Adesso è ufficiale. Tadej Pogacar è il re del Tour de France 2026. Lo sloveno della UAE Team Emirates-XRG ha conquistato la sua quinta Grande Boucle, entrando definitivamente nella storia del ciclismo e raggiungendo il club più esclusivo di sempre, quello dei corridori capaci di vincere cinque volte la corsa più importante del mondo. Prima di lui ci erano riusciti soltanto Eddy Merckx, Jacques Anquetil, Bernard Hinault e Miguel Indurain.
Era il grande favorito già alla vigilia della partenza da Barcellona e, nell'arco delle tre settimane di corsa, non ha mai dato l'impressione di poter perdere il controllo della situazione. Nessun momento di difficoltà, nessun tentennamento, nessun errore tattico. Tappa dopo tappa ha costruito il proprio successo con la naturalezza dei grandissimi campioni, dominando la corsa e lasciando agli avversari soltanto le posizioni d'onore.
Per Pogacar si tratta della quinta vittoria in appena sette partecipazioni al Tour de France. Un dato impressionante, reso ancora più straordinario da un'altra statistica: in tutte le sue partecipazioni è sempre salito sul podio finale.
«È stata una giornata incredibile - ha raccontato al termine dell'ultima tappa - Sono senza parole. L'atmosfera era fantastica. Sono felice che tutto sia finito e di aver conquistato il mio quinto Tour de France».
Poi ha riflettuto su quanto appena realizzato. «Ogni vittoria al Tour è speciale. In sette partecipazioni sono salito sette volte sul podio e ho vinto cinque edizioni. Nemmeno uno scrittore di fiabe potrebbe inventare una storia del genere. Anche per me è qualcosa di incredibile».
Un successo costruito grazie a un talento fuori dal comune, ma anche attraverso il lavoro quotidiano di una squadra che, ancora una volta, si è dimostrata la più forte del Tour.
«Ci sono tante ragioni dietro questa vittoria - ha spiegato il campione sloveno - La più importante è fare ciò che si ama e avere accanto persone di cui ci si può fidare. Persone che ti aiutano e ti sostengono soprattutto nei momenti difficili. Solo così puoi crescere e inseguire davvero i tuoi sogni».
Pogacar ha poi voluto rendere omaggio anche ai suoi avversari, a partire da Remco Evenepoel, autore di un Tour straordinario concluso al secondo posto, e dal giovane Isaac Del Toro, compagno di squadra che ha conquistato il podio finale e la maglia bianca. «È un podio davvero bellissimo. Ho avuto la fortuna di confrontarmi con grandi campioni».
Tra i pensieri dello sloveno c'è stato spazio anche per Jonas Vingegaard, costretto al ritiro durante la corsa.
«Mi dispiace molto che Jonas non abbia potuto concludere il Tour. Gli auguro una pronta guarigione, così come a tutti gli altri corridori che sono stati costretti a fermarsi. Spero di poter tornare presto a gareggiare contro di loro».
Quando gli è stato chiesto quali saranno i prossimi obiettivi della sua carriera, Pogacar ha sorriso.
«Adesso devo trovare un nuovo sogno. Ma uno si è appena realizzato, quindi per il momento non voglio ancora pensare al futuro».
Tra i momenti più curiosi della cerimonia di premiazione c'è stato il suo intervento dal podio finale. Dopo aver salutato il pubblico con un impeccabile «Bonsoir», lo sloveno ha sorpreso tutti con una confessione.
«Avevo preparato un discorso in francese. Avevo studiato la lingua per due giorni, ma purtroppo, a causa di alcune circostanze, non sono riuscito a ricordarlo».
Pogacar ha poi aggiunto, con un sorriso che ha lasciato spazio a diverse interpretazioni: «Ero troppo malato per ricordarmelo».
Una battuta o una rivelazione? Negli ultimi giorni del Tour si era diffusa una forma influenzale all'interno della UAE Team Emirates-XRG e si era parlato anche di un possibile malessere del campione sloveno. Le sue prestazioni, culminate con la straordinaria vittoria sull'Alpe d'Huez, avevano però rapidamente allontanato qualsiasi dubbio sul suo stato di salute. Solo al termine della corsa Pogacar ha lasciato intendere che, effettivamente, qualcosa non fosse andato per il verso giusto nell'ultima settimana.
Se davvero ha corso con qualche linea di febbre o con i sintomi di un'influenza, il suo Tour assume contorni ancora più straordinari.
Con cinque vittorie alla Grande Boucle e appena 27 anni, Tadej Pogacar ha già scritto una delle pagine più importanti della storia del ciclismo. La sensazione è che il suo viaggio sia tutt'altro che concluso. Perché il campione sloveno continua a vincere con la stessa naturalezza con cui affronta ogni salita, e guardandolo correre viene spontaneo pensare che questo quinto Tour de France possa rappresentare non un punto d'arrivo, ma soltanto un'altra tappa di una carriera destinata a entrare definitivamente nella leggenda.