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I VOTI DI STAGI. VISMA PERFETTA, DECATHLON IN CRESCITA, XDS ASTANA SORPRESA E CHE BRAVE LE PICCOLE ITALIANE
di Pier Augusto Stagi | 31/05/2026 | 19:15

Fine del Giro, purtroppo. Fine di una corsa che è molto più di un viaggio per l’Italia, nel Paese più bello del… che meriterebbe la corsa più bella del… ma che sarà per la prossima volta, magari nel... Voto 6, per l’impegno, ma gli appassionati meritano qualcosa di più: molto più di un 6 politico. Anche perché la politica… vabbé.

SOUDAL QUICK-STEP. 8. Quattordici piazzamenti nei dieci, tre volate vincenti di Paul MagnierFIQUE (oggi Davide Bramati, voto 9, e tutto il suo staff vestivano queste t-shirt) e una quarta sfuggita per un niente, visto che a Napoli, dove ha vinto Davide Ballerini, se ci fossero stati altri cinquanta metri non so come sarebbe andata a finire. O meglio, lo so, con i se e con i ma…

DECATHLON CMA CGM TEAM. 9. Felix Gall porta a casa un piazzamento d’onore più che meritato. Fa corsa parallela con Jonas Vingegaard. Più che parallela, la fa in scia: quasi. Appena dietro. Il primo dei battuti. Ma per ottenere questo risultato deve battersi come un leone e l’austriaco lo fa alla grandissima. Dieci piazzamenti nei dieci, un quinto posto nella speciale classifica per team. Una condotta di gara da grande squadra, ma questa non è più una novità, anche perché ormai sono a tutti gli effetti una grandissima squadra.

NSN CYCLING TEAM. 6,5. Alla fine il vecchio Jan Hirt arriva lì, a due passi dalla top ten. Per il team del “mai dire mai” è un risultato tutt’altro che malvagio. Fanno una corsa di resistenza e, alla fine, resistono. Bravo il nostro Pinarello: si mostra, senza essere mostruoso. Piazzamenti nei dieci? Otto.

LIDL-TREK. 6,5. Alla fine la medicano un po’ con lo sprint vincente di Milan a Roma: sedici piazzamenti nei dieci, un giorno in maglia rosa e una maglia azzurra portata a Roma con Giulio Ciccone. Erano partiti con ben altri obiettivi. Si devono accontentare di un Derek Gee-West che arriva 5°: non c’è da festeggiare, ma nemmeno da stracciarsi le vesti.

EF EDUCATION EASY-POST. 6,5. Più che un Giro, un giretto. Però, per non perdere l’abitudine si portano a casa anche una tappa, con Valgren: gran bella vittoria. Anche perché l’80% delle vittorie le ottengono Visma Lease a Bike, Uae e Astana. Vincere tra questi colossi non è cosa semplice. Loro ce la fanno. Ed è una rarità.

TEAM POLTI VISIT MALTA. 7,5. Fanno uno dei loro migliori Giri di sempre, correndo non da squadra che deve mostrare la maglia, ma da team che mostra talenti. Sfiorano la vittoria con Mirko Maestri a Milano, applausi per il secondo posto di Lonardi a Roma, ma Lorenzo Crescioli è uno dei volti più belli di questo Giro. 

TEAM JAYCO ALULA. 5,5. Sfortunatissimi perché perdono immediatamente Ackermann e Vendrame, gente che avrebbe potuto portare legna in cascina. Per il resto Ben O’Connor fa una corsa al rallentatore: doveva essere l’uomo di classifica, diventa l’uomo in attesa di classificazione. 

XDS ASTANA TEAM. 8. Quindici piazzamenti nei dieci, uno dei team più prolifici in assoluto. E ben tre vittorie di tappa: con Silva, che ha l’onore anche di vestire la prima maglia rosa per l’Uruguay. Poi ecco Davide Ballerini e Alberto Bettiol. Vittorie pesanti, per una squadra che fa sentire il suo peso. 

TUDOR PRO CYCLING TEAM. 7,5. Cosa significa onorare una corsa? Correre come il team di Matteo Tosatto. Muoversi per fare in modo di essere sempre presente. Chiaro che fanno di necessità virtù: con un uomo che sa il fatto suo e uno che sa che il futuro potrebbe essere suo. Uno è Storer, una garanzia, l’altro, Mathys Rondel, il futuro. Due facce della stessa medaglia, che ha un quadrante e due lancette: non segnano l’ora, ma gli obiettivi. 

