Destagionalizzare i flussi turistici, creare un’offerta parallela alle attività legate al mare e agevolare la mobilità locale sono tre obiettivi che l’amministrazione comunale di Ponza ha deciso di perseguire puntando, negli ultimi mesi e nel prossimo futuro, su unico mezzo: la bicicletta.
Lo dimostra la vittoriosa partecipazione al bando nazionale “Bici in Comune”, promosso dal Ministero per lo Sport e i Giovani in collaborazione con Sport e Salute S.p.A e l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, che ha permesso al sindaco Francesco Amorino e alla sua giunta di avere accesso ai fondi per avviare un’importante politica ciclabile tradottasi in questi mesi in una concreta serie di soluzioni e iniziative atte a rendere la nota isola del Tirreno, appartenente alla provincia di Latina, un luogo accessibile e vivibile anche con le due ruote.
Per raggiungere questo scopo, dopo aver analizzato le criticità esistenti e compreso quali misure fosse il caso di adottare, il Comune ha deciso di muoversi in tre direzioni investendo su di esse tempo e risorse: incentivare visitatori e residenti ad impiegare la bici, riqualificare alcuni percorsi e strade dell’isola e coinvolgere la comunità con una serie di eventi organizzati ad hoc per sensibilizzare i cittadini (e non solo) sul valore e gli effetti positivi della mobilità ciclabile.
Da inizio anno quindi il progetto ha portato il Comune, grazie alle fondamentali partnership con la Polisportiva Dil. Ponza, l'Istituto Comprensivo "Carlo Pisacane", l'Università di Roma Tor Vergata e il CUS Roma Tor Vergata, a trasformare in Zona 30 due chilometri e mezzo di strade attorno alla zona del porto, realizzare la necessaria segnaletica orizzontale, mettere a disposizione della popolazione locale incentivi fino a 1000 euro per l’acquisto di bici (finanziati grazie ai soldi dati dal programma del PNRR “Isole Verdi”), varare percorsi ad hoc per ispirare l’esplorazione cicloturistica dell’isola e mettere in agenda tanto una corposa serie d’incontri di formazione nelle scuole quanto alcuni appuntamenti a tema bike per coinvolgere i giovani e tutte le realtà locali.
Di fronte a questo cambio di passo operato dall’amministrazione comunale, la risposta di chi è stato interessato da questo progetto, è stata positiva e a testimoniarlo, oltre alle conferme arrivate da chi l’ha promosso, sono state anche le tante bici (soprattutto a pedalata assistita) che abbiamo avuto modo di notare recandoci di persona sull’isola.
“Trattandosi di una novità per la stagione 2026, l’iniziativa è stata accolta in maniera molto favorevole dalle persone giunte a Ponza con la propria bicicletta che hanno capito come l’isola potesse rappresentare una reale attrattiva anche per loro” ha spiegato il sindaco Francesco Amorino. “Abbiamo voluto allargare i nostri orizzonti e aprirci ad altre attività in grado di espandere temporalmente la stagione turistica e, allo stesso tempo, far conoscere attraverso lo sport, in questo caso il ciclismo, i nostri fiori all’occhiello e le nostre eccellenze locali”.
Il raggiungimento di tali traguardi sta passando anche attraverso il lavoro sulle nuove generazioni che, abitando e vivendo Ponza tutto l’anno, stanno prendendo sempre più coscienza di come la bicicletta possa generare effetti positivi su di loro e tutta la comunità di cui fanno parte.
“I giovani che abbiamo coinvolto sono tutti parsi molto interessati. Quando si toccano le giuste corde e le giuste motivazioni lavorare con loro risulta più semplice e la loro risposta è molto più entusiasta” ha detto ai nostri microfoni il Presidente CUS Roma Tor Vergata Mauro Onorati che, attraverso il suo ente, è entrato nelle scuole dell’isola per formare e sensibilizzare i più giovani in merito alle potenzialità e alle opportunità del cicloturismo.
“Spesso i giovani vivono di gratificazioni istantanee e non possiedono la pazienza per elaborare determinati concetti e vivere determinate esperienze. Con questo progetto abbiamo voluto valorizzare le loro idee e metterli nelle condizioni di maturare un interesse proattivo verso un’iniziativa dal respiro europeo”.
A Ponza dunque, considerato quanto compiuto finora su tutti i fronti, non si può certo dire che si siano risparmiati ma, con la scadenza del progetto fissata a giugno 2027, c’è ancora parecchio lavoro da fare per massimizzare appieno gli sforzi profusi in queste settimane e non lasciare incompiuto un piano che, in un futuro neanche troppo lontano, potrebbe finire per modificare radicalmente la vivibilità e le modalità di fruizione dell’isola.
Mossa da questo lodevole intento, l’amministrazione comunale ha già pensato a come muoversi prossimamente visto che, per i mesi avvenire, sono stati messi in cantiere una serie d’interventi per rendere ancora più confortevole e sicuro pedalare per le sue strade, dall’estensione della Zona 30 all’intero anello panoramico di 8 chilometri fino al rifacimento del manto stradale.
