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I VOTI DI STAGI. LO SCATTO DI ROGLIC FA CAPIRE A REMCO COSA È IL GIRO. OGGI L’HA CAPITO, IL RESTO LO CAPIRA’
di Pier Augusto Stagi | 13/05/2023 | 18:25

Ben HEALY. 10 e lode. Un due tre: l’Italia è con te! Terza vittoria stagionale per il 22enne talentino della EF Education EasyPost. Terzo successo tricolore per il tricolore d’Irlanda. Dopo le vittorie alla Coppi&Bartali (corsa che è ormai incubatrice di talenti) e al Gp Industria & Artigianato (a Larciano), ecco il primo successo rosa, il primo acuto in un Grande Giro. È l’ennesimo ragazzo del 2000: 2° alla Freccia del Brabante, 2° all’Amstel, 4° alla Liegi. Insomma, è l’ennesimo ragazzo della Generazione Z che lascia il segno. Non si sfugge.

Derek GEE. 9. Piazzamento d’onore al termine di una tappa bellissima, corsa a velocità sostenutissima. Applausi a scena aperta per un corridore che mette in scena una bellissima rappresentazione. Merito suo e non solo.

Filippo ZANA. 9. Il campione d’Italia della Jayco AlUla si deve accontentare della terza moneta, ma il vicentino è tra i grandi protagonisti di giornata, a conferma che ormai la sua dimensione sta lievitando corsa dopo corsa e alla corte di Brent Copeland sta assumendo una consapevolezza diversa.

Warren BARGUIL. 8. Il 31enne transalpino della Arkea entra nel vivo della corsa e ci resta fino alla fine. Aggancia i primi nel finale e manca il podio per pochissimo.

Carlos VERONA. 7. Lo spagnolo della Movistar è tra i tredici attaccanti di giornata, e come tutti meritano la nostra più grande riconoscenza per una tappa di grandissimo contenuto tecnico. Voto alla tappa: 9.

Mattia BAIS. 7. È il fratellone di Davide, primo ieri a Campo Imperatore, che cerca gloria oggi. Eolo Kometa sempre presente, sempre attiva e sempre convincente con l’altro gemello volante, che arriva là, con la nobiltà di questa tappa.

Toms SKUIJNS. 6,5. Il 31enne lituano finisce nella top ten, anche se è probabile che le sue ambizioni fossero un po’ diverse.

Alessandro TONELLI. 6,5. Il 30enne bresciano della Green Project Bardiani CSF Faizané fa quello che può. Chiude tra i dieci, dopo una corsa su un mangiabevi pazzesco, che non gli piega le gambe, ma gli fa girare la testa.

Tao GEOGHEGAN HART. 8. Va su del suo passo, poi con il SignorG prende la locomotiva Roglic. Corsa di sostanza, nella quale ci si studia, ci si pesa, ci si misura. Lui è all’altezza.

Primoz ROGLIC. 9. Solo Evenepoel lo vedeva nervoso, noi in questi giorni l’abbiamo visto sereno e tranquillo come pochi. Anzi, sorridente e disponibile come non mai. Oggi ha regalato al Giro la prima accelerazione, che fa male, che fa la differenza, ma è solo il primo buffetto di un Giro che promette botte da orbi.

Geraint THOMAS. 8. Tranquillo, serafico, sicuro e rassicurante: il SignorG è un uomo squadra, che fa squadra e oggi è lì: per sé, per loro, per tutti.

Damiano CARUSO. 7. Dalla sua ha l’esperienza, la conoscenza e la tranquillità. È uno che lascia dire e fare: lui fa.

Joao ALMEIDA. 6,5. Come sempre non molla. È così il portoghese, corridore di sostanza con una tenacia che se fosse bergamasco sarebbe da “mola mia”. Arriva con Evenepoel, ma non è la stessa cosa.

Remco EVENEPOEL. 5. Ha l’atteggiamento da CR7, il nostro RE1. È chiaramente il Re, il riferimento, il divo di questo Giro, che le manda a dire, che li manda a quel paese, che vede tutti nervosi. Non si discute il talento, quello c’è ed è visibile anche a chi ha problemi di diottrie, ma qui siamo al Giro, che è corsa tosta, molto più dura e complicata della Vuelta. Roglic oggi qualcosa gli ha fatto capire, il resto lo capirà.

