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I VOTI DI STAGI. VAN WILDER LI TIRA COME CORDE DI VIOLINO, EVENEPOEL LI SUONA TUTTI: CHE FENOMENO!
di Pier Augusto Stagi | 23/04/2023 | 18:12

Remco EVENEPOEL. 10 e lode. Aveva detto che, più della Redoute, sarebbe stata pericolosa la côte de Cornémont. E lì è scattato. Lì ha fatto la differenza. Lì ha sistemato ogni cosa. Ai più può sembrare banale: senza Pogacar è un gioco da ragazzi. Non è così. Senza Pogacar perde un alleato, un importantissimo punto di riferimento. Il peso della corsa resta solo e soltanto sulle spalle del campione del mondo, che a 33 chilometri dal traguardo si scrolla di dosso tutti. Per gli altri fine delle trasmissioni. Per lui inizia lo show. A 23 anni e 88 giorni è il più giovane corridore a fare doppietta alla Doyenne (vittoria numero 5 in stagione, la numero 41 in carriera). A noi italiani toglie due record: a Moreno Argentin (l’ultimo a vincere con la maglia di campione del mondo) e a Michele Bartoli (l’ultimo capace di vincere due edizioni della Liegi consecutive). Remco, fenomeno!

Thomas PIDCOCK. 9. Ha 23 anni anche il ragazzo britannico della Ineos, ma sulla sua strada trova sempre dei fenomeni. Domenica scorsa all’Amstel Pogacar, oggi Evenepoel. Lotta Tom, come un leone. Incassa e porta a casa, l’ennesimo secondo posto di valore, ma questo è un grande corridore, che, purtroppo per lui, deve fare i conti con dei fenomeni.

Santiago BUITRAGO. 8. Quanti anni ha questo ragazzo colombiano del Team Bahrain? Chiaramente 23. Tre ragazzi di 23 anni sul podio della classica più vecchia. La gioventù al potere e la Doyenne li premia. Santiago un podio di valore, che lo potrà valorizzare.

Ben HEALY. 8. Anche questo ragazzo irlandese della EF è un classe 2000, e fa una gara maiuscola, di grande sostanza, di assoluto valore.

Valentin MADOUAS. 7,5. Il 26enne corridore di Brest ottiene una buonissima top 5 in una classica esigente e difficile come la Doyenne. Dopo l’11° posto domenica all’Amstel, adesso andrà in letargo per preparare nel migliore dei modi il Tour, in appoggio a David Gaudu.

Guillaume MARTIN. 7. Il 29enne parigino della Cofidis si porta a casa un più che onorevole 6° posto. Per uno come lui è tanta roba.

Tjesi BENOOT. 5,5. Il 29enne corridore di Gand è il migliore dei calabroni della Jumbo Visma, che in questa campagna del Nord raccoglie molto poco. Troppo poco. Chiaro, loro puntano ai Grandi Giri, ma con il team che si ritrovano i piazzamenti non sono proprio un obiettivo.

Patrick KONRAD. 5,5. Il 29enne corridore della Bora Hansgrohe chiude la sua fatica con un 8° posto, ma che fatica…

Mattias SKJELMOSE. 7. Anche il ragazzo danese della Trek-Segafredo è un 2000, ha soli 22 anni, e dopo l’8° posto all’Amstel e il 2° alla Freccia Vallone, si porta a casa un importante 9° posto a Liegi. Il ragazzino ha stoffa, niente da dire.

Marc HIRSCHI. 6,5. La UAE Emirates perde subito il capitano e si ricicla con il 24enne svizzero che porta in albergo e a casa un più che dignitoso 10° posto.

Maxim VAN GILS. 6,5. Un 11° posto per questo ragazzo belga di soli 23 anni della Lotto Dstny. Lotta e resta lì, in una giornata fredda come poche.

Michael WOODS. 5. Il 36enne canadese della Israel Premier Tech esce dai dieci, in una corsa esigente e fiaccante, tignosa come poche. È uomo navigato, ma va nel finale imbarca: acqua.

