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PARIS2024. FENOMENO MAURITIUS: IL PRESIDENTE LAGANE, UN MOVIMENTO CHE CRESCE E IL SOGNO OLIMPICO DI KIM
di Luca Galimberti | 24/07/2024 | 08:12

Il 14 luglio 2024 è stata una data storica per il ciclismo italiano ma anche per quello mauriziano: Elisa Longo Borghini ha scritto il proprio nome sull’albo d’oro del Giro d’Italia Women vincendo la classifica generale a sedici anni di distanza dall’ultimo successo italiano, mentre Kim Le Court è stata la prima atleta dell’Ile Maurice a conquistare la vittoria in una tappa della corsa rosa. Sono passati dieci giorni da quel festoso pomeriggio di metà luglio, all’orizzonte ci sono i Giochi Olimpici e tuttobiciweb vi propone un “viaggio” alla scoperta del movimento ciclistico dell’isola dell’Oceano Indiano. In questa intervista, Jean Philippe Lagane, presidente della Fédération Mauricienne de Cyclisme, ci ha raccontato la realtà, i sogni, le speranze e le aspettative del mondo del pedale mauriziano.

Presidente, partiamo dalle presentazioni.

«Certamente, con piacere. Prima però permettetemi di ringraziare tuttobiciweb e i suoi lettori, è un onore poter condividere con voi l’evoluzione positiva che sta avendo il ciclismo mauriziano. Ora possiamo iniziare: mi chiamo Jean Philippe Lagane, sono il Presidente della Federazione Ciclistica Mauriziana (FMC), sono un vero appassionato della bicicletta. Fin da piccolo, con i miei familiari, mi piaceva andare a vedere le gare, poi sono salito in sella e ho iniziato a gareggiare anche io. Da corridore ho avuto la fortuna di rappresentare il mio Paese ai Giochi dell’Oceano Indiano, che sono considerati un po’ i Giochi Olimpici della nostra regione. Non ho avuto una lunga carriera ma posso dire di aver fatto esperienza. Ho da sempre voluto impegnarmi nel mondo del ciclismo, prima come tecnico giovanile, poi come responsabile di una squadra con una forte vocazione sociale. Passo dopo passo oggi ricopro il ruolo di Presidente della nostra Federazione».

Continuiamo parlando della vittoria di Kim Le Court al Giro Women. Mi racconta l’emozione di quel giorno?

«Un'emozione immensa, indescrivibile, che ha coinvolto tutta l’isola. Sembrava di vivere su una nuvola. Un sogno, che molti pensavano impossibile da realizzare, è diventato realtà. I nostri colori, quelli della nostra piccola isola sperduta nell’Oceano Indiano, hanno brillato ad un livello altissimo, che molti giudicavano inarrivabile fino a quel momento. Nessuno avrebbe mai pensato che saremmo riusciti a conquistare così velocemente una vittoria di tappa in una corsa prestigiosa come il Giro. Mi sono sempre chiesto se nella mia vita avrei potuto assistere ad una impresa del genere, ora posso dire di sì. Ma ho dovuto darmi diversi pizzicotti per capire che era la realtà, che stava succedendo veramente. Il 2024 per il ciclismo mauriziano è un anno molto soddisfacente: finora abbiamo ottenuto dei risultati molto buoni, tra cui 17 medaglie continentali e tre ciclisti qualificati per i Giochi Olimpici. Ciò che ha fatto Kim al Giro ha aggiunto un sapore speciale a questi risultati già estremamente positivi».

Risultati che raccontano di un ciclismo mauriziano in rapida evoluzione.

«La vittoria di Kim e i risultati conquistati dai nostri atleti sono la testimonianza del lavoro che svolgiamo ormai da tempo. Questo dà anche stimoli ai  giovani che comprendono come, grazie al il duro lavoro e avendo fiducia in sé stessi, tutto è possibile. Per rendere ancor meglio l’idea del percorso di crescita del ciclismo mauriziano cito con orgoglio il terzo titolo continentale che abbiamo da poco conquistato nella staffetta mista e la vittoria memorabile di Alexandre Mayer nella prova in linea dei Giochi Africani».

Ed eccoci arrivati alla vigilia dei Giochi Olimpici dove il ciclismo mauriziano sarà rappresentato da Kim Le Court, Aurelie Halbwachs e Christopher Lagane. Quali sono gli obiettivi per Parigi 2024?