Koen BOUWMAN. 7. Degli uomini della Jumbo-Visma è quello che più di ogni altro si fa carico di tenere alto il ritmo. Grande lavoro da parte dell’ultima maglia azzurra del Giro di un anno fa, oggi si sacrifica per la causa.

Valentin PARET-PEINTRE. 6,5. Il transalpino della Ag2r Citroen è uno dei più reattivi e determinati, in una tappa corsa a velocità supersonica. Veloci a rientrare su di lui anche Derek Gee (Israel Premier Tech), Ben Healy (EF) e Carlos Verona (Movistar). Poi su di loro rientrano anche Alessandro Tonelli (Green Project Bardiani Csf Faizanè), Filippo Zana (Jayco AlUla), Mattia Bais (Eolo Kometa), François Bidard (Cofidis), Samuele Battistella (Astana), Toms Skujins (Trek Segafredo), Warren Barguil (Arkea Samsic), Oscar Riesebeek (Alpecin) e Alessandro Iacchi (Corratec Selle Italia). Da qui nasce la corsa, con questi ragazzi ci si è divertiti.

Jonathan MILAN. 6. Volatina del gruppo con Jonathan che si va a prendere un punto su Mads Pedersen. Fa classifica.

Filippo GANNA. 19. Come il Covid. Come Lars Van den Berg (Groupama FDJ) che causa febbre, proprio come il ragazzo di Vignone, è costretto a lasciare la “corsa rosa”. L’Italia perde così uno dei corridori più rappresentativi; non dimentichiamoci che prima del via da Fossacesia si è dovuto fermare sempre per Covid anche Giulio Ciccone: non possiamo certo dire che il nostro movimento sia stato baciato da una buona stella: difatti di stelle ne abbiamo perse due.

Samuele ZOCCARATO. 39. Come la febbre. Il tampone ha escluso il Covid, ma il tappone di Fossombrone ha tagliato le gambe al ragazzo della Green Project Bardiani Csf Faizanè, che già a Campo Imperatore aveva tagliato il traguardo per ultimo, da solo. Questa mattina il 25enne padovano ci ha provato: per nulla al mondo voleva rinunciare al Giro. Ma il Covid, da queste parti, sta diventando l'avversario imbattibile.

David DEKKER. 12. Come i ritiri al momento del suo abbandono. Il velocista dell'Arkea Samsic, rimasto dolorante dalla caduta a Salerno, abbandona la corsa rosa: sono 164 i corridori rimasti in gara.

Florian STORK. 11. Era lui l'undicesimo ritirato, prima di Dekker. Paga le fatiche di questi giorni e il suo capitano in corsa Andreas Leknessund dovrà fare a meno di un prezioso compagno di squadra.

FOSSOMBRONE. 10. Il circuito finale è da favola. Tecnicamente di una bellezza infinita: bravo Mauro Vegni che ha inserito una tappa così in questo Giro numero 106, bravo il comitato di tappa che l’ha suggerito. Un circuito di rara bellezza, che potrebbe valere in futuro una sfida iridata. Pensateci.

Giro TV. 14%. Tappa rallentata e condizionata dal vento, quella di ieri. Corridori che non si danno battaglia, ma che raccolgono ugualmente la bellezza di 1.523.000 spettatori, pari al 14,86%, a confermare quanta fosse l'attesa. Numeri importanti, ottenuti nel pomeriggio, se si tiene conto che spettacoli serali come “I migliori anni” di Carlo Conti su Rai 1 fa registrare 3.047.000 di spettatori con il 19,1% di share, mentre su Canale 5 “Il Patriarca fa registrare“ 2.607.000 con una share del 15,6%. Il nostro adorato Giro d’Italia non può che esserne soddisfatto. Andando nel dettaglio: “Giro d'Italia in diretta” fa registrare 1.301.000 telespettatori, con una share 12,08%; “Giro d'Italia all'Arrivo” 2.043.000, 22.57%; “Processo alla Tappa” 874.000, 9,36%. Insomma, il Giro c’è e lo vedono!

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