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LA COPPA ITALIA DELLE REGIONI SALE A "QUOTA 17" E INSEGUE QUOTA 20, TRA TRAGUARDI SICUREZZA E TEMI SOCIALI
di Nicolò Vallone | 28/01/2026 | 18:53

Venticinque + undici = 36

Tante sono le gare, 25 maschili e 11 femminili, che quest'anno fanno parte della Coppa Italia delle Regioni. Per un totale di 17 regioni attraversate da gare professionistiche nel 2026, ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana e di uno dei primi grandi passi nella storia di un Paese civile verso la parità di genere: il voto alle donne. Un'edizione che è stata appena presentata alla Camera dei Deputati, in un evento chiamato "Il ciclismo professionistico sulle strade di Coppi e Bartali" con conduzione targata Rai a cura di Alessandro Fabretti e Giada Borgato.

L'incontro ha rappresentato pienamente l'azione di "trait d'union" tra grande politica e grande ciclismo portata avanti dalla Lega Ciclismo Professionistico sotto la presidenza di Roberto Pella. La prima parte ha visto susseguirsi i saluti istituzionali di cariche dello Stato e componenti del Governo: il Presidente della Camera Lorenzo Fontana («Il ciclismo è l'immagine del sacrificio e della sofferenza per arrivare in vetta, un grande esempio per tutti. Rappresenta un legame con momenti delicati della mia vita e del Paese, è il vero e proprio sport del popolo!»); Massimiliano Fedriga, Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome («La Coppa Italia delle Regioni racconta e mostra la cultura e le bellezze italiane, quale strumento migliore del ciclismo?»); Eugenia Roccella, Ministro della Famiglia («Quando si dice che sono gli uomini a dover coinvolgere le donne per le pari opportunità, espressione che preferisco rispetto a parità di genere, l'iniziativa di Roberto Pella della parificazione del montepremi tra corse maschili e femminili della Coppa Italia delle Regioni è un atto concreto in tal senso»); Antonio Tajani, Ministro degli Esteri («Non è solo una serie di gare ciclistiche, ma il segno di un Paese che punta sullo sport e su un settore all'avanguardia come quello della bicicletta»); Orazio Schillaci, Ministro della Salute («La Coppa Italia delle Regioni è un ulteriore contributo alla promozione di una cultura della salute e della prevenzione sanitaria, una cultura da diffondere anche mediante l'applicazione dell'inserimento dello sport in Costituzione») inoltre sono stati letti i messaggi di ministri Giorgetti (Economia) e Santanché (Turismo) a sottolineare l'interconnessione virtuosa tra i rispettivi dicasteri e il ciclismo. Gran finale, l'intervento del Ministro dello Sport Andrea Abodi, che ha puntato sulla valenza dell'educazione allo sport ben al di là della mera dimensione competitiva: il ciclismo, in particolare, è il promotore del delicato e fondamentale tema della sicurezza, che si lega a tante, troppe tragedie sulle strade. Per questo, sui percorsi delle gare della Coppa Italia delle Regioni ci saranno dei traguardi volanti arancioni dedicati alla sicurezza e, nei momenti palco delle corse, saranno promossi e "lanciati" 4 temi fondamentali: sicurezza in primis, poi lotta alle malattie non trasmissibili, valorizzazione dei territori e parità di genere.

