È tornato a Empoli dove risiede accolto con entusiasmo da chi lo conosce e lo stima. Andrea Biancalani, ciclista ventiseienne, da cinque anni nel team emiliano Beltrami TSA Tre Colli ha vissuto un 2026 straordinario e indimenticabile. Tre vittorie su strada come élite in due settimane in un finale di stagione esaltante, quindi nel paraciclismo i due titoli italiani (crono e linea), la Coppa del Mondo, il titolo Europeo e quello mondiale su strada in America, ha poi ricevuto il Collare d’Oro del Coni massimo riconoscimento nazionale nello sport, infine i due titoli iridati su pista in Olanda.
“Non mi sarei mai immaginato di poter fare una stagione così ricca di prestigiose vittorie dopo tanti piazzamenti. Posso dire che si tratta di una svolta nella mia carriera dopo le scelte fatte all’inizio della stagione ed i sacrifici per essere competitivo”.
Torniamo al primo mondiale quello in Alabama.
“Un caldo incredibile per l’umidità dopo il ritiro in Toscana più sopportabile come temperatura. Percorso pianeggiante, qualche ondulazione. Non andò bene con la cronometro e quindi pensai a far bene la domenica”.
Quando giunse il successo.
“Controllammo la corsa e in volata stavo bene e negli ultimi metri ottenni il titolo mondiale”.
Con la maglia iridata, l’inno nazionale e l’emozione.
“Cantai l’inno con i compagni, con tutto lo staff lì sotto il podio, un’emozione indescrivibile, ti riempie proprio di orgoglio in una maniera bellissima”.
Esperienza fantastica quella nel paraciclismo.
“I primi contatti con l’amico Di Felice e il C.T. Pierpaolo Addesi per vedere se rientravo nei canoni giusti, gli esami effettuati per avere i parametri delle classificazioni, e quando anche il dottore vide che avevo i criteri giusti, entrai nel gruppo”.
Una malformazione ai piedi la causa.
“Si, ho avuto tre interventi, i tendini allungati, i polpacci non sviluppati al massimo e non riesco a spingere come una persona normale anche per un deficit mobile sulla caviglia, ma mi sono sentito sempre normale”.
Quindi possiamo dire... nessuna influenza negativa.
“Ho sempre pensato ai miei colleghi, perché ho visto persone con delle disabilità veramente gravi che hanno una forza incredibile nonostante tutto, sono un esempio di forza e di speranza incredibile. Guardare loro mi ha aiutato molto a non mollare mai, a spingere al massino per inseguire un sogno e in questa stagione ne sono arrivati diversi per me”.
Tra due anni ci sono le Olimpiadi a Los Angeles.
“Ed è il sogno e il pensiero più alto e importante dopo la Coppa del Mondo, i due titoli italiani, l’europeo e tre mondiali tra strada e pista”