Una polemica azzurra è deflagrata questa mattina e ha coivolto la nazionale impegnata nella trasferta dei campionati europei a Zoddem, nei Paesi Bassi. L'accusa, riportata dal sito ciclismoweb.net, è quella di alcuni corridori della nazionale che sarebbero stati costretti a pagarsi la trasferta per correre con la maglia azzurra.
La replica del presidente federale Dagnoni è netta: «I 21 atleti convocati per Zeddam sono stati scelti dal commissario tecnico su base esclusivamente tecnica. Nessun corridore è stato escluso per ragioni economiche. La modalità di convocazione ‘in loco’ per quanto riguarda gli europei di ciclocross è stata concordata all’inizio dell’anno con tutte le società, che hanno condiviso la scelta. E’ una modalità adottata anche da molte altre Federazioni, alcune delle quali prevedono addirittura un pagamento per l’abbigliamento; altre ne richiedono la restituzione al termine della manifestazione. Ci tengo a ricordare, inoltre, che le categorie giovanili sono completamente a carico della federazione. Dal giorno della convocazione, vitto e alloggio sono a carico della Federazione per tutti. Chi ha chiesto di arrivare in hotel nei giorni precedenti ha sostenuto i costi relativi».
Un secondo spunto polemico riguarda la presuna mancata concessione dei pass ad alcuni membri dello staff azzurro.
«Riguardo ai pass, la UEC assegna a ogni nazione un numero fisso di accrediti. La Federazione li distribuisce ad atleti e staff tecnico; quelli rimanenti vanno ai tecnici delle società che li richiedono nei tempi previsti dalla UEC. Non è possibile ottenerne oltre quel numero, né richiederli il giorno prima o il giorno stesso della gara».