I PIU' LETTI
VIVIANI, L'ALFABETO DI UN CAMPIONE
di Pier Augusto Stagi | 30/12/2019 | 08:10

Il tempo di fermarsi per fare due chiacchiere ed è già ora di rimettersi in sella. Elia Viviani le sue tre settimane di stacco le ha fatte, e come l’anno scorso si gode una stagione di altissimo livello che gli è valsa il secondo Oscar tutto­BICI consevutivo della carriera. Con lui pochi preamboli, ma una serie di domande, che vanno dalla A alla Z, un modo co­me un altro per conoscerlo sempre di più e sempre meglio.

A come Amore. È dal 2012 che sono assieme ad Elena (Cecchini, ndr) e la nostra è una storia d’amore davvero bellissima che vive sull’asse Mona­co-Udine, Verona ormai è solo di passaggio. I miei genitori li vedo solo alle corse e grazie a loro, che quando possono prendono il camper e vengono da me. Matrimonio? L’anno prossimo potrebbe essere anche l’anno giusto, ma dopo le Olimpiadi. Ciclisticamente parlando, invece, l’amore è l’Australia. È due anni che la mia stagione parte a quelle latitudini e mi va benone: l’anno prossimo non cam­bio di certo il copione.

B come batoste. Una sola: al Giro d’Italia. Mi brucia ancora. Quei dieci giorni non mi sono piaciuti proprio. Un mix di emozioni particolari: mi al­zavo bene, felice di andare al via con la mia maglia tricolore, poi finivo male. È stato un incubo, dove la testa ha am­morbato le gambe con negatività eccessive che non sono stato capace di allontanare.

C come Cofidis. È la quarta maglia che vado a vestire da quando sono professionista (2010, ndr). È una sfida che mi esalta e allo stesso modo mi eccita. So perfettamente che vengo da due squadre super (Sky e Deceunick Quick Step, ndr), le più forti del mondo, ma la Cofidis ha fatto di tutto per vedermi vestito con i loro colori. Io sarei anche restato alla Deceunick e probabilmente Patrick (Lefevere, ndr) mi avrebbe an­che tenuto, ma i transalpini mi han­no convinto con il loro progetto, con la loro voglia di crescere e fare un ulteriore step. Vogliono creare qualcosa di nuovo e questo mi stimola parecchio. La squadra ha voglia di crescere e a me piace mettermi nuovamente in gioco. E poi sento un affetto incredibile attorno a me, anche da parte degli sponsor made in Italy, i quali hanno deciso di seguirmi in questa nuova avventura, come la cicli De Rosa, il maglificio Nalini, la Campa­gnolo, la Elite, la Named e la Dmt che sono da sempre le mie scarpe. Non è un mistero: Federico Zecchetto è il mio padre ciclistico.

D come Deceuninck. Devo tanto a loro. È squadra pazzesca, non ci sono punti deboli. È il massimo che ci possa essere sulla piazza per un corridore che ambisce a fare al meglio il proprio lavoro. È il perfetto equilibrio tra top team e squadra famiglia. Loro sono abituati a scendere dal motorhome 200 giorni all’anno per vincere. Io, il prossimo anno, spero di contenerli un po’.
D anche come Davide: Bramati. Sin da subito è stato la mia persona di riferimento. È un motivatore pazzesco. Tan­te volte ci crede più lui di noi corridori. Se sono riuscito a vincere l’Italiano a Boario Terme è grazie a lui che ha creduto in quel progetto fin da subito, molto più del sottoscritto.

E come Energia. È necessaria per gestire stagioni così importanti e so­prattutto quella del prossimo anno. Come sarà a grandi linee il mio programma di gare? Tour Down Under, febbraio per preparare le classiche, poi Tirreno, Sanremo e il Belgio dove vorrei mettermi alla prova un po’ in tutte le grandi corse, ad incominciare dal Fiandre che finalmente correrò con assoluta libertà d’azione. Poi vediamo, se corro il Giro bene, altrimenti mi ve­drete anche alla Roubaix. Poi il Tour de France prima delle Olimpiadi. C’è anche una maglia stellata di campione Europeo da difendere in Trentino, però prima voglio capire come sarà il percorso.