“Sappiamo bene che in alcuni punti, a causa dei lavori per la fibra e la sostituzione di alcuni tombini, l’asfalto versa veramente in pessime condizioni” ha ammesso il sindaco Amorino. “Il problema è che la strada non è comunale bensì provinciale e questo significa che noi non possiamo adoperarci per sistemarla in autonomia poiché si darebbe vita ad un conflitto di competenze. Ho quindi più volte sollecitato sulla questione il Presidente della Provincia, il quale mi ha promesso che un primo tratto verrà sistemato in autunno e un secondo la prossima primavera. Spero dunque che entro la prossima stagione estiva buona parte delle strade saranno state riasfaltate”.
Tale miglioria è quantomai necessaria per un territorio come quello di Ponza che, ad eccezione dei sentieri e delle scoscese stradine per raggiungere le tante calette disseminate lungo il periplo dell’isola, al momento non vanta tracciati offroad.
“Creare percorsi ad hoc per la mountain bike e il cicloturismo è un pallino che ho da tempo, ma il problema è la conformazione dell’isola che è lunga e molto stretta e obbligherebbe, se volessimo realizzarli, a fare degli espropri e dei passaggi di proprietà molto complicati, oltre ad investimenti decisamente massicci…Insomma, attualmente non è un’idea di semplice attuazione” ci ha spiegato il primo cittadino di Ponza che, ad ogni modo, si è adoperato e si adopererà per implementare presto sul suo territorio altri servizi per gli amanti del pedale.
“Sull’isola abbiamo messo a punto quattro punti di ricarica per le e-bike, ma non abbiamo ancora pensato ad installare delle bike station per le piccole riparazioni in strada perché il progetto è ancora in fase embrionale: se però vedremo che emergerà un’esigenza di questo tipo, ci penseremo. Si potrebbe poi pensare di integrare sull’app MyPonza, l’applicazione dove è possibile consultare e acquistare tutti i servizi disponibili a terra, anche degli itinerari ciclistici dando così la possibilità a chiunque, dal turista sullo yacht a chi sbarca a Ponza attraverso le navi da crociera, di poter fare dei ciclotour, ma prima di fare ciò questi percorsi devono essere creati. I ragazzi che si occupano del noleggio bici sull’isola lo hanno già fatto producendo delle apposite guide cartacee”.
Parallelamente a tutto ciò, la trasformazione di Ponza in location ciclofila e cicloturistica passerà anche dal bouquet di eventi che in futuro, stando alle intenzioni di Amorino, si tenterà di arricchire con una serie di manifestazioni in grado di attirare sull’isola un pubblico di pedalatori sempre più numeroso.
“Una eventuale Magnalonga, unendo enogastronomia e cicloturismo con un percorso a soste dove degustare e conoscere varie specialità locali, è un evento che potremmo organizzare senza particolari difficoltà. È invece impensabile far arrivare competizioni come il Giro d'Italia perché gli spazi sull’isola sono quelli che sono, però mi piacerebbe comunque organizzare una gara, magari dilettantistica e a livello provinciale o regionale, che possa portare qui una delegazione di ciclisti. Non nascondo che è proprio questa l'ambizione che abbiamo in questo momento: ideare pian piano eventi e competizioni che possano creare un movimento sull'isola e creare un nuovo indotto turistico. In quest’ottica, vorremmo dar vita ad un appuntamento sportivo dedicato esclusivamente alle piccole isole, una sorta di versione dei Giochi del Mediterraneo ma riservati solo a realtà simili a quella di Ponza dove, chiaramente, il ciclismo potrebbe essere uno degli sport centrali nel programma. Va valutata la reale fattibilità, ma in diversi si sono già messi al lavoro su questo”.
Ad Amorino dunque non mancano idee, progetti e tantomeno la seria volontà di provare a concretizzarli, una determinazione quest’ultima risultato anche di una reale passione per le due ruote che il primo cittadino di Ponza ha maturato in passato seguendo le imprese di Moser prima e Pantani poi, campioni che hanno lasciato in lui un grande attaccamento all’universo del pedale.
“Sono un amante della bicicletta. All’inizio pedalavo spesso in mountain bike, poi sono passato alla bici da strada, quindi purtroppo mi sono dovuto fermare a causa di un problema al ginocchio. Oggi uso la bici solo per gli spostamenti quotidiani senza fare più attività agonistica, ma la passione è rimasta la stessa ed è per questo che farò tutto ciò che posso affinché sull'isola di Ponza le due ruote vengano incentivata”.
Con un timoniere sostenuto da un trasporto così forte e sincero per la bicicletta, il progetto di Ponza ha sicuramente più chance di andare in porto, raggiugendo gli obiettivi che esplicitamente si è posto (aumentare del 20% gli spostamenti in bici sull’isola, ridurre del 10% gli incidenti) e portando benefici a lungo termine tanto all’isola quanto ai suoi abitanti i quali, constatato il cambio di passo avvenuto sull’isola, non si sono tirati indietro dall’esprimergli il loro sostengo.
“Diverse persone mi hanno fermato dicendomi che questa è una bella idea da portare avanti e sviluppare. Noi ci crediamo molto. Abbiamo deciso di puntare sulla bici non solo perché a me piace questo mezzo e perché, come è stato fatto a Ventotene, vogliamo convertire il parco delle auto inquinanti in bici elettriche e diminuire le emissioni, ma anche perché desideriamo realmente rendere Ponza appetibile a chi fa ciclismo. Non so dove arriveremo, però i riscontri sono sicuramente positivi e, a prescindere da come andrà a finire, l’isola non ne uscirà che migliorata”.