La notizia non è nuova, dalle voci di corridoio si è passati il 2 settembre scorso ad una nota ufficiale della stessa Campagnolo. La Spac di Ivan Glasenberg, magnate sudafricano, amministratore delegato della Glencore, una delle società più grandi al mondo nel settore del commercio di materie prime e dell'estrazione mineraria, entra nella blasonata società vicentina. Dopo aver acquisito la cicli Pinarello, di cui aveva acquisito il controllo nel 2023 dai fondi d’investimento legati a Lvmh, e il maglificio Q36.5, «per Glasenberg e la sua holding svizzera Spac Sa è ora il momento dell’ingresso in un altro storico marchio veneto del settore, la Campagnolo di Vicenza, azienda dei cambi e delle ruote ad alte prestazioni, impegnata in una difficile transizione in un mercato delle due ruote che non accenna a dare segnali di ripresa», come si legge oggi sul “Corriere della Sera” nelle pagine dell’Economia.
«La conferma dell’operazione – scrive sempre il corriere -, decisiva a questo punto per il rilancio di Campagnolo, con cui Spac acquisisce una quota di minoranza della società, per la quale le parti hanno già firmato l’intesa preliminare, è venuta ieri dalla Regione, dove si è tenuto il tavolo di monitoraggio all’Unità di crisi sulla situazione dell’azienda, tra azienda, sindacati e Regione».
«Campagnolo - ha affermato l’assessore regionale Massimo Bitonci - ha confermato la partnership strategica con Spac, specificando che l’acquisizione di una quota di minoranza nel capitale dell’azienda vicentina sarà finalizzata nei prossimi giorni».
Ed è sempre il quotidiano di via Solferino a scrivere che l’ingresso di Glasenberg «è un passaggio strategico nella fase di transizione di Campagnolo, impegnata nel piano industriale approvato a fine 2025 che passa sui nuovi prodotti come i nuovi cambi a 13 velocità, dopo tre esercizi difficili tra 2023 e 2025, con perdite complessive per 24 milioni di euro, e il contratto di solidarietà scattato lo scorso anno».
E ancora: «L’azienda ha riferito che i nuovi progetti stanno andando bene, ma che il problema è l’andamento negativo del mercato, che pesa sulle ruote», aggiunge Maurizio Montini di Fim Cisl Vicenza. Il nodo aperto, rispetto all’organico di 259 dipendenti, sono gli esuberi, scesi da 120 a 90 dopo 30 uscite volontarie.