Jonas Abrahamsen è e continuerà a essere anche in futuro l’uomo-franchigia della Uno-X Mobility. Dopo essere entrato nella formazione di sviluppo del team norvegese nel 2017 e aver compiuto tra le sue fila il salto tra i pro’ nel 2020, il trentunenne di Skien ha infatti firmato un’estensione contrattuale con la squadra scandinava fino al 2030 legandosi di fatto a vita ai colori aranciorossi.
“È incredibilmente divertente aver cominciato a far parte di questa avventura quando eravamo in tutto una ventina di persone – meccanici, corridori, direttori sportivi e assistenti inclusi. Ora siamo probabilmente circa 100. Abbiamo imparato molto dai tanti errori che abbiamo commesso. Anch’io ne ho fatti e ogni volta ho appreso una lezione nuova che mi ha permesso di migliorare. È proprio bello trovarsi in un ambiente in cui ti è permesso sbagliare” ha raccontato Abrahamsen esternando tutta la sua contentezza per un accordo che gli consentirà di continuare a crescere e lavorare in un ambiente decisamente stimolante.
“Sono cresciuto molto da quando sono entrato a far parte di questa squadra nel 2017 e, forse, è proprio questo ciò che conta di più per me: poter continuare a fare nuovi passi in avanti. È questo ciò che mi motiva maggiormente, insieme ovviamente alla fantastica atmosfera che si respira tra i corridori, lo staff e tutto il nostro gruppo”.
Continuando ad allenarsi in un ambiente ideale per scoprire e rivelare al mondo tutto il proprio potenziale, Abrahamsen spera di svolgere un ruolo cardine nella rincorsa ai nuovi ambiziosi obiettivi che la Uno-X si è posta per i prossimi anni.
“Ora siamo nel WorldTour ed è mio intento aiutare la squadra a diventare una delle prime cinque squadre della massima serie. Per riuscirci dobbiamo anche reclutare persone e competenze – ed è proprio quello che stiamo facendo alla Uno-X” ha svelato il vincitore della prima tappa al Tour de France nella storia della squadra nordica, ragazzo che per sé continua a coltivare sogni discretamente importanti.
“Sogno di vincere una Monumento, magari il Giro delle Fiandre o la Parigi-Roubaix. Vorrei innanzitutto riuscire ad arrivare tra i primi cinque e poi mettermi al lavoro per provare a ottenere un risultato ancora migliore. A parte ciò, mi piacerebbe anche far parte della formazione che andrà a vincere un Grande Giro - preferibilmente il Tour de France - in futuro che è forse il sogno più grande del team. Con il duro lavoro, tutto è possibile” ha chiosato determinato uno dei corridori più battaglieri del gruppo.