Il nome di Jakob Omrzel, il più giovane corridore della Vuelta, è entrato nella storia della corsa e a Calar Alto ha conquistato la sua prima vittoria da professionista. A vent'anni appena compiuti, Jakob Omrzel ha scelto un palcoscenico enorme per conquistare la prima vittoria da professionista della sua giovane carriera. Lo sloveno della Bahrain Victorious ha firmato una giornata memorabile nella dodicesima tappa della Vuelta a España, imponendosi in solitaria sul traguardo di Calar Alto e regalando alla sua squadra una delle vittorie più belle di questa edizione.
Omrzel è il corridore più giovane al via della Vuelta e, proprio nel suo primo grande giro, ha già trovato il successo. Una vittoria costruita con coraggio, gambe e una condizione che sembra crescere giorno dopo giorno. Ma soprattutto una vittoria che lo proietta definitivamente tra i giovani talenti da seguire con maggiore attenzione.
La sua giornata è stata perfetta. Nella tappa di 166,6 chilometri, Omrzel è entrato nella fuga insieme ai compagni Santiago Buitrago e Pello Bilbao. Bilbao ha gestito il gruppo, Buitrago ha raccolto punti preziosi per consolidare la sua posizione nella classifica degli scalatori e, quando è arrivato il momento di giocarsi la vittoria, la Bahrain Victorious ha lasciato spazio al suo giovanissimo talento.
A 13 chilometri dalla conclusione, Omrzel ha attaccato dal gruppo di testa ormai ridotto. Una volta aperto il gap, lo sloveno non si è più voltato indietro: ha affrontato da solo gli ultimi chilometri e ha tagliato il traguardo con 1'56" di vantaggio su Urko Berrade, mentre Santiago Buitrago ha completato il podio al terzo posto. Una doppietta straordinaria per la Bahrain Victorious.
«Non sono sorpreso, perché so quanto lavoro ci ho messo e sapevo che questo giorno sarebbe arrivato prima o poi, ma di sicuro non me lo aspettavo al 100% al primo Grand Tour. Quindi sì, non riesco ancora a credere a quello che ho fatto, ma mi sento benissimo. Mi sento ancora bene, non sono lontano, non sono stanco, quindi non so, mi sto solo godendo il momento».
Parole che raccontano perfettamente lo stato d'animo di un ragazzo che si è ritrovato improvvisamente sul palcoscenico più importante della sua giovane carriera. E la sensazione è che Omrzel non abbia ancora realizzato fino in fondo ciò che è riuscito a fare.
Per la Bahrain Victorious è stata una giornata praticamente perfetta. Oltre alla vittoria di Omrzel, Buitrago ha conservato la maglia di miglior scalatore, aumentando il proprio vantaggio nella classifica.
Il segreto, secondo Omrzel, è stato proprio il lavoro di squadra. «In realtà, noi del Team Bahrain siamo davvero bravi come corridori, ci capiamo benissimo. E in questo momento, stiamo lavorando benissimo insieme. Tutta la squadra è semplicemente perfetta. Abbiamo detto che stiamo giocando alla PlayStation, ed è quello che stiamo facendo in questo momento. Quello che vogliamo, lo facciamo. Siamo andati in fuga, ed è stato semplicemente fantastico, e ne sono davvero orgoglioso».
Una metafora curiosa per descrivere una giornata nella quale tutto è sembrato funzionare alla perfezione. Tre uomini nella fuga, Buitrago impegnato a raccogliere punti e Omrzel libero di giocarsi la vittoria. Il risultato è stato il migliore possibile.
Ma c'è anche un dato statistico destinato a rimanere nella storia del ciclismo sloveno. Omrzel è diventato il più giovane sloveno a vincere una tappa in un grande giro, superando anche il riferimento di Tadej Pogacar alla stessa età.
«Voglio dire, sì, è solo una statistica, non significa nient'altro, ma sì, è così bello pensare alle statistiche».
E forse proprio questa semplicità è uno degli aspetti più sorprendenti del giovane sloveno. A vent'anni, dopo aver appena conquistato una tappa della Vuelta, Omrzel sembra già avere la maturità per capire che questo potrebbe essere soltanto l'inizio.