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I VOTI DI STAGI. BRANDON MCNULTY SOGNA CON IL “DREAM TEAM”, L'ITALIA DI AFFINI E TIBERI NON È PICCOLA
di Pier Augusto Stagi | 17/08/2024 | 21:09

Brandon MCNULTY. 10 e lode. L’americano della Uae Emirates regala l’ennesima vittoria al proprio team. Fa parte di un “dream team” e lui questa sera sogna.

Mathias VACEK. 9. Il 22enne ceco è la vera sorpresa di giornata. Il ragazzo della Lidl Trek fila via veloce e dopo 7,3 km fa registrare il miglior tempo, ma lo stesso lo fa alla fine. Sei secondi il vantaggio sul nostro Edoardo Affini, comprendo la prova alla media di 57.033 km/ h. Una prestazione monstre per un ragazzo di assoluto talento: uno dei tanti. 

Wout VAN AERT. 5,5. Ha la possibilità di fare il colpo, ma alla fine si becca l’ennesimo colpo allo sterno che lascia senza fiato e senza vittorie.

Stefan KÜNG. 6. Torna sui suoi livelli, mettendo in scena una crono di livello, che non è sufficiente però per tornare ai suoi livelli.

Joshua TARLING. 5. Era l’uomo da battere e lo battono. Parte in serata e la scelta, chiaramente, con il senno di poi, non è la migliore. Il vento si alza e si fa sentire molto di più che nella prima fase pomeridiana. Il gallese fa 3” meglio di Edoardo a metà percorso, ma poi arriva dietro per 28 centesimi. Brutta botta per un ragazzo che già pregustava la vittoria di tappa e la prima maglia rossa.

Edoardo AFFINI. 8. Parte tra i primi e arriva per primo, facendo registrare il miglior tempo, che resta suo per molto tempo. Prova di livello assoluto per il nostro granatiere mantovano che percorre i 12 km in programma alla media di 56,604 km/h. Finisce quinto, ma la sua prova vale molto di più.

Primoz ROGLIC. 9. Come sta? Mi sembra bene, molto bene. Tra gli uomini di classifica, quelli con ambizioni di vittoria finale è quello che va meglio di tutti. Ottima la sua prova, ideale viatico per riprendere un discorso interrotto.

Joao ALMEIDA. 9. Come sta? Come Roglic: quindi bene. La Uae è qui per fare il tris e il portoghese parte da Lisbona con il piede giusto. Sarà l’uomo di riferimento di una squadra che abbonda di riferimenti.

Tao GEOGHEGAN HART. 6. Buona prova la sua, quella del rientro dopo un lungo infortunio. Deve riprendere confidenza con le competizioni, la sua prova però è più che buona.

Richard CARAPAZ. 6. Per il taglio di capelli modello scodella voto 4, per la sua prova e per le sue ambizioni il voto è più che sufficiente. Ha voglia di lasciare un segno e lui dopo la sua prova non si nasconde: «Sono qui per vincere».

Sepp KUSS. 5,5. L’ultimo vincitore parte con il piede sbagliato. Una prova tutta in salita: lascia a Tiberi la bellezza di 32”. Perde ma alla fine si mette lì fare autografi e selfie: campione.

Antonio TIBERI. 6,5. È qui per confermarsi, ma anche per misurarsi ancora un po’. Confermare ciò che di buono ha fatto vedere al Giro d’Italia e misurarsi con il secondo Grande Giro nella stessa stagione. Lui è un passista scalatore di assoluto livello, che forse non predilige le tante tappe nervose che presenta questa Vuelta, ma l’importante è presentarsi lì davanti, per confermare che quella è la sua dimensione.

Filippo BARONCINI. 6,5. Una buona prestazione, in linea con Antonio Tiberi, del quale fa meglio di un secondo. Il 23enne corridore emiliano della Uae Emirates mette in mostra una buonissima prestazione, indicatore di buona salute: buon viaggio Filippo!

Mattia CATTANEO. 6,5. Saltato il Tour per problemi fisici, il bergamasco conferma le proprie attitudini con le prove contro il tempo, tenendo alto il nome dell’Italia del pedale, che oggi porta a casa prestazioni di altissima qualità.

Ben O’CONNOR. 4. Il 28enne australiano della Decathlon incomincia malissimo. In 12 chilometri perde una eternità. Un esempio? A Skjelmose concede la bellezza di una trentina di secondi.

Felix GAL. 4. L’austriaco della Decathlon fa corsa sui tempi di O’Connors e fa pure peggio.

Mikel LANDA. 4. Ha il peso della corsa, non la responsabilità di scortare Remco Evenepoel: e si vede. Fa una crono al rallentatore, per farsi vedere meglio. Alla fine paga la bellezza di 43” a Skjelmose.

Cartellini GIALLI. 5. Difficile che i corridori oggi compissero delle irregolarità: correvano una cronometro individuale, ma da domani voleranno i cartellini gialli, al momento virtuali e sperimentali. Dal 1° agosto e per la prima volta in un Grande Giro ecco comparire anche nel ciclismo i cartellini gialli. Non saranno sventolati sotto il naso come avviene nel mondo del calcio, ma saranno virtuali: bisognerà andarli a cercare nel comunicato di gara pubblicato dopo l'arrivo.

L'iniziativa dell'Uci è per ottenere un effetto dissuasivo nei confronti di tutte le componenti della carovana (corridori, direttori Sportivi, motociclisti ecc.) in nome della sicurezza. Esistono ben 21 diversi modi possibili di "comportamenti a rischio": dalla deviazione della traiettoria in volata a scorrettezze evidenti durante lo svolgimento della corsa. Il periodo dal 1° agosto al 31 dicembre servirà come periodo di prova, quindi siamo in una fase sperimentale che dovrà essere poi ratificata dall’organismo mondiale del ciclismo (Uci). Le sanzioni per l'accumulo di cartellini gialli potrebbero entrare in vigore dal 1° gennaio 2025. La somma di cartellini gialli potrà portare a squalifiche di vario tipo: nel corso della stessa gara (in linea o gara a tappe), con due cartellini gialli, il corridore sarà squalificato e sospeso per 7 giorni; se ne riceverai tre nell'arco di trenta giorni il corridore sarà sospeso per 14 giorni; se ne accumuli sei nell'arco di un anno la sospensione è di un mese. Insomma, se sei scorretto e spregiudicato non ci saranno ricchi premi e cotillon ma sanzioni pesanti da far girare la testa che nemmeno al discount. Il voto? 5, come i mesi di prova.

 



 

 

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