I suoi terreni d’elezione sono le rocce, anche quelle spigolose e taglienti, ma soprattutto i fondi compatti e veloci, terrosi o sabbiosi che siano, motivo per cui, il nuovo Tuareg Race di Hutchinson si conferma uno dei copertoni più poliedrici e veloci per gravel. Grazie alla nuova mescola Mach Tread 3.0 e alla costruzione della carcassa SwiftEasy ci sono sempre i presupposti per tenere medie elevate e godere di una scorrevolezza da riferimento su qualsiasi superficie.
Mach Tread 3.0, la mescola definitiva
Il disegno del battistrada, versatile e ben strutturato, si distingue per la presenza di tasselli ravvicinati di media altezza: sono più ravvicinati nella parte centrale per offrire scorrevolezza sul dritto, mentre si distanziano sulle spalle ( dopo un breve canale vuoto ) per aggredire il terreno in curva. La vera rivoluzione risiede sotto la superficie, infatti, è la nuova mescola Mach Tread 3.0 ad offrire il 25% di rimbalzo in più rispetto al passato confermandosi più reattiva ( riduce al minimo la perdita di energia ) e veloce. A queste doti dinamiche si aggiunge un’ottima resistenza meccanica: gli strappi e i tagli causati da eventuali contatti con rocce e ostacoli duri sono incredibilmente ridotti ( + 75% ), a tutto vantaggio della longevità e della sicurezza passiva.
Flessibilità della carcassa
La nuova costruzione SwiftEasy regala una carcassa ultra-flessibile da 127 TPI, una vera esaltazione per il rendimento complessivo del copertone tubeless. Con questa costruzione Hutchinson avvolge le zone dei talloni e incorpora al suo interno l’eventuale strato antiforatura migliorando il rotolamento del 10% rispetto alle generazioni precedenti limitando anche le perdite di pressioni. Tutti questi benefici permettono al Tuareg di plasmarsi sugli ostacoli e ripartire con una invidiabile reattività.
Nato per le corse: velocità e trazione costante
Il nuovo Tuareg Race nasce per le corse e trova la sua destinazione in ogni allenamento veloce corso tra strade bianche e fondi terrosi/rocciosi veloci, fondi su cui viaggia veloce con trazione e un grip sempre consistente. La mescola nasce per darvi grip e ridurre il rotolamento, aspetto che noterete nei veloci tratti d’asfalto, infine, si conferma resistente e particolarmente elastica, doti che potenziano la longevità dell’intero pneumatico. Il consiglio per la gara veloce? Abbinate al Tuareg Race per l’anteriore un velocissimo Caracal Race per il posteriore, una combo che vi regala grip e tenuta ma anche una velocità notevole.
La prova sul campo: 2.000 km tra rocce, terra e asfalto
Ho montato i nuovi Tuareg Race 45 mm su cerchi ZIPP 303 XPLR andando così a completare un set velocissimo e leggero, un’accoppiata che ho messo alla prova sui fondi gravel per eccellenza: rocce, strade bianche e terra. La resistenza al rotolamento è minima, merito di una mescola e di una carcassa flessibile, pronta e reattiva. I 550 grammi complessivi per copertone non sono da primato per la sezione in esame, ma non influiscono affatto sul rendimento.
Sui fondi compatti rocciosi e terrosi, la velocità sale e mantenerla non è mai un problema, aspetto che diventa incredibile su strada dove il rendimento sembra quasi quello di un Caracal Race. Hutchinson ha dotato il Tuareg Race di grandi poteri, infatti, sembra che questo pneumatico tenda a conservare l’energia rispondendo alle sollecitazioni sempre in maniera positiva. I tasselli offrono presa sui fondi sabbiosi e le classiche strade bianche, ma vengono messi in difficoltà come è normale che accada dal fango. La precisione nella guida diviene assoluta tanto che il Tuareg Race riesce a darvi molto anche oltre i suoi terreni ideali. Detto questo, se devo correre in condizioni asciutte il Tuareg Race diventa in un baleno una delle mie prime scelte. La resistenza alle forature c’è tutta e nonostante si tratti di un prodotto votato alle competizioni in quasi 2000 km nessuna noia, se non qualche micro-foro tappato velocemente dal sigillante.