Luigi Malabrocca, ovviamente. Ovviamente perché il Luisìn aveva girato il Giro d’Italia, rovesciato la classifica di tappa e quella generale, annerito la maglia rosa, tant’è che trionfava quando riusciva ad arrivare ultimo, insomma, un perdente vincente o un vincente perdente, comunque mai vinto e mai perduto. Ma anche Rukeli, artista zingaro del ring durante il nazismo. Ma anche i rugbisti argentini della Plata Rugby Club scomparsi durante la dittatura dei generali. Ma anche i tuffatori bosniaci nello Stari Most a Mostar.
Massimiliano Cranchi, mantovano di Sermide, è il cantastorie dei perdenti. Le sue ballate non sono dedicate a chi ha conquistato ori e allori, titoli dei giornali e copertine dei libri, insomma a chi si è coperto di gloria ed è entrato nella storia, ma a chi è stato relegato a brevi note di cronaca o abbandonato nell’oblio: comparse dimenticate, gregari trascurati, pugili materasso, piloni anonimi, difensori ignorati. Come El Trinche, l’ultimo dei suoi eroi.
“Tomás Felipe Carlovich, detto El Trinche – racconta Cranchi –, era un calciatore argentino, un 5 con la fantasia del 10. Un irregolare, un funambolo, uno capace di quelle cose che gli altri faticano anche solo a immaginare. Disputò solo tre partite di Primera A, ma la sua fama varcò l’oceano. Non ci sono prove tangibili della sua classe, solo i ricordi sognanti dei rosarini, qualche intervista e quella leggendaria partita del 1974 contro l’Albiceleste. La chiamata a Buenos Aires e lui che si fermò sul Rio Paraná a pescare. Tornò alle cronache quando Maradona lo incoronò miglior giocatore della storia argentina”. Da qualche giorno è uscito “Carlovich - Cercando El Trinche” (Garrincha Edizioni), il suo primo libro.
Sabato 17 ottobre, alle 21.30, Cranchi sarà alla Trattoria popolare Arci Traverso di Milano, in via Pacinotti 4, per un concerto di “L'importante è partecipare tour”. Con lui, voce e chitarra, ci saranno Francesco Sambo al violino, Luca Zerbinati alle tastiere e Alessio Bettoli alle percussioni. E ci saranno anche Malabrocca, Rukeli, rugbisti e tuffatori, e soprattutto El Trinche.