Si è appena svolto l’annuale press camp di Q36.5® e, come sempre, è stato un momento per mettere alla prova l’abbigliamento tecnico del brand bolzanino. Quest’anno il teatro dei test non sono state le Dolomiti, ma le autentiche condizioni di gara che i pro hanno vissuto durante gli ultimi 35 minuti della seconda tappa del Tour de France 2026, un protocollo di test corso sui rulli Garmin grazie a Zwift e alle reali condizioni climatiche di quel giorno concesse dalla camera climatica di TerraX cube.
Un banco di prova per simulare condizioni climatiche reali
TerraX cube si trova nell’Eurac Research, un centro di ricerca indipendente nei cui laboratori lavorano oltre 400 ricercatrici e ricercatori, una struttura immensa situata all’interno del NOI Techpark, il noto polo dell’innovazione dell’Alto Adige inaugurato nel 2017, un luogo che in breve sta diventando il motore dell’economia altoatesina. Cosa succede all’interno di TerraX cube? Semplice, questo è il laboratorio in cui in apposite camere climatiche è possibile testare in maniera sicura e controllata le condizioni climatiche estreme per studiare i loro effetti sul corpo umano. In questa struttura all’avanguardia Q36.5® prova nei minimi particolari ogni soluzione che vediamo su strada con i professionisti del Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team, uno studio avanzato in cui vengono confrontati con rigore scientifico tutti i parametri che il clima impone sulla fisiologia umana. A rendere tutto ancora più preciso concorre CORE Calera con il suo sensore che permette di misurare con estrema precisione quanto la temperatura esterna incide sulle performance sportive.
Abbiamo pedalato a 35°C con il 50% di umidità e lo stesso vento di quel giorno
La situazione è chiara: abbiamo pedalato per 35 minuti nell’ultimo tratto della seconda tappa del Tour de France 2026 e più precisamente nelle 3 ascese alla Côte du château de Montjuïc al livello del mare. Un protocollo ben chiaro basato sulle precise condizioni climatiche che hanno caratterizzato quel giorno e quella tappa, vento compreso. Al centro della prova, oltre alla struttura TerraX cube, il sensore CORE 2 per monitorare la temperatura del corpo e quantificare l’Heat Strain Index, ovvero un coefficiente identificabile in quattro zone diverse che rivela quanto costi al nostro organismo raffreddarsi, togliendo così energie per esprimere le migliori performance sportive. Insomma, più questo valore è alto, più il nostro corpo utilizza energie per raffreddarsi sottraendo risorse alla pura pressione della miglior performance. Cosa abbiamo capito? I professionisti non vanno solo mostruosamente più forti, ma gestiscono in maniera elevatissima l’acclimamento.
La termoregolazione secondo Q36.5
“Il nostro approccio allo sviluppo del prodotto inizia con la comprensione di come il corpo genera, distribuisce e dissipa il calore durante lo sforzo fisico. Piuttosto che semplicemente proteggere i ciclisti dalle condizioni esterne, progettiamo indumenti per supportare attivamente la termoregolazione naturale del corpo”. Questo non è un mistero, per Q36.5 la termoregolazione è da sempre un punto centrale della propria filosofia.
Durante la giornata presso l’azienda e nel TerraX cube abbiamo potuto toccare con mano le soluzioni più avanzate che concedono ai professionisti del team di dare il meglio su strada. Grazie a Luigi Bergamo, CEO & Head of R&D, è stato possibile entrare nel dettaglio di ogni soluzione adottata anche nei test, come ad esempio è accaduto con una speciale jersey che, divisa in due da due zip, permette di capire nella camera climatica come reagisce il corpo e la pelle alla temperatura grazie a due diversi sensori CORE 2 (uno per parte). Manuel Cazzaro, Production Manager and R&D, e Lodovico Pignatti Morano, Creative Director, hanno poi collaborato per illustrare con precisione parte della prossima collezione, tessuti e soluzioni comprese.