F come Fortuna. Quella ci vuole sempre. F come Fiandre, con la San­remo è la classica dei miei sogni. Non mi sento lontanissimo, anche se sono realista: non sono un super specialista. Correrla libero sarà sicuramente bello.

G come Giro. Nonostante sia andato male quest’anno, io penso all’edizione 2018 e vorrei ripeterla. C’è poco da fare, il Tour è il Tour: per la vetrina, la grandezza, per quello che rappresenta e vale. Per un italiano il Giro è davvero tutto. Il calore dei tifosi fa la differenza. Io ne vado matto.

H come Hotel. Quanti ne ho visti e ne ho girati. Ormai la nostra vita è fatta di cambi di camera e condivisione. Ci vuole adattamento, e non è facile.

I come Inerzia. Dopo due annate fantastiche, spero di proseguire di slancio e ripetermi nuovamente. E da due anni che sono nella top ten dei corridori mondiali e mi trovo bene.

J come Juventus. Sono un po’ preoccupato perché non siamo brillantissimi, abbiamo avuto momenti mi­gliori. Io sono un orfano di Allegri, ma è anche vero che bisogna lasciare il tem­po necessario a Maurizio Sarri.

K come Kilometri. Nel 2019, giorni di gara 92. 12 mila i km percorsi in competizione e 26.000 quelli totali.

L come Lavoro. È la mia filosofia: il lavoro paga sempre. Ne sono assolutamente convinto. Durante l’anno - dopo le classiche e i Grandi Giri - mi concedo al massimo sette giorni di stacco e recupero. A fine stagione, invece, di stacco faccio tre settimane. Nessuna attività, nemmeno palestra. Io non ho mai avuto paura del lavoro ma neanche di riposare. Sono un po’ integralista anche in questo. Il riposo fa parte del lavoro.

M come Milano-Sanremo. Mi manca solo quella. È la corsa del cuore. Il grande obiettivo che coltivo da sempre e per tutto l’inverno. Quando ci sono arrivato meglio e più vicino? L’an­no che ha vinto Kwiatkowski: sta-vo benissimo e alla fine sono arrivato nono.

N come Numeri. C’è l’obiettivo 100 vittorie su strada (al momento sono 78, ndr). Nei prossimi due anni con la ma­glia della Cofidis è un traguardo assolutamente alla mia portata. Però chiedo anche qualità alle vittorie. Quindi… Al momento i numeri sono belli e sono anche di un certo livello: 1 titolo italiano; 1 europeo; 5 tappe al Giro; 3 alla Vuelta; 1 al Tour; 3 Amburgo; 1 Plou­ay; 1 Cadel Evans; 1 London Classics. Su pista. Oro a Rio, 2 argenti mondiali, 1 bronzo mondiale, 8 titoli europei, 13 italiani.

O come Oscar. Secondo anno consecutivo come uomo dell’anno: è la di­mostrazione che le ultime due stagioni sono state molto buone e belle. Vittorie di qualità. E la vostra classifica di rendimento rispecchia alla perfezione quella mondiale: non si discute. Ne vado molto orgoglioso. O come Olimpiade. Più che all’oro vecchio, guardo a quello nuovo. Ri­pen­so a quello che ho fatto per arrivare a Rio al top e voglio difendere il titolo e poi già che ci sono perché non provare a fare qualcosa anche con il quartetto e l’americana? Con il nuovo Omnium è tutto di­ver­so. È un Omnium di resistenza. Quattro gare in un solo giorno. Valori alti per più tempo. Stiamo lavorando ma abbiamo capito cosa va fatto. Co­fidis ha sposato anche questo progetto e poi non dimentichiamoci che nel 2024 le Olimpiadi saranno a Parigi. Quello potrebbe essere il mio punto di arrivo.

