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SQUIBAN, DA UNA BICI REGALATA PER NATALE ALLE DUE TAPPE VINTE AL TOUR
di Giorgia Monguzzi | 26/12/2025 | 09:30

Maeva Squiban è stata la grande scoperta del Tour de Fance Femmes, la giovane transalpina è andata a segno per due giorni consecutivi rivelando al mondo il suo talento e diventando automaticamente una delle atlete più attese anche della prossima stagione. È stato un risultato davvero speciale che ha stupito tutti quanti e in particolare se stessa, la vittoria in una tappa della corsa di casa era solo un grande sogno che aveva iniziato a coltivare sin da ragazzina quando, proprio il giorno di Natale, ha incontrato il ciclismo.

Da bambina ha sempre praticato pallamano, uno sport che la divertiva e che avrebbe voluto portare ancora avanti, ma quando ha 14 anni i suoi genitori le  regalano una mountain bike rosa per uscire con gli amici e tutto cambia. I suoi compagni di scuola gareggiano in una piccola squadra locale, lei pur di passare del tempo con loro inizia a fare qualche uscita, qualche allenamento e finisce con il divertirsi e mettere da parte la pallamano per fare posto al ciclismo. «Ho iniziato per gioco e perché semplicemente volevo stare con i miei amici, avevo una bici tutta nuova e volevo provarla. Ho iniziato con la mountain bike e il ciclocross, alla strada sono arrivata solo dopo, alcuni miei amici poi hanno smesso mentre io ho voluto continuare, mi ero innamorata di questo sport.» racconta Maeva a tuttobiciweb.  Il resto della storia è più noto, i risultati iniziano ad arrivare, sale di categoria e a diciotto anni entra nella selezione della nazionale francese, dal 2021 al 2023  milita nella Stade Rochelais Charente Maritime, una squadra in cui bisogna pagarsi tutto, ma che le dà la possibilità di diventare un’atleta vera e concedendole tempo per laurearsi in sport management. Nel 2024 approda al team Arkeà B&B hotel, vince la sua prima corsa , ma sopratuttto arriva seconda in una tappa del Tour De France attirando l’attenzione del Team Uae Adq che non ci pensa due volte e la mette sotto contratto.

Nel team emiratino Maeva viene affiancata dalle atlete più esperte, si integra bene, partecipa a corse di alto livello, eppure c'era sempre qualcosa che non andava per il verso giusto «Ad inizio anno mi è servito del tempo per ambientarmi, ero l’unica francese e facevo fatica con l’inglese. Nelle prime corse ero sempre ammalata e quando finalmente ho trovato la forma giusta è successo un disastro. Nel mese di maggio,  una macchina mi ha urtato mentre ero fuori ad allenarmi, sono caduta e ho avuto diverse fratture. Ho dovuto fermarmi per circa due mesi, ma mentre mi riprendevo nella mente il mio obiettivo era quello che dovevo tornare in forma in tempo per partecipare al Tour. Non potevo fare» ci spiega Maeva che dopo quel brutto incidente ha trovato tutta la squadra a supportarla; sicuramente la vittoria al Giro di Elisa Longo Borghini ha dato un bello scossone al gruppo che si è poi presentato in Francia con un obiettivo molto forte. Le atlete più esperte del gruppo sono diventate il suo punto di riferimento, ha chiesto consigli, ha imparato a muoversi meglio in gruppo, ha messo insieme tutte queste nuove conoscenze e le ha messe insieme per provare a diventare un’atleta migliore.

Maeva ha sempre sognato di vincere una tappa al Tour, ma nemmeno lei si sarebbe aspettata di andare a segno per ben due giorni consecutivi con delle azioni spettacolari. La reazione della stampa francese è quella di un’euforia totale che si è poi unita al successo finale di Pauline Ferrand Prevot. E così la giovane atleta del team Uae Adq si è ritrovata da atleta tra le tante al centro del ciclone. C’erano giornalisti che le chiedevano interviste, fan, curiosi, sempre più persone hanno iniziato a riconoscerla rischiando di soffocare quel momento di gioia che stava ancora realizzando «La prima vittoria al Tour è stata inaspettata, ma ammetto che ci credevo tanto, ho lavorato duramente per quell’obiettivo, sapevo che se ci fosse stata l’occasione avrei dovuto sfruttarla al meglio. Il giorno dopo invece è stato tutto molto assurdo, mi sembrava di vivere una specie di replay e non capivo se stessi sognando o se fosse successo sul serio. Mi è servito del tempo per realizzare tutto quanto, tornata a casa ho rivisto quelle due tappe molte volte ed è stato bellissimo, così come il calore di tutta la gente che mi stava intorno. Sinceramente nella mia vita non è cambiato nulla, faccio sempre gli stessi allenamenti di prima, ma ora capita che la gente mi fermi per strada complimentandosi con me, addirittura delle persone mi hanno atteso in aeroporto per chiedermi foto e autografi, non ero proprio abituata. Improvvisamente i giornali si sono interessati a me, richiedevano interviste di continuo e ognuno voleva che raccontassi cosa fosse successo al Tour. Era una situazione che non riuscivo bene a gestire, ma fortunatamente il nostro addetto stampa Giorgio Torre mi ha dato una grande mano, il suo lavoro è stato veramente prezioso perché mi ha aiutato a gestire bene il tutto rimanendo sempre me stessa»

Perfetta per le corse ondulate a per gli attacchi da lontano Maeva è ora considerata una delle giovani promettenti per il ciclismo francese, ma ora che ha realizzato il suo sogno una domanda viene in automatico: quale sarà quello successivo? «Quando ho iniziato a correre in bici il mio sogno è sempre stato quello di vincere una tappa al Tour de France, ci speravo tanto ma mi sembrava impossibile a tal punto che pensavo che se mai fosse successo avrei potuto ritenermi soddisfatta e addirittura ritirarmi. Adesso che l'ho raggiunto vorrei avere qualcosa in più. Faccio fatica a spiegarlo, ma vincere una tappa al Tour è ancora il mio sogno» ci dice ridendo Maeva che in questi giorni, in ritiro con la squadra, sta delineando il suo programma per il 2026. Ancora non ha una data d’esordio, ma ha un obiettivo ben preciso: ritornare al Tour per vincere un’altra tappa.

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