Un percorso scandito da importanti sviluppi
Q36® viene fondata nel 2013 a Bolzano, un brand che già al suo debutto ha messo in chiaro le proprie intenzioni: nessuna scorciatoia, tanta qualità, e la presenza di tecnologie che diventeranno iconiche. Ci sono prodotti che sono già icone, come il Dottore Bib, ma anche il successore Unique Bib e le scarpe Unique Pro, tasselli seguiti l’anno scorso dai pedali Unique 4.0 X-Power Direct messi a punto con SRM, pedali che in breve si sono diffusi nel gruppo raccogliendo estimatori anche tra i più quotati professionisti.
Una collezione 2027 che si annuncia pazzesca, qui le anticipazioni
Il test svolto in TerraX cube ci ha permesso di pedalare con un kit che vedrà la luce del tutto nella prossima collezione estiva. In particolare vi parlo della Gregarius PRO EVO Jersey e del nuovo Base Laser SUBZERO. Ai piedi, oltre ai pedali innovativi di cui vi ho accennato sopra, le Unique 4.0 Road Shoes, ora già rigide e performanti che mai. Se per Q36.5R è fondamentale mantenere una temperatura corporea ottimale per ottenere prestazioni ciclistiche e comfort costanti, occorre fornire al corpo le migliori soluzioni tessili e costruttive per consentire che avvenga il perfetto equilibrio termico.
Il test ci ha permesso di capire come dissipiamo il calore, ma la stessa azienda prova in TerraX cube le varie soluzioni invernali, comprese quelle intermedie che i pro utilizzano durante le prime classiche dell’anno. Detto ciò, occorre sottolineare che se in questa camera climatica vengono misurate le reali capacità dei tessuti, le varie soluzioni sono poi altrettanto messe alla prova nella galleria del vento NablaFlow e ancora prima con l’AeroCloud CFD.
Idee, test e conferme
“Gregarius Pro Evo è la mia visione definitiva della maglia da corsa estiva moderna: mappatura intelligente del corpo grazie a diversi tessuti per migliorare la termoregolazione, uso di tessuti a maglia per ottimizzare la ventilazione ad alta intensità, maniche con tessuto a coste per il potenziamento aerodinamico e abbondante spazio di archiviazione grazie al nostro caratteristico sistema a 4 tasche per una finitura ultra pulita e minimalista che attira l'attenzione sulla qualità intrinseca dell'oggetto stesso”. Queste le parole di un soddisfatto Luigi Bergamo riguardo alla Gregarius Pro Evo Jersey che diventerà oggetto del desiderio per molti appassionati. Lo stesso Lodovico Pignatti Morano mi ha raccontato quanto l’intimo SUBZERO, oltre a consentire un migliore equilibrio termico corporeo, riesca a rendere la parte interessata del busto più aerodinamica come confermato dai test in galleria del vento. Questa maglia intima si deve indossare in intervalli termici in cui non avresti mai pensato di dover indossare uno strato simile e grazie a uno strato 3D regala una migliore gestione del calore in tutta la superficie interessata.
Risultati scientifici per convalidare le prestazioni dei prodotti
I risultati ottenuti nel test all’interno di terraXcube dimostrano le prestazioni di termoregolazione superiori del tessuto Gregarius Pro Evo rispetto al Gregarius Pro. Nello specifico Gregarius Pro Evo ha costantemente raggiunto valori di trasferimento del calore più elevati e temperature cutanee più basse, indicando costantemente una dissipazione del calore più efficace. La situazione si conferma anche in “stato stazionario”, infatti, Gregarius Pro Evo ha fatto registrare un flusso di calore maggiore del +9,9%, indicando una maggiore dissipazione del calore. La temperatura della pelle più bassa di 0,34°C, dimostra anche migliori prestazioni di raffreddamento.
Le varie misurazioni del flusso di calore mostrano quanto rapidamente il trasferimento di calore risponde ai cambiamenti nell'intensità dell'esercizio e nel flusso d’aria del vento ad esempio, mentre resta evidente che i risultati ottenuti sottolineano quanto sia impattante l'importanza dell'ingegneria dei tessuti nell'ottimizzazione della regolazione termica. Per pedalare all’interno della camera climatica ci sono state messe a disposizione delle Pinarello Dogma X perfezionate nel montaggio con elementi SRM, come guarniture complete di misuratore di potenza e Bike computer,