Richard Carapaz ha concluso la sua avventura alla Vuelta di Spagna con un quarto posto che, pur non essendo un podio, testimonia il suo spirito combattivo e la sua determinazione. Protagonista indiscusso di questa edizione, ha dimostrato di non essere solo un grande scalatore, ma anche un corridore strategico e audace.
Fin dalle prime tappe, Carapaz ha messo in mostra il suo carattere, attaccando costantemente e cercando di guadagnare terreno sui rivali. Dopo aver conquistato la classifica degli scalatori al Tour de France (ottavo in classifica), le aspettative erano alte. Un posto sul podio e una vittoria di tappa sembravano alla sua portata, ma la Vuelta ha riservato sfide intense.
«Abbiamo provato più volte durante questa tappa, seguendo il piano stabilito ieri - ha dichiarato Carapaz, che in carriera ha vinto il Giro 2019 -. Alla fine, non avevamo nulla da perdere e molto da guadagnare. Credo che la squadra abbia lavorato alla perfezione e ne sono felice».
Carapaz, leader della Ed Education-Easypost, ha mostrato il suo "fuoco latino", un termine che ha usato per descrivere la sua passione e il suo approccio aggressivo alla corsa. «Abbiamo provato tanti attacchi, volevamo cercare le nostre occasioni», ha spiegato Carapaz, che alla Vuelta è arrivato secondo nel 2020 dopo un gran duello con Roglic e quarto anche nel 2024.
Un elemento chiave per l’ecuadoriano è stato il lavoro di squadra, in particolare il supporto del giovanissimo colombiano Juan Felipe Rodriguez Contreras, 22 anni. «Ieri mi ha lanciato quattro o cinque volte, tirava e poi tornava a darmi supporto, è stato davvero impressionante - ha commentato Carapaz -. Juan Felipe ha fatto un ottimo lavoro. È un corridore in grande crescita e sono molto felice per lui. Penso che diventerà un grande corridore».
Sebbene il quarto posto non sia ciò che Carapaz sperasse, la sua soddisfazione è palpabile. «Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, punto e basta». A 33 anni Carapaz ha dimostrato ancora una volta di essere un leader in grado di ispirare i suoi compagni. Il quarto posto alla Vuelta, alle spalle di Mas, Roglic e Gall, rappresenta comunque un momento significativo della sua carriera di grande interprete delle corse a tappe.