La Slovenia ha il suo campione europeo. Dopo il titolo continentale conquistato domenica scorsa da Remco Evenepoel nella prova in linea, ieri è stato Primoz Roglic a regalare al pubblico di casa la seconda medaglia d’oro nella categoria élite, imponendosi nella cronometro di Šenčur. Tanta la gente che sulle strade ha accompagnato lo sloveno lungo il tracciato di gara e durante la cerimonia di premiazione, sotto al podio insieme alla famiglia, c’erano anche tutti gli amici della nazionale di salto con gli sci.
Un successo dal significato speciale per il corridore di casa, arrivato sulle strade slovene al termine di una prova affrontata per quasi tutta la durata senza collegamento radio. «È saltato dopo circa un chilometro. Ho corso praticamente a sensazione - ha raccontato Roglic a caldo - Dovevamo solo arrivare il più velocemente possibile in cima al Možjanca. Fortunatamente è bastato per il titolo».
La gara si è decisa proprio nella prima parte del percorso. Nei primi otto chilometri, caratterizzati dalla salita verso Možjanca, Roglic ha costruito un vantaggio di 12,91 secondi su Bruno Armirail. Il francese ha recuperato terreno in discesa e nel tratto pianeggiante verso il traguardo, ma non abbastanza: Roglic ha chiuso con 6,58 secondi di margine, conquistando il titolo europeo.
«La salita era il punto decisivo. Se non avessi spinto lì, dove avrei dovuto farlo?», ha spiegato il nuovo campione continentale. Senza informazioni dall’ammiraglia, il piano era semplice: affrontare la salita al massimo, gestire la discesa e difendere il vantaggio fino all’arrivo. Una strategia diversa dal solito, basata su una partenza più aggressiva e su un finale da controllare con le sole sensazioni.
Al traguardo, Roglic ha immediatamente segnalato allo staff sloveno il problema alla radio. L’imprevisto, tuttavia, non ha impedito all'«Aquila di Zasavje» di firmare la sua 93ª vittoria in carriera e il secondo successo stagionale, entrambi ottenuti in patria dopo il titolo nazionale a cronometro conquistato a Karteljevo.
Il momento più intenso è arrivato sul podio. «La cerimonia è stata troppo breve. Vorresti assaporare tutto e imprimere il momento nella memoria, ma passa velocemente. La parte più bella è stata ascoltare e cantare l’inno sloveno».
Sotto il podio, c’erano anche gli amici del salto con gli sci, il campione ha celebrato la vittoria con il suo inconfondibile telemark. «Non ho vinto spesso in casa. Ricorderò questo momento per tutta la vita», ha aggiunto.
Il trionfo ha rappresentato anche una risposta alle perplessità nate dopo la prova in linea di domenica, quando Roglic aveva accusato un passaggio a vuoto sulla seconda ascesa di Možjanca. «Sei tu il tuo peggior nemico - ha detto - La pressione che senti dentro può diventare anche ciò che ti permette di raggiungere prestazioni elevate. Volevo soprattutto godermi l’esperienza».
Il titolo europeo arriva a pochi giorni dal previsto addio alla Red Bull-Bora-Hansgrohe. Roglic ha confermato che correrà un’ultima gara con la squadra tedesca al Giro di Lombardia, prima di aprire un nuovo capitolo della sua carriera.
Sul futuro, però, lo sloveno ha mantenuto il riserbo. «Non c’è nulla di nuovo da dire, altrimenti lo avrei già detto. Vedremo», ha dichiarato, lasciando intendere la volontà di proseguire l’attività professionistica. La nuova maglia di campione europeo potrebbe accompagnarlo anche nelle prossime stagioni: «Spero di non indossarla soltanto in casa, ma anche in sella alla bici».
Dopo il Lombardia, Roglic dovrebbe svelare i suoi piani in occasione della quinta edizione del Golden Lap, l’evento organizzato dalla sua fondazione. Intanto si gode una vittoria dal valore particolare: dopo il trionfo di Tadej Pogacar nella prova in linea dello scorso anno, la Slovenia celebra ora Roglic nella cronometro.
«Non avrei potuto immaginare una conclusione migliore per questo Europeo», ha detto il nuovo campione continentale. Cresciuto sulle strade di casa, senza radio e guidato soltanto dal proprio istinto, Roglic ha trasformato una giornata già storica per il ciclismo sloveno in un ricordo destinato a durare.