L’Adda, il Villoresi, il Naviglio Grande. Un piccolo labirinto tra fiume e canali. Alla fine dell’Ottocento c’era un punto in cui, dove cominciavano le rapide dell’Adda, spesso i barconi si ribaltavano e perdevano una parte del carico. E c’era sempre qualcuno che, in questi casi nefasti, esclamava o sospirava: “Em perdù ‘l pan de la giurnada!”.
La Diga del panperduto, un gioiello restaurato e tutelato, si trova sul percorso da Sesto Calende a Monza, 79 km, piatti con qualche modestissimo dislivello, asfaltato e sterrato, consigliato per city bike, gravel e e-bike, partenza e arrivo collegati al treno. Ed è uno dei 20 itinerari scelti, descritti e mappati nella guida “In bici in Lombardia” (160 pagine, 14 euro), voluta dalla Fiab Lombardia, pubblicata da Capricorno nel 2025, dotata di un QRcode con il quale si può scaricare la traccia di ciascun percorso in formato GPX. La Lombardia non del Giro di Lombardia, ma che merita sempre un bel giro, anzi, tanti bei giri e giretti. Ed è un giro pedalato, o meglio, scritto in gruppo.
Valerio Montieri si è occupato della Valle Olona tra mulini e vecchie ferrovie, della Valchiavenna dal lago di Como alla Svizzera, della Valtellina per il Sentiero Valtellina, della Valcamonica per la ciclovia dell’Oglio dal Passo del Tonale al Lago d’Iseo, dell’anello dei laghi di Varese e Comabbio, della Val Brembana e della Val Seriana.
Fabio Lopez Nunes ha scritto della Lura, del Villoresi (e dunque della Diga del panperduto), dell’Adda-Martesana sulle tracce di Leonardo da Vinci, del Parco delle Groane, del Naviglio Grande e del Naviglio Pavese.
Christian Novak è l’autore del capitolo sulla Bergamo-Brescia ribattezzata la Ciclovia della Cultura, Daniele Mattioli di quelli dedicati ai Gonzaga, un anello che comincia e si conclude a Bozzolo spingendosi fino a Sabbioneta, e alla Ciclovia del Sole EV7, cioè la Mantova-Peschiera.
Infine Piercarlo Bertolotti ha radiografato e compilato la Voghera-Varzi (la Greenway dell’Oltrepò!), il tratto dalle Orobie al Po (la musica nel vento!), la Ciclabile delle Città Murate tra Oglio e Adda da Soncino a Pizzighettone, infine da Piacenza a Viadana lungo la VenTo-EV8.
Nonostante tutto, in Lombardia si può pedalare. Occhi aperti, orecchie drizzate, si può pedalare anche tranquillamente. Significa potersi dedicare a natura e arte, incontri e incroci, storia e storie. Significa potersi immergere in un territorio che riserva ancora emozioni e sorprese. Siete mai stati alla Diga del panperduto?