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COFIDIS, ANIOLKOWSKI RITROVA IL SUCCESSO IN TURCHIA NONOSTANTE UN UOMO IN MENO E UN INIZIO IN SALITA
di Federico Guido | 29/04/2026 | 17:30

È un Giro di Turchia quello di quest’anno che, tappa dopo tappa, sta riportando in auge nomi che da tempo non apparivano davanti a tutti negli ordini d’arrivo. Dopo Ivan Ramiro Sosa ieri, oggi è stato il turno di Stanislaw Aniolkowski riscoprire il dolce sapore della vittoria a distanza di oltre un biennio con una volata che, sul rettilineo di Fethiye, gli ha consentito di annichilire Riley Pickrell e Davide Persico.

Un numero del genere non riusciva al ventinovenne di Varsavia dalla quarta tappa del Tour of Hellas del maggio 2023, data quella dopo la quale il polacco ha iniziato un digiuno che, giorni dopo, è riuscito a interrompere realizzando uno sprint che, considerate le sue precedenti affermazioni, gli ha portato in dote la vittoria più importante della carriera.

Siamo venuti qua con l'obiettivo di vincere con me le tappe adatte ai velocisti. Purtroppo, nella prima tappa non mi sentivo molto bene e ho faticato un po' a causa di alcuni problemi di stomaco, ma speravo di poter recuperare per questa tappa e oggi ho colto alla perfezione, finalmente, l’occasione che mi è capitata. Mi mancava davvero vincere. Spero possa darmi ancora più fiducia per i prossimi appuntamenti, a partire dalle prossime tappe qui in Turchia” ha dichiarato dopo il traguardo il portacolori della Cofidis che, pur continuando a mancare l’appuntamento col bersaglio grosso, non ha mai smesso di credere nelle sue capacità e nel suo lavoro.

Di sicuro non è stato un momento semplice. Se sei il velocista della squadra, tutti si aspettano che tu vinca ma negli ultimi due anni non sono mai riuscito ad alzare le braccia al cielo. Nonostante ciò, tutti hanno continuato a credere in me e io non ho mai smesso di crederci, lavorare sodo e provarci: ho ottenuto tante top 10 e anche top 5, ma non delle vittorie” ha spiegato Aniolkowski il quale, in questi anni, ha visto anche cambiare il panorama delle volate.

Il livello anno dopo anno si è alzato, oggi ci sono molti più corridori ad occupare gli ultimi metri e la chiave sta spesso nel trovare il giusto varco per avere la possibilità di sprintare come è successo oggi. Per tutto questo sono felicissimo di poter finalmente ripagare i miei compagni di squadra: in questa tappa hanno tutti lavorato davvero duramente, cominciando a fare il ritmo a 30 km dall’arrivo per stancare i miei avversaro e rendere la gara un po' più dura e quindi più ideale per me” ha continuato il polacco rivelando quello che era un piano architettato con precisione fin dal mattino.

Sapevamo che riesco a superare le salite un po' meglio rispetto agli altri velocisti per cui abbiamo cercato di rendere la corsa più dura possibile. Il vento non ci ha dato una mano perché il vento soffiava di fronte e di lato tant’è che, alla fine, il gruppo principale aveva forse qualche uomo in meno ma era comunque numeroso”.

Anche senza aver ottenuto il risultato sperato, Aniolkowski non si è disunito e in volata ha sfoderato uno spunto che, certamente, avrà fatto felici anche i dirigenti e il management di Cofidis che, come sponsor, non ha mai smesso di appoggiare lui e la squadra.

Il nostro sponsor continua ad avere fiducia in noi anche se non siamo andati così bene negli ultimi tre anni. La scorsa stagione, alla fine, siamo retrocessi per una differenza, credo, di 300 punti continuando a lottare fino alle ultime gare in Cina e in Giappone, ma purtroppo non ce l’abbiamo fatta. Questa sicuramente è stata una lezione per noi e lo dimostra il fatto che, come avrete visto, abbiamo iniziato questa stagione davvero bene. Abbiamo cambiato mentalità, abbiamo una nuova strategia e ora seguiamo quella” ha puntualizzato un Aniolkowski che, parlando di squadra, si è trovato a contare su un uomo in meno in Turchia perché nel roster del team francese sono in tanti a essere tormentati da problemi di varia natura.

Anche quest'anno stiamo facendo i conti con molti infortuni. Sui 30 ragazzi che compongono il nostro roster, molti in questo momento molti ragazzi sono malati o infortunati e questo è il motivo per cui siamo qui in sei e per cui voglio dedicare questa vittoria al team. Tutti coloro che erano qui oggi hanno lavorato veramente sodo per me. Gli uomini da salita hanno fatto un buon lavoro oggi e io sono riuscito a chiudere in bellezza, quindi sono super felice e orgoglioso di questa che è a tutti gli effetti una vittoria di squadra, non solo mia. Mi auguro di poter regalare ai ragazzi altri successi come questo e di poter festeggiare ancora più spesso”.

Vedremo se, una volta sbloccatosi, questo vaticinio si avvererà già in Turchia, impegno dopo il quale Aniolkowski ha già ben chiaro in mente cosa farà.

Concluso il Turchia, cercherò di riposarmi un po’ perché ho iniziato a correre già a gennaio e ho fatto una prima parte di stagione piuttosto lunga. Dopodiché cercherò di prepararmi al meglio per la seconda parte di questo 2026: credo che disputerò alcune classiche in Belgio e in Francia prima di andare ai campionati nazionali dove faremo il punto della situazione sulla mia condizione e capiremo quali gare disputare da lì in avanti” ha chiosato felice il ritrovato polacco

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