Prima volta alla guida della corsa rosa per Luca Guercilena: «Il percorso è stato studiato con cura, insieme agli staff del maschile e del femminile. Ora ci aspettiamo una grande risposta dagli atleti».
L’entusiasmo di Luca Guercilena è evidente. Per lui è la prima volta al Giro d’Italia da direttore della corsa e, come accade con tutte le esperienze nuove, l’emozione si fa sentire. «Mi sembra che i primi commenti siano positivi. Abbiamo studiato bene il percorso con gli staff, sia maschile sia femminile. Ora ci aspettiamo una buona risposta dagli atleti, ma siamo sicuri che sarà un grande Giro».
L’obiettivo è proporre una corsa equilibrata, capace di offrire occasioni a corridori con caratteristiche diverse. L’idea è proprio quella di fare un Giro aperto a tutti, dove ognuno avrà la possibilità di esprimersi le tappe più favorevoli alle proprie caratteristiche. «L’alternanza tra tappe impegnative, giornate meno dure e cronometro può permettere a tutti di recuperare il tempo eventualmente perso nei tracciati meno adatti alle proprie qualità. L’idea è mantenere la corsa aperta fino alla fine».
Un Giro diverso, con grandi salite ma anche tappe adatte agli attaccanti: «Vogliamo dare a tutti la possibilità di giocarsi le proprie carte con decisione nelle singole tappe e di recuperare, per quanto il percorso resti impegnativo. Poi ci si giocherà tutto sulle grandi salite, che sono l’anima del Giro d’Italia».
Nel disegno della corsa c’è anche il desiderio di riscoprire e valorizzare la storia della gara. «Per chi, come me, ha vissuto il ciclismo da atleta e soprattutto da grande tifoso, tornare sulle salite delle grandi imprese dà qualcosa in più a una corsa a tappe come il Giro. Era doveroso ripercorrere quelle strade».
La montagna avrà un ruolo decisivo, ma anche il Centro Italia offrirà giornate di gara importanti. Tra gli appuntamenti, l’arrivo sul circuito del Mugello, a Scarperia: una tappa ondulata che in passato ha visto vincere Alessandro Petacchi e che potrebbe ancora concludersi in volata. «L’idea di utilizzare i circuiti automobilistici per promuovere il ciclismo, soprattutto quello giovanile, è fondamentale».
Ci sarà poi la salita di Zeri, una novità da valutare con attenzione: «Come tutte le salite nuove, andrà studiata bene da squadre e atleti». E nel Lazio, l’arrivo a Monte Livata potrebbe lasciare il segno sulla classifica generale.