiudere un anello evitando di percorrere due volte le stesse strade. È di 8 chilometri poi anche il tragitto di sola andata che collega la zona degli sbarchi a Cala Fonte, il punto più settentrionale dell’isola raggiungibile su asfalto e uno dei luoghi più scenografici in cui dirigersi in bici per assaporare la bellezza del mare di Ponza.
A colpi di pedale perciò, in virtù delle dimensioni ridotte dell’isola, ogni attrazione di Ponza diventa decisamente a portata di mano e raggiungibile in maniera tanto semplice quanto rapida. Parliamo non solo delle suggestive calette dove è possibile immergersi in un mare cristallino o degli spot da cui ammirare panorami scenografici come la curva sui Faraglioni di Lucia Rosa, ma anche delle (poche) spiagge attrezzate, dei siti storici come Forte Papa e Villa delle Tortore (riaperta al pubblico appena lo scorso 23 agosto) e dei punti d’inizio dei diversi sentieri escursionistici disseminati lungo il periplo dell’isola.
Fra questi, meritano una menzione particolare l’anello di Monte Core, il trekking di Monte Guardia (il punto più alto di Ponza con i suoi 280 metri sul livello del mare), il tragitto verso il Monastero di Cala Felce e i percorsi verso Punta Incenso e il Fortino del Frontone che, senza sforzi particolarmente intensi (almeno per chi è mediamente allenato), consentono tutti di passare piacevoli momenti all’aria aperta, immergendosi nel contesto naturale e faunistico del posto e godendo in più punti di viste sublimi sull’isola e i suoi dintorni.
Senza andare per mare, la scelta di puntare sulle due ruote per il proprio soggiorno si combina perfettamente con ciò che l’isola ha da offrire e con il ritmo di vita, lento e rilassato, consigliato per apprezzarla fino in fondo.
Certo è che, tra pedalate, camminate, nuotate e magari escursioni alla scoperta dei lasciti romani presenti sul territorio (su tutti la Cisterna romana della Dragonara), Ponza richiede anche un adeguato recupero e necessari momenti di relax per fare il pieno di energie, compito questo assolto brillantemente dall’ampia scelta di strutture ricettive e ristoranti presenti in loco.
Soluzioni come l’Hotel Bellavista, il panoramico Hotel Chiaia di Luna (affacciato su uno degli spot migliori per godersi il tramonto sul mare) e l’eccellente Grand Hotel Santa Domitilla (provvisto al suo interno di Hammam e di un rilassante percorso benessere) sono tra le soluzioni ideali per ricaricare le batterie dopo intense giornate passate in costante movimento tra esplorazioni in sella, passeggiate e mare.
Mare che, inevitabilmente, la fa da padrone poi anche sulle tavole dei tanti locali dell’isola: da quelli che offrono un sostanzioso aperitivo come lo Zanzibar (al porto) e Angelino (a Le Forna) a quelli più strutturati per pranzi e cene come i ristoranti Santa Marì, A casa di Assunta e Il Melograno, nessuno fa mancare in tavola prelibatezze a base di pescato locale e frutti di mare in grado di allietare il palato e fornire il giusto quantitativo calorico per continuare a vivere intensamente i propri giorni ponziani.
Considerato il clima sostanzialmente mite per tutta la durata dell’anno e la rete stradale locale che rende oltremodo complicato l’utilizzo dell’automobile e gli spostamenti motorizzati, la bici è un’ottima soluzione per vivere e muoversi a Ponza in qualsiasi stagione.
Anche in assenza di grandi spazi e direttrici esclusivamente cicloturistiche, le due ruote infatti consentono di esplorare agevolmente tutta l’isola, scoprendone tutti gli anfratti e le peculiarità, e di trascorrere giornate all’insegna dello sport senza però rinunciare, grazie ai suoi servizi e alle sue infrastrutture, a coccole enogastronomiche e attimi rigenerativi.
Per chi, in sostanza, decide di ammirare Ponza non stazionando in mare, la bici rappresenta verosimilmente l’alternativa più funzionale per conoscere ciò che essa ha da offrire oltre alle sue incantevoli acque. Perché come ci ha suggerito Domenico Scotti, accompagnatore e socio del CAI di Aprilia e di Trekking Italia nonché nostra guida sui sentieri di Monte Core, per conoscere la vera anima dell’isola non basta perdersi nella moltitudine di riflessi cristallini contemplabili lungo le sue coste, ma bisogna muoversi tra i suoi pendii e le sue alture “vivendola a 360 gradi, via mare e via terra”.
Photo credit: Federico Guido - Tuttobicitech