«Tenendo conto della difficoltà di avere un posto nel più grande evento sportivo mondiale, avere tre ciclisti qualificati alla rassegna a cinque cerchi è davvero un grande passo. Il livello sarà altissimo e noi siamo estremamente fieri di poter schierare tre ciclisti sulla linea di partenza a Parigi. Siamo realisti, Christopher e Aurélie dovranno dare il meglio di loro stessi per gareggiare in una competizione di altissimo livello. Per quello che riguarda Kim nutriamo delle speranze, sulla base di ciò che ha mostrato con la sua squadra di club nelle competizioni importanti crediamo possa essere protagonista di un’altra bella prestazione. L’Ile Maurice ha ottenuto solo una medaglia olimpica finora, nella boxe, vedere Kim sul podio susciterebbe una grandissima emozione in tutta la nazione… Incrociamo le dita».

Conosciamo meglio la Federazione mauriziana, quanti tesserati avete?

«Circa trecento».

E quante Società affiliate?

«Nove».

Ci sono degli atleti promettenti nelle categorie giovanili?

«Abbiamo un gruppo di giovani interessanti, in particolare nel settore maschile. Abbiamo studiato un percorso per aiutarli nella loro crescita: oltre agli allenamenti regolari e alle gare locali, hanno la possibilità di andare all'estero, ad esempio in Sudafrica e Francia,  per migliorare il proprio livello e prepararsi per competizioni importanti. Vorrei ringraziare particolarmente l’Unione Ciclistica Internazionale che, attraverso il Centre Africain du Cyclisme, permette ai nostri giovani di correre all’estero assieme ai loro coetanei. Un grazie anche ai responsabili delle squadre europee che permettono ai nostri giovani di fare esperienza e migliorare. Tutto questo rappresenta un vero e proprio trampolino di lancio in vista dei Mondiali 2025 che si svolgeranno in Ruanda, per quella che sarà una prima volta storica per il continente africano».

A livello organizzativo non possiamo dimenticare il Tour de Maurice che è stato inserito nel calendario internazionale UCI. La competizione potrà crescere ancora?

«l’Ile Maurice è una piccola isoletta, sfortunatamente la nostra topografia ci limita, non abbiamo molte strade alternative tra cui scegliere per le tappe del Tour de Maurice dove, grazie alla grande collaborazione con le autorità mauriziane, c’è molta attenzione alla sicurezza stradale e al rispetto di tutti gli utenti della strada. Tuttavia abbiamo ottenuto il sostegno dell’UCI e stiamo impegnandoci a fondo per assicurare una competizione di alta qualità con sfide interessanti per gli atleti. Il numero delle squadre di alto livello aumenta anno dopo anno e questo dimostra un continuo incremento di interesse per quello che rappresenta l’evento ciclistico più atteso nel nostro Paese».

Sarebbe felice se ci fossero anche squadre italiane nell’edizione 2025 del Tour de Maurice?

«Nell’edizione 2024 hanno gareggiato corridori di una ventina di nazionalità diverse, sarà veramente un piacere accogliere una squadra italiana con l’obiettivo di accrescere ancora questo numero per il bene della gara. Speriamo di poterlo fare nella prossima stagione: il prossimo anno la corsa cambierà date: il Tour de Maurice si svolgerà dal 26 al 29 agosto 2025 mentre la Courts Mammouth Mauritius Classic sarà in calendario il 31 agosto 2025».

Le piacerebbe se delle squadre mauriziane potessero venire in Italia a correre qualche gara?

«Certamente. Non stiamo solo pensando di venire a correre o allenarci in Italia con club italiani, ma stiamo anche cercando di valutare se alcuni dei nostri corridori più talentuosi non possano avere l'opportunità di unirsi a squadre famose, che sarebbero importanti per il loro progresso e la loro realizzazione. Aggiungo, i mauriziani hanno un mitico sorriso e un’indole laboriosa».

Siamo giunti quasi alla fine. Cosa ne pensa del risultato del Tour de France?

«Tadej Pogacar è stato inarrestabile, molto più forte degli avversari. La sua simpatia poi aggiunge valore al suo trionfo».

 Presidente Lagane, prima di salutarla le chiedo un pronostico: chi vince le Olimpiadi?

«Con un numero limitato di componenti per squadra e senza radioline le gare a cinque cerchi sono sempre interessanti e non si può mai escludere una possibile sorpresa. Tra gli uomini Van der Poel potrebbe essere il favorito ma io ho un debole per Girmay. Tra le donne le pretendenti al titolo potrebbero essere Longo Borghini, Kopecky, Vollering e Vos ma anche Labous che corre davanti al suo pubblico. Poi non dimentichiamoci di Kim, la nostra preferita. E se riuscisse a piazzare il colpo vincente? Sognare si può e non costa nulla».

Foto Jean Philippe Lagane con David Lappartient nel 2023 (foto dai social della Federazione Mauriziana)

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