RED BULL BORA HANSGROHE. 7. Per il team che è, forse, si aspettavano qualcosa di diverso: io sicuramente sì. Ci aspettavamo molto da Giulio Pellizzari (troppo? Non credo: questo è un ragazzo che ha davvero talento), ma alla fine ottengono un terzo posto con Jay Hindley, che al Giro firma l’ennesimo podio: il terzo. Non è il massimo, ma nello sport la prima cosa da imparare non è vincere, ma perdere. Può capitare: l’importante è alternare le sconfitte con qualche vittoria. 

UNO X MOBILITY. 7. Tanti piazzamenti (12), una mole infinita di lavoro. Un successo prezioso di Dversnes a Milano, tanti piazzamenti d’onore con Leknessund al quale manca solo la vittoria.

UAE EMIRATES. 7,5. L’inizio è da dimenticare, il finale da rivedere, nel senso, sistemare, mettere a punto. Perdono subito Adam Yates, Vine e Soler, per rinfrancarsi vincono quattro tappe. Una con Arrieta, tre con Narvaez. L’ultima settimana, però, è di sofferenza. Ma prima hanno fatto soffrire tutti.

UNIBET ROSE ROCKETS. 4. Otto piazzamenti nei dieci in tre settimane, ultimo posto nella classifica per squadre: non sono venuti qui per vincere il Giro, ma una via di mezzo c’era.

BARDIANI CSF 7 SABER. 7. Si danno un gran daffare per tre settimane e nel loro piccolo, come la Polti VisitMalta, provano a correre per far risultato e non solo per farsi vedere. Salto di qualità e di mentalità: più che al possesso palla hanno pensato al risultato, ed è mancato poco.

MOVISTAR TEAM. 6,5. Alla fine è mancato chi sapesse tradurre in gol tutta la mole di lavoro. I ragazzi di Max Sciandri non hanno certo girato i pollici, si sono dati da fare e non poco. Non pervenuto Mas, gli altri hanno fatto quello che potevano fare. Milesi bravissimo, lui merita un voto tutto suo: 8.

NETCOMPANY INEOS. 7. Sono squadra e da squadra portano a casa un risultato che non è da buttare via. Arensman 4°, Bernal 10°. Raccolgono 12 piazzamenti nei dieci e una strepitosa vittoria di tappa nella crono di Massa con Filippo Ganna. Arrivano ai piedi del podio, ma cascano in piedi.

BAHRAIN VICTORIUS. 8,5. Nove giorni in maglia rosa con Afonso Eulalio, che alla fine, con il cuore e con i denti, difende anche la maglia bianca di miglior giovane e se la porta a Roma. Undici piazzamenti nei dieci, con una vittoria di tappa con Segaert. Sono tra i pochi a riuscire a vincere qualcosa nonostante quelle tre squadre là. Eulalio 6°, Damiano Caruso 9°: due piazzati nei dieci per un team che non si fa trovare spiazzato. Una nota a margine la merita Caruso: ultimo Giro di giostra per lui. Un nono posto per salutare. La prova del nove per un uomo non più ragazzo che ha sempre onorato la sua professione, fatta con passione. Si ritira in tempo utile, per non fare compassione.

LOTTO INTERMARCHÈ. 5. Perdono quattro corridori, tutti di peso. Alla fine raccolgono solo quattro piazzamenti: un po’ poco.

ALPECIN PREMIER TECH. 4. Perdono subito Groves, ma poi non riescono a trovare il filo della matassa, un modo per dare un senso alla loro corsa. Forse non ci provano nemmeno, forse non era una loro priorità.

TEAM PICNIC POSTNL. 4. Due piazzamenti in tre settimane: scampagnata.

VISMA LEASE A BIKE. 10. Tredici piazzamenti, sei vittorie: media realizzativa di livello assoluto. Cinque vittorie con il “re pescatore” e l’altra con Sepp Kuss. Dominano in lungo e in largo, con una sicurezza disarmante. Non devono neanche infierire, costruiscono la vittoria in fieri.

GROUPAMA – FDJ UNITED. 4. Quattro piazzamenti nei dieci: chi li ha visti?

PINARELLO Q36.5. 6. Non fortunatissimi, visto che perdono quattro corridori. Poi cercano di dare un senso alla loro campagna d’Italia. Lottano tutti i santi giorni e portano De la Cruz nella top 15: meritavano qualcosa di più, ma c’è di peggio. 

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