A Parigi, in occasione della presentazione del Tour de France 2027, Jonas Vingegaard non era presente, ma a dar voce al Team Visma – Lease a Bike c’era il Ceo Richard Plugge, convinto che per il danese la sfida con Pogacar ripartirà da Edimburgo.
Il manager della Visma-Lease a Bike crede nelle possibilità di Vingegaard al Tour 2027, ma il percorso, con meno alta montagna e più cronometro, non sembrerebbe favorirlo. Dopo una stagione in cui ha vinto il Giro d’Italia, ma è stato costretto a ritirarsi dal Tour de France, il Re Pescatore dovrà scegliere come preparare la rivincita.
L’ultima immagine di Jonas Vingegaard al Tour de France è quella di un corridore in ambulanza, dopo la caduta del 19 luglio sulla strada verso il Plateau de Solaison. Il prossimo scatto, invece, potrebbe arrivare da Edimburgo: il Grand Départ del Tour 2027 è previsto il 2 luglio e Richard Plugge, team manager della Visma-Lease a Bike, non ha dubbi. «Sì, certo, non vedo alcun motivo per cui non dovrebbe esserci», ha detto a Parigi.
La partecipazione del danese non è ovviamente ancora ufficiale, ma la sua storia è troppo legata alla Grande Boucle per immaginare una rinuncia. «Qui si è rivelato nel 2021, chiudendo secondo, e qui ha vinto nel 2022 e nel 2023» ha sottolineato Plugge. Eppure la prospettiva di un nuovo confronto con Tadej Pogacar è tutt’altro che semplice: nell’ultima edizione Vingegaard ha accumulato 4’30’’ di ritardo prima di ritirarsi. Dopo l’arrivo al Markstein, quarto a 44 secondi dalla maglia gialla, aveva ammesso: «Non c’è nulla che io possa fare. È troppo esplosivo».
Plugge, però, continua a credere nelle sue possibilità. «Penso che Jonas, insieme a Tadej, sia il corridore più forte. Ha ancora ottime chance di vincere il Tour». Il manager ha aggiunto che squadra e allenatori dovranno analizzare l’ultima stagione e costruire un piano capace di valorizzare le caratteristiche del danese. Un ottimismo fondato anche sui risultati: nel 2026 Vingegaard ha vinto la Parigi-Nizza, il Giro di Catalogna e il Giro d’Italia.
Il percorso 2027, tuttavia, presenta ostacoli evidenti. Le tappe di alta montagna sono meno numerose e i chilometri a cronometro salgono a 71, il dato più alto dal 2012: una combinazione che, sulla carta, favorisce Pogačar. Vingegaard ha perso quattro delle ultime cinque prove contro il tempo disputate contro lo sloveno. «Ci sono meno arrivi in salita, anche se secondo me avrebbero potuto essercene di più», ha osservato Marc Reef, direttore sportivo della Visma. Tra le occasioni da sfruttare indica la tappa del Grand Colombier, quella con la salita di Domancy e una frazione con 4.750 metri di dislivello. «Le cronometro avranno un ruolo fondamentale».
È proprio lì che potrebbe concentrarsi il lavoro di Vingegaard: migliorare nelle prove contro il tempo e negli sforzi brevi e intensi, già al centro della preparazione in vista di un Tour dal profilo esplosivo. Per farlo, il danese potrebbe rinunciare al Giro d’Italia. Nel 2026 la corsa rosa gli ha restituito fiducia, con la vittoria della classifica generale e di cinque tappe, ma ha anche richiesto energie che avrebbero potuto essere destinate a una preparazione più specifica per il Tour.
La decisione sul calendario dovrà tenere conto anche della concorrenza crescente. Pogacar resta il riferimento e giovani come Del Toro e Seixas continuano ad avanzare: il margine per riportare Vingegaard al vertice della Grande Boucle non è infinito. Ma Plugge assicura che la motivazione è intatta: «Jonas ha ancora il fuoco negli occhi. Ama il ciclismo e ama vincere, soprattutto al Tour».
La partecipazione dovrebbe essere ufficializzata a metà dicembre. Fino ad allora, la Visma avrà tempo per studiare il percorso e scegliere la strategia: puntare sulla montagna, lavorare sulla cronometro o provare a sorprendere Pogacar con entrambe. Le certezze sono poche; la voglia di riprovarci, almeno secondo Plugge, non manca.