Il Giro d’Italia prova a sedurre Remco Evenepoel con la sua arma migliore: la cronometro. In attesa della presentazione del percorso, fissata a Roma per martedì 3 novembre alle 12, circolano indiscrezioni su due prove contro il tempo: una di 19 chilometri nella settima tappa, partenza da Sulmona e arrivo in salita a Campo di Giove, e una pianeggiante e velocissima di 32 chilometri a Monza e dintorni, nella quindicesima: partenza dall’autodromo e conclusione quasi sicuramente a Milano, forse al Duomo come avvenne con Dumoulin rosa nel 2017 e Ganna superstar nel 2020 e 2021. Per Evenepoel, 26 anni, sarebbe un richiamo difficile da ignorare. Il belga è il più forte specialista al mondo e a settembre ha conquistato il quarto titolo iridato consecutivo a cronometro.
Anche il Tour de France 2027, già presentato, offre un’occasione importante: 71 chilometri complessivi contro il tempo, distribuiti in due tappe. Un percorso che valorizza una delle qualità più riconoscibili del fiammingo della Red Bull-BORA-hansgrohe. La Grande Boucle resta il fulcro più probabile della sua stagione, ma proprio la combinazione di cronometro del Giro e del Tour apre una domanda: puntare su una sola grande corsa o tentare la doppietta?
L’ipotesi ha fascino, ma comporta un prezzo. Preparare Giro e Tour insieme richiederebbe di rivedere il calendario e potrebbe costringere Evenepoel a rinunciare alle classiche di primavera, appuntamenti a cui è particolarmente legato. Per lui e per il ciclismo belga non sarebbe una scelta soltanto sportiva: quelle corse hanno un peso speciale nel mercato e nella tradizione del Paese.
C’è poi il disegno complessivo della corsa rosa. Tra le indiscrezioni sulle tappe di montagna figurano la doppia scalata al Mortirolo più il Passo Gavia nella tappa in Valtellina con arrivo ad Aprica, e l’iconico arrivo sullo Zoncolan in Friuli sabato prima del trasferimento a Roma per il gran finale.
Sono salite che potrebbero rendere molto severa la terza settimana e che metterebbero alla prova anche un corridore cresciuto parecchio in salita. La cronometro può attirare Evenepoel; la montagna, però, potrebbe diventare il principale ostacolo alla doppietta.
La scelta, poi, dipenderà anche dal rischio di affrontare due Grandi Giri in una sola stagione: un incidente o una giornata difficile possono cambiare i piani. Per questo il Tour potrebbe restare la priorità, soprattutto dopo un’annata in cui Evenepoel ha potuto concentrarsi sulla corsa francese dopo le classiche. Vincere il Giro e poi salire ancora sul podio del Tour (terzo nel 2024 e secondo nel 2026) sarebbe un risultato straordinario, ma non è detto che basti a compensare la rinuncia alle corse di primavera. Martedì, quando sarà svelato il percorso, il Giro potrà presentare la propria candidatura. Solo allora Evenepoel e la sua squadra avranno tutti gli elementi per decidere dove puntare — e dove misurarsi - con gli altri grandi nomi del ciclismo.