Giulio CICCONE. 6. Lotta come può e finché può. Meriterebbe almeno un posto nei dieci per quello che mette in mostra, ma non sempre la fatica viene ricompensata.

Ilan VAN WILDER. 10. Il 22enne di Jette è un prodigio. Tira come un ossesso sulla Redoute. Li tira tutti al limite, tende il gruppo come una corda di violino. Poi Remco li suona.

Tadej POGACAR. 17. Eravamo tutti eccitati per la Grande Sfida, che non c’è stata. I due - Tadej e Remco - non si incontravano dal mondiale dello scorso anno di Wollongong, sia in linea, vinto dal giovane belga, che a crono, dove Remco si è preso la medaglia di bronzo e Tadej ha chiuso 6°. Niente da fare, una caduta ci toglie uno dei grandi protagonisti. È il ciclismo, sport crudele e spietato, che non guarda in faccia nessuno, visto che è democratico come pochi. Solo una settimana fa aveva evitato una caduta per un niente, oggi… niente. Una riflessione. Per le Classiche fiamminghe l’unico che può battere Tadej è Van der Poel. Per le classiche delle Ardenne l’unico che può rendergli dura la vita è Remco Evenepoel. Per i Grandi Giri l’unico che può fargli perdere in sorriso è Jonas Vingegaard. Quale è la riflessione? Cambiano gli scenari e Tadej c’è: sempre.

Eric MAS. 4. Problemi di stomaco, più volte costretto a fermarsi. Su quei continui su e giù gli viene il mal di mare. Giornata no per lui, ma anche per gran parte degli spagnoli. Mikel Landa? Ritirato.

Simone VELASCO. 7. Il 27enne bolognese della Astana Qazaqstan è il secondo degli italiani in questa Liegi. Chiuderà con un più che onorevole 19° posto (Lorenzo ROTA 20°, Matteo SOBRERO 21°), ma è il primo a trovare la fuga di giornata con Jason Osborne (Alpecin-Deceuninck), Lars Van den Berg (Groupama-FDJ), Georg Zimmermann (Intermarché-Circus-Wanty), Fredrik Dversnes (Uno-X) e Johan Meens (Bingoal WB). Sono loro a prendere subito il largo nella “Doyenne”. Solo in un secondo tempo vengono raggiunti da Mathis Le Berre (Arkéa-Samsic), Paul Ourselin (TotalEnergies), Alexandre Balmer (Jayco-AlUla), Ruben Apers (Flanders-Baloise) e Héctor Carretero (Equipo Kern Pharma). La sua è una corsa semplicemente maiuscola, di assoluto valore. È l’ultimo ad arrendersi con Jan Tratnik (Jumbo-Visma).

Jan TRATNIK. 7. Il 33enne corridore sloveno della Jumbo-Visma rientra sulla fuga di testa, quella di Velasco, tutto solo. Poi è lui a dare impulso all’azione. È lui a strappare e l’unico a resistergli è il nostro Velasco. Jan è tipo tosto e in una corsa così tosta non può che esaltarsi.

Julian ALAPHILIPPE. 5,5. Per la sua generosità è chiaramente da 8. Uomo squadra, uomo di raccordo, uomo d’esperienza, ma al sottoscritto che lo ha sempre adorato, vederlo in questa veste non incatena il cuore. Ho negli occhi e nella mente un altro Julian, sono certo che al Tour lo ritroveremo, per ora è solo la sua controfigura.

CLASSICHE DEL NORD. 10 e lode. Ci metto anche la Sanremo, anche se non è una classica del Nord, ma è un Monumento ed è un classico che le corse Monumento sono state vinte tutte da corridori monumentali e, soprattutto, per distacco. A Sanremo Mathieu Van der Poel, per distacco. Al Fiandre vittoria strepitosa e straripante di Pogacar, per distacco. Alla Roubaix, altro show disarmante di Van der Poel, per distacco. Alla Liegi nuovo show di un uomo solo al comando: Remco Evenepoel. Per distacco. Questi 3 sono tre veri fenomeni: per distacco. Su tutti.

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