P come Pista. Io mi diverto, c’è poco da fare. Grazie al gruppo che ha creato Marco Villa. Non c’è più solo Elia ma anche Ganna, Scartezzini e tantissimi ragazzi molto bravi e di ta­len­to. Negli anni ho cambiato qualche squadra, ma questa non la cambio.

Q come Quadro. Amo mettere le mie maglie in mostra: le ho tutte. Sono sparse un po’ a casa mia e nel negozio di bici (Evolution Bike, a Vallese di Op­peano, ndr) gestito da mio fratello. Di ogni anno, tengo da parte la ma­glia della squadra e la cartolina con i compagni, oltre a tutte le mie biciclette.

R come Ritiro. I due al Giro. In quello del 2016 sono arrivato fuori tem­po massimo; quest’anno sapete co­me è andata. Questi sono gli unici due ritiri nei Grandi Giri, anche se questi abbandoni poi mi portano al riscatto. Alla reazione. Generalmente da questo tipo di batoste io ricavo la forza e l’energia necessaria per dimostrare che si è trattato solo di debacle passeggere. Quello di quest’anno è stato un problema mentale. Per la prima volta la mia testa non mi ha supportato. Nel 2016 mi sono arreso perché il fisico è saltato, quest’anno la testa era piena di negatività.

S come Squadra. È fondamentale. In questi due anni ho capito che tu devi essere al massimo, ma se vuoi portare a casa dei risultati devi avere al proprio fianco grandi corridori. Alla Cofidis mi sono portato Fabio Saba­ti­ni, Simone Consonni, mio fratello Attilio, ma lì ho altri atleti di grande livello come Laporte.

T come Traguardo o Tour, ma dico T come Tragedie. Troppe. Dobbiamo fare di più per evitarle. Le auto in corsa, i percorsi troppo pericolosi, la mancanza di protezioni, la superficialità di corridori e organizzatori: dobbiamo fare di più. Ognuno deve fare la sua parte.

U come Under. Secondo me abbiamo ragazzi molto interessanti. Con al­cuni ho corso Agostoni e Bernocchi. Ho visto dal vivo l’europeo di Dainese, e il mondiale di Battistella. Questi due ragazzi hanno avuto il coraggio di uscire da casa, dai confini, si sono messi in gioco con team stranieri. Non hanno avuto paura di rischiare di prendere porte in faccia nella speranza di aprirne qualcuna.

V come Viviani. Nel 2020 ce ne saranno due: Attilio. Ci ho sempre creduto, anche se non era facile. Ma ha conquistato tutto da solo. Ha fatto lo stagista e ha anche vinto subito in maglia Cofidis. V come vittoria. Il mio fine.

W come W IL CICLISMO. W questo sport. Lo adoro, lo amo. A volte vorrei anche fare di più per i ragazzini, ma quando posso do il mio contributo. W il ciclismo. W chi lo aiuta a crescere. W i genitori che pensano prima a mettere in sella i loro figli e li seguono rispetto quelli che pensano solo a correre loro.

X come... Spunta. Una X per spuntare i traguardi raggiunti. Me ne mancano pochi. Però qualche x c’è ancora. Una grande.

Y come Yorkshire. È una delle poche gare che da spettatore mi ha fat­to male. Mi sono immaginato in Mat­teo (Trentin, ndr) e sono riuscito a scrivergli solo la sera tardi. Lui ci credeva ciecamente e ci è arrivato alla grande. Pedersen se lo è meritato, ma Matteo ha corso da campione. Cosa si deve rimproverare? Nulla.

Z come Zero. Io ho questa mentalità: riparto sempre da zero. Mai arrivato, mai appagato. Io penso al prossimo anno, al 2020, che di zero ne ha almeno due. Voglio vincere e le scu­se stanno a zero. Quanti Oscar tut­toBICI? Zero, lo voglio il prossimo anno.

da tuttoBICI di dicembre

Copyright © TBW
TUTTE LE NEWS
Dopo aver divertito grandi e piccoli negli anni '70 con le divertenti bici cross caratterizzate da sospensioni XXL, l'iconico brand Saltafoss ritorna sulle strade cittadine e sui percorsi sterrati con...