A condensare tutto ciò, il protagonista di tutto ciò. Il presidente della Lega Ciclismo Professionistico Roberto Pella: «Nei prossimi mesi la Commissione Trasporti lancerà una proposta di legge in Parlamento sul tema della sicurezza. Il ciclismo è un volano per questo e altri temi sociali di massima rilevanza, oltre che per il turismo e i mondi che compongono il Made in Italy, fino alle isole e il centro-sud che per troppo tempo hanno avuto carenza di grande ciclismo. L'impegno è quello di arrivare a toccare tutte e 20 le regioni! Ringrazio le 4 squadre Professional italiane per il lavoro che svolgono nel lanciare i nostri giovani e anche le Continental, che abbiamo coinvolto in uno spirito d'inclusività, e anche se non abbiamo una squadra World Tour abbiamo qui top manager come Luca Guercilena e Andrea Agostini a rappresentare top team come Lidl Trek e UAE. Ringrazio il ciclismo, che attraverso Coppi e Bartali fece ripartire l'Italia dalle macerie della guerra. Ringrazio il qui presente Beppe Saronni, che ha dato vita a una memorabile rivalità con Francesco Moser, i qui presenti Gianni Bugno e Claudio Chiappucci, a proposito di rivalità che infiammano la passione, e gli altri campioni mondiali Maurizio Fondriest, Paolo Bettini, Alessandro Ballan e Vincenzo Nibali. Essere accompagnato con forza ed energia da campioni di questo calibro nel mio operato è ciò che rende tutto possibile! Ringrazio tutta la squadra della Lega, una squadra unita che però ha bisogno dell'intero movimento. E ringrazio un amico come il Ministro dello Sport Andrea Abodi, e tutti i ministri per il loro supporto concreto...» e su questa chiosa, l'On. Pella si commuove strappando un sentito applauso dei presenti.

Sentiti applausi che sono seguiti in altri momenti successivi del pomeriggio. Sull'invito del governatore della Basilicata Vito Bardi («La Coppa Italia delle Regioni è un modello virtuoso che porta le giornate di gara complessive a 52, per un'Italia che fa sistema e non alimenta divisioni: pari dignità, pari visibilità, pari opportunità. E per promuovere realmente il ciclismo bisogna portare a compimento la proposta di legge sulla sicurezza dei ciclisti promossa dall'On. Pella, un atto di responsabilità.»), sulla premiazione di Andrea Agostini e Luca Guercilena con una stampa di Coppi e Bartali e pezzi di giornali che li riguardavano, sulla medaglia prodotta dalla Zecca che premierà i vincitori delle gare, e sul video da brividi che ha mostrato i maggiori successi dei 7 campioni presenti in aula. La standing ovation, in particolare, l'ha raccolta Nibali sul primo piano delle sue lacrime sul podio finale del Tour de France.

Ecco quindi la conclusione in grande stile, con le due "tavole rotonde" una a 4 e una a 3 protagonisti.

Saronni: «Dopo vent'anni da atleta e 25 a organizzare squadre, e dopo i confronti coi grandi team manager di oggi, mi rendo conto di come il ciclismo cambi anche nel giro di due-tre anni. Ci sono tante novità, in gran parte positive anche se non sempre, e con orgoglio faccio parte della Lega anche se stare dietro a Pella è impossibile! Questo presidente continuerà a stupirci.»

Chiappucci: «Chi è presente qui oggi fa ciascuno la sua parte per provare a riportare il ciclismo ad altissimi livelli. Ci sono diversi giovani talenti, nei quali ci rivediamo, ma rispetto alla nostra epoca c'è tutta un'altra preparazione e tutta un'altra tecnologia. Bisogna lavorare molto su di loro. Personalmente, quando correvo mi chiamavano moto perpetuo, e anche ora che non corro più metto sempre il massimo. Come quando ero un ragazzino che sognava di diventare professionista e vide quell'obiettivo diventare sempre meno irraggiungibile.»

Bugno: «Un tempo c'era più rispetto in gruppo per i corridori d'esperienza. Oggi nascono tutti imparati, pensano di guardare i social e di sapere tutto. Vediamo tante cadute anche a causa di questo. Un tempo prima di sorpassare corridori come Saronni ci pensavamo due volte, quasi ci scusavamo se li battevamo… Fiandre, Roubaix e pavè? Se hanno inventato l'asfalto c'è un motivo, a me i lastroni danno fastidio pure in città come Milano. Io non ero uno deciso che si buttava tanto, in discesa non andavo come gli altri tre a questo tavolo. Il futuro del ciclismo? Una volta si regalava la bici e non il motorino perché la moto era poco sicura, oggi è il contrario.»

