Adesso c’è anche Crema. Al lavoro in bicicletta. Venti centesimi al chilometro, fino a un massimo di 40 euro al mese, per chi – solo maggiorenni - va al lavoro in bicicletta e non in moto o auto. Obiettivi del Comune: diminuire il traffico veicolare, specialmente negli orari di punta, e l’inquinamento atmosferico causato dai gas di scarico.
Al lavoro in bicicletta significa risparmiare (in benzina) e guadagnare (in salute). Il progetto “Bike to work - Crema ti premia” funziona così: grazie all’utilizzo dell’app Wecity, scaricabile sul telefonino, gli aderenti vedranno registrati i loro spostamenti e, attraverso l’algoritmo, verrà riconosciuto che mezzo utilizzano, calcolati i km e quantificata la CO2 risparmiata. Nell’atto della registrazione si dovrà preventivamente dichiarare il percorso abituale casa-lavoro. I soldi accumulati si potranno spendere negli esercizi commerciali cittadini che aderiranno all’iniziativa, non contanti ma buoni per gli acquisti. “Bike to work – Crema ti premia” è stata finanziato con 15mila euro, compresi i 5mila da versare all’azienda Wecity per gestire il servizio, inoltre c’è un contributo di 5mila euro dalla Fondazione Lgh. Si dovrebbe cominciare il 12 ottobre.
Al lavoro in bicicletta è ormai un’antica battaglia stradale e sociale della Fiab, è un e-book (“Bike to work – la rivoluzione in bicicletta” di Bikeforfood.it), anzi, due (c’è anche “E-Bike to Work” di Peter Kinsky e Michael von Kanel), è una guida (“Bike Commuting for Beginners” di Don Leith), anzi, due (c’è anche “Bike Commuter – survival guide”, anche questa di Don Leith), e altro ancora. Un progetto simile è “A scuola in bici”: autore Giacomo Pratellesi (del 2025, Amazon, 180 pagine, 9,99 euro il libro, 2,99 su Kindle). In questo caso, trattandosi spesso di minori, le questioni legate a sicurezza e responsabilità sono molto importanti. E Pratellesi le affronta con il dovuto approfondimento e la giusta prudenza.