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LA STORIA DI KYFFIN: DAL RISCHIO DI SMETTERE AD UNA NUOVA AVVENTURA NEL TEAM TERENGGANU
di Giorgia Monguzzi | 14/07/2026 | 08:10

Può una vittoria cambiare tutto? Spesso si da poco peso ai successi che tra i grandi campioni rischiano di diventare uno dei tanti nella collezione, ma per Zeb Kyffin ha davvero fatto la differenza ed è proprio grazie ad una vittoria che ha proseguito la sua avventura come atleta professionista. Avevamo fatto la conoscenza del corridore britannico durante la scorsa edizione del Tour of Langkawi quando ci aveva raccontato di essere volato in Malesia con tanta voglia di fare bene, ma con la certezza di non avere un contratto per l’anno successivo con l’allora Unibet Rocket. Poi nella penultima tappa, la penultima corsa della stagione e magari addirittura della sua vita, aveva provato il tutto e per tutto raggiungendo una vittoria che gli aveva però regalato qualcosa di ancora più speciale: un contratto per il 2026.

Il suo ingaggio per il Team Terengganu annunciato a metà dello scorso novembre ci era sembrato subito qualcosa di eccezionale anche perché la sua vittoria era arrivata proprio battendo un corridore di quella squadra. E’ stato speciale incontrarlo nuovamente dall’altra parte del mondo, al Tour of Magnificent Qinghai, sorridente e con una nuova maglia e così poco alla volta ci siamo fatti raccontare i retroscena di quella storia un po’ pazza, ma bellissima. «Quando sono partito per il Tour of Langkawi sapevo che non avrei avuto un contratto per il 2026, la mia vita da qualche anno era cambiata, ero diventato un corridore a tempo pieno ma ero di fronte al rischio che sarebbe potuto finire tutto. Una volta arrivato in Malesia ho incontrato Danny Feng del Team Terengganu, era una squadra che mi aveva sempre affascinato e mi sono presentato dicendo che non ero né uno sprinter né uno scalatore puro ma potevo aiutare gli altri. Lui mi ha risposto che avrei avuto quella settimana di gara per dimostrargli quello che sapevo fare e così ho cercato di prendere a mia occasione» quello che succede dopo ha dello straordinario, il britannico attacca negli ultimi chilometri, arriva a braccia alzate e dopo il traguardo tra la gioia e l’emozione racconta al mondo la sua storia. Alla sera il suo telefono è inondato di messaggi, tante congratulazioni, ma soprattutto quello di Danny Feng: il posto in squadra è suo.

L’avventura nel Terengganu Cycling Team è qualcosa di assolutamente diverso sia per le gare che per la mentalità perché correre per un team malese significa che il calendario sarà tutto dall’altra parte del mondo ma non solo.  «La ma vita è cambiata completamente perché mi sono ritrovato a correre sempre lontano da casa, fare trasferte lunghissime e visitare paesi che non avevo mai visto prima. Nonostante la base asiatica ci sono molti europei, il modo di fare di staff e direttori sportivi è molto diverso rispetto a quello a cui ero abituato: non impongono delle regole di corsa, ci fanno sentire a nostro agio, ognuno ha la possibilità di dire la sua creando un dialogo aperto. L’anno scorso lo stress era troppo, per me non c’era mai spazio, dovevo sempre seguire gli ordini e mettermi a disposizione degli altri sapendo che non mi avrebbero rinnovato il contratto, era troppo » ci spiega Kyffin che apprezza questa mentalità aperta con meno stress e più voglia di fare. Il suo 2025 infatti lo aveva portato al limite, tanta pressione, ma zero possibilità di dimostrare cosa fosse realmente in grado di fare e così con la certezza di essere lasciato a piedi aveva iniziato a pensare un po’ più alla sua corsa e meno a quella degli altri.

Nel team malese il ruolo di Kyffin è quello di regista in corsa, mette la sua esperienza a disposizione dei compagni, ma non deve rinunciare alle proprie aspirazioni personali.   «Qui mi hanno dato da subito un ruolo importante, cerco di mettere la mia esperienza a disposizione dei compagni ed avendo corso tanto in Europa cerco di gestire la corsa. Il mio compito è quello di fare da lead out al nostro velocista e di aiutare il nostro piccolo scalatore a risalire il gruppo il più velocemente possibile, ma questo non significa che io non abbia le mie possibilità, anzi tutt’altro. Ho tante occasioni per fare bene senza dovermi sacrificare, ho fatto due top ten nelle classifiche generali in India e in Giappone e diversi piazzamenti e spero di raccogliere qualcosa non solo per me ma soprattutto per il team che mi ha accolto a braccia aperte. » prosegue con un grande sorriso rivelandoci di aver trovato finalmente un posto che lo fa stare bene e di aver riscoperto la bellezza di andare in bici.

 Ieri sulle strade del Tour of Magnificent Qinghai lo abbiamo visto andare all’attacco e giocarsi le sue carte. All’arrivo è stato accolto in modo trionfale proprio da quel team che, alcuni mesi prima aveva battuto,  ora però è diventato la nuova casa. Forse le storie più belle nascono così per caso, da un sogno sul punto di finire e da  una svolta improvvisa che crea una nuova strada.

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