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ALLA SCOPERTA DELLA GREEN MOUNTAIN, L’ALPE D’HUEZ D’OMAN
di Carlo Malvestio | 01/03/2019 | 07:58

La Haute Route Oman è cominciata con il botto. Nella prima tappa della nuova rassegna amatoriale mediorientale, gli atleti non hanno avuto nemmeno il tempo di prendere confidenza con le strade omanite, perché la Jebel Akhdar, la Green Mountain, salita simbolo del paese, li attendeva pochissimi chilometri dopo il via ufficiale dal Golden Tulip Hotel di Nizwa.

13,7 chilometri infernali al 10,3% di pendenza media, in un contesto arido e roccioso che rende la scalata ancora più suggestiva. Appartenente alla catena montuosa di Al Hajar, la chiamano “montagna verde”, ma di verde in realtà ce n’è ben poco; questo nome deriva dal fatto che, essendo una delle zone più piovose del paese (in Oman piove meno di 20 giorni l’anno), è possibile che nei punti più alti possano crescere alberi e cespugli, per un terreno particolarmente adatto all’agricoltura (melograni, noci, albicocche, pesche e uva nera).

È una salita vera, con 1400 metri di dislivello, che dà poco spazio per respirare, presenta diversi tornanti, l’asfalto è in perfette condizioni, la carreggiata è larga e il vento è un fattore costante col quale confrontarsi, con raffiche sopra i 30 km/h. La cima è posta a 2300 metri, e se a valle ci sono 25° in cima non ce ne sono più di 14. Non ha nulla da invidiare alle grandi montagne europee e non è sicuramente un caso che venga considerata l’Alpe d’Huez d’Oman, della quale, numeri alla mano, dovrebbe essere ancora più impegnativa. 

Negli ultimi anni la Green Mountain è diventata lo spartiacque, decisiva ai fini della classifica generale, del Tour of Oman dei professionisti. Solo per fare alcuni nomi, sono riusciti ad alzare le braccia al cielo su questo traguardo Vincenzo Nibali nel 2012 e 2016, Joaquim Rodriguez nel 2013 e Chris Froome nel 2014, a conferma del fatto che per vincere qui bisogna avere delle gambe fuori dal comune. È però importante sottolineare come i professionisti non abbiano mai affrontato l’intera scalata, visto che il traguardo è di solito posto dopo 6 chilometri al 10,5%. Nella prima edizione della Haute Route Oman, invece, i cicloamatori hanno dovuto affrontarla tutta, compreso il tratto conclusivo non compreso nei dati della salita vera e propria. In totale, quindi, si parla di 19,5 chilometri all’8,2%, per un totale di circa 75 chilometri di corsa (leggermente accorciata a causa del vento) con continui saliscendi. Non male come battesimo per la gara.

Ovviamente i corridori sono arrivati alla spicciolata, con la vittoria che è andata allo svizzero Guillaume Bourgeois, l’australiano Adrian White secondo a 1’38” e il francese Thomas Berger terzo a 4’20”. Dei 265 partenti, uno solo è italiano, ed è il 48enne Paolo Donati della Nuova Ciclisti Forano-I Reccapezzati. Appassionato granfondista, Paolo gestisce una trattoria-tabaccheria-bar a Forano, in provincia di Rieti, ed è un cultore delle corse amatoriali in luoghi diversi e lontani da quelli che di solito sono mete predilette dagli amatori italiani. Nonostante più volte si sia messo alla prova sulle Alpi, anche lui è rimasto colpito dalla durezza della Green Mountain: «Tra le salite che ho fatto in vita mia, e ne ho fatte molte, è sicuramente tra le più dure – spiega a tuttobiciweb – Non ci sono punti di riferimento, ci sono giusto due tratti in falsopiano dove puoi respirare, dopodiché è solo sofferenza. Da questo punto di vista mi ricorda il Terminillo, che però ha pendenze meno ripide. Inoltre c’è il vento che rende tutto più difficile».

Paolo, che è giunto in Oman con moglie e figlia, è attento anche ai dettagli dell’evento, visto che è l’organizzatore della Granfondo del Velodromo di Forano, che si svolgerà il prossimo 7 aprile con partenza e arrivo proprio dal velodromo: «È la prima volta che partecipo ad un evento della Haute Route e devo dire che l’organizzazione è davvero ottima – ammette – Per me che sono a mia volta organizzatore di una Granfondo, è utile per prendere spunto. L’idea di non comprendere nella corsa la discesa della Green Mountain è stata ottima, e anche avere la linea di partenza fuori dal proprio hotel non è affatto male».

Ordine d’arrivo Prima Tappa Haute Route Oman 

1

 

Guillaume Bourgeois

 

CH

 

10:08:04

2

 

Adrian White

 

AU

 

10:09:42

3

 

Thomas Berger

 

FR

 

10:12:24

4

 

Ignacio Nuñez castaño

 

ES

 

10:16:18

5

 

Nol Van loon

 

NL

 

10:16:54

6

 

Ander Gamon

 

ES

 

10:17:13

7

 

Neil Kerr

 

GB

 

10:19:28

8

 

Felix Prinz

 

DE

 

10:21:20

9

 

Bastian Döhling

 

DE

 

10:21:30

10

 

Alistair Christie

 

GB

 

10:23:18

 

 

 

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