Ultima recita di Jacopo Mosca. Il Gregario con la "G" maiuscola chiudera' con il Gran Piemonte la propria decennale carriera da professionista e dalla prossima stagione sale sull'ammiraglia, sempre restando legato alla Lidl Trek.
Per il 33enne di Osasco, nativo di Savigliano, ha un sapore particolare togliere il dorsale dalla schiena sul traguardo di Bra. Nel cuneese Elisa Longo Borghini ci sarà, reduce dal team relay e dalla crono, lei che oggi gareggia in Slovenia sotto gli occhi del marito e dei genitori, orgogliosi della maglia iridata portata ad Ornavasso dalla campionessa azzurra.
Dopo aver corso la Bernocchi, Mosca ha fatto un breve "scalo" a casa, partendo in direzione est alle 5,30 del mattino. Giovedì 8 Ottobre sarà lo Jacopo Day: "rispetto a quanto previsto, diventerò direttore sportivo con un anno d'anticipo, restando nel team che mi ospita da corridore a partire dall'estate 2019. Adesso voglio godermi quest'ultima giornata nel gruppo, poi ci sarà modo per progettare un futuro che mi sono gia' immaginato".
La predisposizione di Mosca di fronte alla proposta arrivata da Lidl Trek di entrare nello staff come tecnico ha fatto si che le cose accelerassero. Ed eccola, mentre Jacopo guida dalle parti di Trieste, la comunicazione ufficiale del team: «La storia di Jacopo Mosca con la Lidl-Trek ha inizio, in realtà, più di dieci anni fa, nel 2016. All'epoca era un ventenne appassionato e pieno di speranze, alla ricerca – e al sogno – di quel "biglietto d'oro" per il WorldTour. Si presentò l'opportunità di diventare stagista per la Trek-Segafredo e Mosca la colse al volo. Il Tour of Utah e il Tour of Britain rappresentarono per il giovane italiano il primo assaggio di gare tra i professionisti, un'esperienza che seppe godersi appieno».
Al termine di quella stagione, tuttavia, non arrivò la proposta di un contratto a tempo pieno. Mosca non dimenticherà mai le sagge parole di Luca Guercilena quando ricevette la notizia, tutt'altro che entusiasmante: «Continua a crederci, perché nel ciclismo non si sa mai cosa può succedere». Il pinerolese non dimentica l’ancora di salvezza ricevuta nel 2019 dalla piccola D’Amico-UM Tools («Devo ringraziarli, perché mi diedero la possibilità di credere di poter ancora essere un corridore e mi offrirono un calendario di gare davvero valido»), nello stesso anno che lo vide allinearsi al via della Vuelta.
All’attivo di Mosca ci sono ora 5 partecipazioni al Giro e 3 alla Vuelta. Nel giugno del 2019 , Jacopo ricevette la chiamata che aveva sempre sperato sarebbe arrivata: «Ero via per una gara quando ricevetti un messaggio da Josu [Larrazabal] e Adriano Baffi. Mi dissero: 'Stiamo cercando un corridore come te per il prossimo anno'».
Lidl Trek tesse le lodi del gregario: «Mosca entrò a far parte della Trek-Segafredo a tempo pieno e iniziò ad affermarsi costantemente come uno dei corridori più affidabili e apprezzati della squadra. Il suo spirito di sacrificio e la sua intelligenza tattica non passarono inosservati: era un corridore dotato di grande talento e motivazione. Che si trattasse di lanciare una volata, tirare il gruppo per ore, recuperare le borracce dall'ammiraglia o inserirsi nelle fughe, Mosca lavorava sempre per il successo collettivo della squadra, mai solo per le proprie ambizioni personali».
Poi ecco una frase manifesto del diretto interessato: «Anche se non ho mai vinto una corsa (peraltro due tappe in Cina nei primi anni, ndr) penso di aver ottenuto il massimo possibile e di poter essere orgoglioso di quanto fatto in carriera».
Ed eccoci al nuovo capitolo: «Mi è stata offerta la possibilità di ricoprire il ruolo di direttore sportivo per il prossimo anno e sono davvero felice di salire in ammiraglia la prossima stagione, anche se sarà un grande cambiamento. Non vedo l’ora» spiega Jacopo, fermamente convinto di quanto «sia soprattutto la testa a fare la differenza e a dare la motivazione necessaria per ottenere di più dalle proprie gambe”. Giovedì vuole godersi ogni istante della sua ultima pedalata con il numero sulla schiena.