BT SBL è lo smanicato tecnico super leggero (Breezy Touch) progettato da SIXS specificamente per il ciclismo (strada, gravel, MTB). È infatti il principale prodotto della linea LIGHT BT V2...

La nuova linea SIXS LIGHT BT V2 nasce per affrontare l’estate nel modo più naturale possibile, lasciando il corpo libero di respirare anche quando il caldo aumenta, la sudorazione diventa...

Castelli svela la sua nuova gamma Hot Weather, un insieme di capi progettati per eccellere quando le temperature salgono ed il sole martella. I plus? Massima ventilazione, rapidissimo allontanamento del...

Drali Milano è pronto per il Giro Next Gen, un viaggio di 1082 km dal 14 al 21 giugno. L’azienda milanese sarà al fianco del Team Drali Repsol per affrontare...

Ci siamo, domenica 14 giugno i professionisti dei Doctorbike Academy proporranno un corso di guida per l’off-road per ogni livello di preparazione. Che tu sia alle prime armi o un...

Sembra ieri, ma sono già passati 25 anni da quando BOA® si è affacciata nel mondo dello sport, una storia intensa fatta di continue innovazioni che hanno migliorato molti aspetti,...

Il nuovo fanalino Magicshine combina il sistema Duo Optics con anabbagliante a cut-off per città e gruppo e un potente abbagliante da 1300 lumen per massima visibilità ad alta velocità....

Lo storico e difficile rapporto tra bici e specchietto retrovisore trova un punto di svolta oggi grazie a R21 di Rizoma, un retrovisore minimale, aerodinamico e dotato di ottica Zeiss®,...

E con questa fanno cinque, cinque stagioni insieme. Dal 2022, infatti, Santini Cycling firma le jersey ufficiali delle classifiche del Tour de France: la Maglia Gialla, la maglia verde, la...

Torq Stick Pro Digital è la proposta di Topeak, marchio distribuito in Italia da Ciclo Promo Component, per potenziare ogni piccola officina domestica. Il kit include anche una comodissima chiave...

Prologo sale per il terzo anno consecutivo sul gradino più alto del Giro d’Italia, questa volta per merito di Jonas Vingegaard. Lo scalatore danese del Team Visma | Lease a...

Garmin (NYSE: GRMN) festeggia il Global Running Day & il Global Cycling Day condividendo i report relativi ai dati running e cycling. Che si tratti di sentieri, strade, pendii montani...

TAAC, il marchio del Gruppo Mandelli specializzato in abbigliamento e accessori per la bici, si conferma un brand concreto e preparato in grado di mettere a punto una collezione estiva...

ASSOS e Db celebrano la loro prima collaborazione con un sistema esclusivo di tre elementi, ovvero la Roamer Pro Split Duffel 50L, il Torq Trunk e la Crown Case, un...

La Unbound Gravel rappresenta per molti la gara gravel per antonomasia ed anche un benchmark per le aziende, sempre pronte ad innovare per dare ai propri atleti importanti marginalità per...

La tendenza è questa ed innegabile che tutti i principali protagonisti del WorldTour pedalino oggi con scarpe dotate di lacci. Ad essere svelate nelle ultime ore sono state le Trek...

Ursus rafforza la propria presenza nel mondo della MTB con una nuova partnership internazionale. Per la stagione 2026, l’azienda di Rosà (Vicenza) fornirà le ruote al Team KMC, una...

È ufficialmente in vendita NALINI AEROBAG BIBSHORT, il primo pantaloncino a integrare un sistema airbag sviluppato specificamente per il ciclismo, Il rivoluzionario prodotto nasce dall’incontro tra innovazione tecnologica, ricerca sui...

Partiamo dal primo punto fermo, ovvero dalla “Equation of Speed”, il modello messo a punto da Specialized in cui troviamo tutto quello che serve come coefficiente aerodinamico, peso, caratteristiche del...

Partiamo da un verdetto che sembra inappellabile: sfruttando una pari costruzione, pneumatici da 32 mm offrono un guadagno nel rotolamento del 5% rispetto ai modelli da 30 mm, migliorando inoltre...