Bettini: «Il "mio" ciclismo è quello dei miei colleghi qui presenti, oggi posso dirvi che vedo un fenomeno che si diverte. Pogacar riporta il ciclismo a una dimensione di entusiasmo che è quella di chi si appassiona al ciclismo fin da ragazzini. Sono felice che tanti di noi ex corridori giochiamo un ruolo nel ciclismo di oggi e di domani. Io amo valorizzare in bicicletta i luoghi d'Italia e non posso che essere felice della Coppa Italia delle Regioni.»

Nibali: «Dopo essere stato professionista per 18 anni, finalmente adesso vedo parlare di ciclismo in maniera concreta nelle aule parlamentari! La sicurezza stradale sta godendo di notevoli sviluppi grazie anche al PNRR, personalmente sono stato contattato più volte dal sindaco di Messina e lo vedo già lì. Purtroppo ho vissuto nelle mie squadre il dramma dei pericoli sulle strade, e all'inizio di quest'anno abbiamo visto i ragazzi della Padovani presi di mira da un automobilista con la pistola a salve. Credo ci voglia un'azione diffusa nelle scuole, promuovendo e insegnando agli studenti la cultura della bicicletta. Due mondi che si sono parlati poco.»

Ballan: «Sto cercando di dare al ciclismo parte di ciò che ha dato a me. Dato che nella mia vita in bici ne ho viste di tutti i colori, mia figlia Azzurra non volevo facesse questo nella vita. Invece è riuscita a convincere la mamma, e me di conseguenza, e oggi è una giovane ciclista di talento. Mi rivedo tanto in lei, nel suo entusiasmo, e vorrei vedere sempre più giovani che si appassionino al ciclismo potendo prendere come punto di riferimento grandi corridori. La Coppa Italia delle Regioni, valorizzando e dando vita a nuove corse di rilievo, permette di avere più "vetrine" per il ciclismo in Italia, che possono attirare giovani e sponsor.»

Fondriest: «Ho avuto la fortuna di essere il più giovane italiano campione del Mondo di ciclismo, dobbiamo cercare di utilizzare la nostra fama per fare qualcosa. Dopo la morte di Sara Piffer l'anno scorso ho chiesto a gran voce d'introdurre le "bike lane" sulle strade trentine, come in altri Paesi europei. Ne sono state fatte due in via sperimentale e il progetto si sta ampliando, sono alcune delle operazioni che si possono e si devono fare per diffondere questa cultura. Bisogna investire tantissimo nelle ciclabili e sull'educazione alla sicurezza stradale a scuola. E la sicurezza in strada ha un valore pure economico, perché incentiva ulteriormente il turismo. Bisogna inoltre auspicare il ritorno di un nuovo Nibali, o comunque giovani che riescano a realizzare ciò che abbiamo realizzato noi...»

COPPA ITALIA DELLE REGIONI 2026

Corse maschili: Giro della Sardegna, Trofeo Laigueglia, Milano-Torino, Settimana Coppi e Bartali, GP Friuli Venezia Giulia, GP Puglia, Giro della Magna Grecia, Tour of the Alps (tranne prima tappa), Giro dell'Appennino, campionato italiano, GP Larciano, Giro della Toscana, Coppa Sabatini, Memorial Pantani, Trofeo Matteotti, Gran Premio del Lazio, Giro della Romagna, Giro dell'Emilia, Coppa Agostoni, Coppa Bernocchi, Tre Valli Varesine, Gran Piemonte, Trofeo Tessile & Moda, Giro del Veneto, Veneto Classic

Corse femminili: Strade Bianche, Trofeo Binda, Sanremo Donne, Giro dell'Appennino, Gran Premio della Liberazione, GP Friuli Venezia Giulia, Giro Mediterraneo in Rosa (tappe 1-2), Giro dell'Emilia Donne, Tre Valli Women, Piemonte Women, Veneto Women

[in pdf i calendari "graficati" con date e dettagli]

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