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RANKING UCI, CHI HA FATTO PIÙ PUNTI AL GIRO D’ITALIA 2026: LA SITUAZIONE DOPO LA CORSA ROSA
di Federico Guido | 03/06/2026 | 08:45

Non solo successi prestigiosi, gloria e montepremi stuzzicanti. Il Giro d’Italia 2026 metteva infatti in palio, tra tappe e classifica generale, un corposo bottino di punti che poteva far comodo a parecchie formazioni sia in ottica classifica triennale 2026/28 che in quella annuale, quest’ultima curata soprattutto dalle formazioni con licenza ProTeam già in caccia dei punti necessari per assicurarsi gli inviti (o quantomeno la possibilità di essere invitate) alle corse World Tour più importanti della prossima annata.

La prima grande corsa a tappe della stagione dunque, da questo punto di vista, era un appuntamento che in parecchi avevano messo nel mirino ma, come prevedibile, non per tutti si è rivelato soddisfacente allo stesso modo: andiamo quindi a fare il punto su chi effettivamente ha massimizzato la propria presenza alla Corsa Rosa migliorando la sua situazione nel ranking UCI e chi, al contrario, non è riuscito a sfruttare appieno la manifestazione italiana.

LE PRIME DELLA CLASSE

A farla da padrone sono state le squadre in grado di piazzare uno o più uomini nei piani alti della classifica generale, a partire dalla Visma Lease a Bike che, tra la conquista del Trofeo Senza Fine, i giorni in maglia rosa con Jonas Vingegaard e le sei vittorie di tappa, ha totalizzato 3157 punti risultando la migliore in assoluto tra le 23 formazioni presentatesi al via da Nessebar.

Dietro alla compagine olandese, si sono poi piazzate nell’ordine la Decathlon CGA CGM (squadra che, oltre al secondo classificato a Roma Felix Gall, ha visto altri tre suoi uomini chiudere tra i primi 35 della graduatoria finale ottenendo complessivamente 2037 punti), la Lidl-Trek (1975 punti) di Jonathan Milan, Giulio Ciccone (maglia azzurra e più volte piazzato di tappa) e Derek Gee-West (5° nella generale), la Netcompany INEOS (1772 punti) del vincitore della crono di Massa Filippo Ganna, Egan Bernal (10° in classifica) e Thymen Arensman (4°), la Red Bull BORA hansgrohe che, pur senza affermazioni parziali, ha portato a casa il podio con Jai Hindley (autore di 411 dei 1744 punti totali della sua squadra) e la Bahrain-Victorious (1723 punti) della rivelazione Afonso Eulalio (maglia bianca e nove giorni in rosa) e del super veterano Damiano Caruso (9° in classifica).

Considerando quella che era la situazione pre-Giro, tali risultati (assieme a quelli ottenuti nelle corse andate in scena durante la Corsa Rosa) hanno consentito a Decathlon, Visma e Red Bull di confermarsi tra le prime quattro squadre al mondo alle spalle dell’UAE Team Emirates (10ᵃ al Giro per punti UCI con 1045), alla Bahrain di difendere il proprio sesto posto nel ranking mondiale e a Lidl e Netcompany di rimontare rispettivamente quattro e due posizioni, passando la prima dall’undicesimo al settimo posto e la seconda dal decimo all’ottavo.

LE SQUADRE PROTEAM

Continuando a sfogliare i nomi delle rappresentative capaci d’incamerare più punti tra l’8 e il 31 maggio, il nome che balza all’occhio è certamente quello della Tudor: la squadra svizzera, infatti, si è brillantemente attestata al nono posto con 1217 punti totali, un gruzzolo che le ha permesso di restare la terza miglior formazione ProTeam nel ranking annuale e, soprattutto, di ampliare la forbice nei confronti della quarta miglior squadra di categoria, la Unibet Rose Rockets, ora distante 305,7 punti (prima del Giro erano 184,98).

La squadra di Bas Tietema, Josse Wester e Devin van der Wiel, al primo Grande Giro della sua storia, ha chiuso la propria avventura rosa con 450 punti (17ᵃ su 23 formazioni) pagando verosimilmente la mancanza (per scelta) di uomini in grado di curare la generale e di un successo di tappa solo sfiorato più volte con Dylan Groenewegen.

Poco meglio rispetto alla giovane formazione battente bandiera francese ha fatto la Pinarello-Q36.5 la quale però, con i 562 punti (16° posto su 23), ottenuti nelle tre settimane spese sulle strade del Giro, è momentaneamente risalita in 14ᵃ posizione nella classifica annuale diventando la miglior ProTeam del 2026 a discapito della Cofidis che, assente per decisione propria, è scesa dalla 12ᵃ alla 15ᵃ posizione ma avrà Tour de France e Vuelta España, circoscrivendo il discorso alle sole grandi corse a tappe, con cui rifarsi nei prossimi mesi.

LE ITALIANE E LE SQUADRE MENO PROLIFICHE

A chiudere infine la classifica a squadre del Giro 2026 per punti UCI sono state, infine, Alpecin-Premier Tech, Bardiani CSF 7 Saber e Picnic PostNL, team la cui Corsa Rosa, inquadrata in termini di meri punti messi in tasca, non può certamente definirsi positiva.

Schieratasi al via senza Mathieu van der Poel e Jasper Philipsen e perso nelle primissime fasi di gara Kaden Groves, la squadra dei fratelli Roodhooft ha cercato di dare un senso al proprio Giro mandando ripetutamente all’attacco i propri elementi senza però ottenere risultati particolarmente soddisfacenti: quest’impressione è stata confermata dai 295 punti ottenuti al termine delle tre settimane di corsa pari al terzo dato più basso fra quelli registrati a Roma tra le 23 squadre partecipanti.

Peggio della squadra belga ha fatto purtroppo la Bardiani che, al contrario della Polti VisitMalta (capace di terminare la sua fatica con 585 punti a carico, 173 in più rispetto al Giro 2025), non è riuscita a migliorare il bottino conquistato 365 giorni fa (400 punti) fermandosi a quota 252, un tesoretto che le ha sì consentito di passare dal 35° posto pre-Giro nel ranking UCI 2026 al 31° ma che, allo stesso tempo, non si è rivelato sufficiente per varcare la soglia della top 30 che vale l’eleggibilità agli inviti per i Grandi Giri 2027.

Ancora meno performante, tuttavia, è stata la squadra olandese di Iwan Spekenbrink, formazione le cui difficoltà nel centrare risultati di peso manifestate nel corso dei primi mesi del 2026 sono state pienamente confermate alla Corsa Rosa. Qui gli otto uomini guidati in ammiraglia da Matthew Winston e Philip West hanno infatti racimolato la miseria di 67 punti (40 dei quali con il solo Warren Barguil e, in generale, ben 1002 in meno rispetto al Giro 2025) non migliorando, di fatto, la propria difficile situazione nella classifica annuale che li ha visti passare dal trentesimo al ventinovesimo posto, rimanendo dietro a squadre come Equipo Kern Pharma e Euskaltel-Euskadi che il Giro d’Italia lo hanno visto solo in televisione.

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