L’ottima storia di Northwave nel mondo del ciclismo off-road continua con una vera regina, ovvero la nuova Extreme X, la calzatura che l'azienda trevigiana ha pensato per il ciclismo moderno che...

Se nel gravel una maglia e bib aero non sono più abbastanza per voi, la soluzione giusta si chiama Unlimited Speedsuit, il body prodotto da Castelli sulle indicazioni di chi...

Il Giro d’Italia è arrivato a Milano e per Nuncas la quindicesima tappa ha significato un vero e proprio benvenuto a casa. L’azienda milanese, da anni specializzata nella cura dei...

VIDEO TEST
ALTRI VIDEO DI TEST




TAAC, il marchio del Gruppo Mandelli specializzato in abbigliamento e accessori per la bici, si conferma un brand concreto e...
Se nel gravel una maglia e bib aero non sono più abbastanza per voi, la soluzione giusta si chiama Unlimited...
di Giorgio Perugini
Ci siamo, entriamo nella settimana che porta all’Unbound, un evento che con The Traka rappresenta una sorta di mondiale per...
La nuova Dimension R2 CPC è la versione dotata di tecnologia Connect Power Control della più classica Dimension R2, una...
di Giorgio Perugini
Detta così potrebbe sembrare una favola ma questo è quello che realmente accade, anche se l’ultimo passaggio, ovvero quello della...
di Giorgio Perugini
Prendete la Corretto Jersey, abbinatela ad un pantaloncino Espresso 2 ed il gioco è fatto: ecco a voi il Saturday Morning...
di Giorgio Perugini
L’occhiale 030 è una delle novità Salice per il 2026 ed è un prodotto moderno e versatile dotato di una...
di Giorgio Perugini
830 grammi di pura originalità, cosi si presenta Anima, la bici gravel prodotta da Guerciotti per chi vive di alte...
di Giorgio Perugini
Non sono certo una novità assoluta, ma una cosa dovremmo subito metterla in chiaro: le 303 XPLR S sono ruote...
di Giorgio Perugini
Alzi la mano chi non ha ancora compreso quanto sia importante avere con sé un gilet nelle varie uscite! A...
di Giorgio Perugini
Oggi più che mai il mercato del ciclismo è saturo di bici dalle altissime prestazioni, prodotti esclusivi sia per l’alto...
di Giorgio Perugini
Il casco Cytal è una delle ultime novità POC ed è stato largamente apprezzato dai professionisti che lo hanno utilizzato...
di Giorgio Perugini
Le premesse sono state tutte rispettate, la nuova giacca ALPHA 150 di Castelli ha una resa eccellente nei confronti del...
di Giorgio Perugini
Il casco Nirvana è stato l’ultimo prodotto presentato da KASK, un elemento che il team Ineos Grenadiers ha sfruttato a...
di Giorgio Perugini
Siamo alla quarta generazione per la celebre sella SLR di Selle Italia,  una dinastia di selle che attraversa indomita diverse...
di Giorgio Perugini
Spesso siamo portati a pensare che il pedale sia un oggetto definito che non può cambiare, insomma, un elemento della...
di Giorgio Perugini
Umido o asciutto? Eccoli qui, i due estremi che vi fanno tremare quando pianificate la vostra uscita quotidiana e non...
di Giorgio Perugini
Pare che l’idea di partenza sia proprio questa, ovvero quella di interpretare un nuovo concetto di occhiale sportivo in cui...
© 2018 | Prima Pagina Edizioni Srl | P.IVA 11980460155
Pubblicità | Redazione | Privacy Policy | Cookie Policy | Contattaci

[X] Il nostro sito web utilizza i cookies (piccoli file salvati sul tuo hard disk) per migliorare la navigazione, analizzare l'accesso alle pagine web e personalizzare i propri servizi. L'utente è consapevole che, se esplora il nostro sito web, accetta l'utilizzo dei cookies.
Per maggiori informazioni consulta la nostra privacy policy