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MOZZATO SALUTA L’ARKEA AL TOUR OF GUANGXI: “QUI TRE ANNI POSITIVI. IL MOMENTO PIÙ BELLO? IL PODIO AL FIANDRE”
di Federico Guido | 15/10/2025 | 06:00

Tre stagioni dopo l’approdo avvenuto nel 2023 per Luca Mozzato è arrivato il momento di salutare l’Arkéa-B&B Hotels. La formazione francese, indirizzata verso un destino poco felice, negli ultimi anni ha permesso al nativo di Arzignano di fare un ulteriore step militando nel World Tour e, attraverso il calendario della massima serie (e non solo), portarlo a togliersi delle soddisfazioni che altrimenti, facendo altre scelte, difficilmente sarebbe riuscito a raggiungere.

C’è tanta gratitudine, dunque, nelle parole di commiato che il ventisettenne corridore veneto ha rivolto alla sua squadra prima di agganciare il pedale per l’ultimo impegno del suo triennio rossonero, il Tour of Guangxi, corsa a cui Mozzato non aveva mai partecipato prima d’ora in carriera.

Quella in Arkea è stata un'esperienza complessivamente positiva. Sono approdato qui in un momento abbastanza burrascoso e difficile dopo la chiusura della B&B Hotels - KTM ma fin da subito la squadra mi ha accolto bene e in questi ultimi tre anni mi ha dato la possibilità di fare un grande calendario. Il momento più bello? Indubbiamente il podio al Giro delle Fiandre: quello penso rimarrà uno dei picchi più alti della mia carriera. Aggiungerei anche la prima vittoria da professionista, a conferma che di momenti buoni ce ne sono stati. Adesso però è arrivato il momento di guardare speranzosi al futuro” ha dichiarato ai nostri microfoni Mozzato, pronto a vestire i panni del suo nuovo team già a partire dalla conclusione dell’impegno in Cina.

Con la Tudor ci siamo già visti una prima volta per effettuare i primi test sui materiali. Ora, una volta finito il Guangxi, di rientro dalla Cina mi fermerò a Zurigo per fare il primo ritiro che più che altro servirà per conoscerci tutti e cominciare fin da subito a ragionare sul 2026” ha spiegato il vincitore della Bredene Koksijde Classic 2024 col quale è stato inevitabile parlare anche della difficile situazione interna e delle voci che hanno interessato la sua formazione nel corso degli ultimi mesi.

A inizio anno la questione punti teneva banco e, senza però essere stressati dal team a riguardo, era un argomento di discussione abbastanza ricorrente. Passata la boa di metà stagione, quando si è capito che i due sponsor principali non avrebbero rinnovato i loro accordi e sarebbe stato necessario trovarne di nuovi, il focus dei discorsi attorno alla squadra si è spostato appunto su questa situazione. Tutti, dallo staff in giù, hanno provato a non far pesare più di tanto la cosa in squadra ma, nonostante ciò, questi rumours un po’ hanno finito per influire” ha raccontato Mozzato, al quale è stato concesso, come a tutti gli elementi sotto contratto con la rappresentativa transalpina, di esplorare il mercato una volta complicatesi le cose riguardo alla prosecuzione dell’attività.

Ai ragazzi che erano sotto contratto l'anno prossimo, nel momento in cui si è capito che la situazione poteva essere critica, è stata data libertà di cercarsi una nuova sistemazione. Da questo punto di vista, il trattamento che ci è stato riservato è stato piuttosto buono perché dare la possibilità a tutti di guardarsi in giro non era scontato”.

In virtù di tre stagioni più che discrete con 3 successi, 33 piazzamenti nei dieci e oltre 2300 punti UCI conquistati, per Mozzato non è stato complicato trovare una nuova sistemazione e rimanere così nel ciclismo di alto livello. Lo stesso si può dire di molti dei suoi (quasi ex) compagni più talentuosi che, con accordi più lunghi e chi con ingaggi più brevi, sono riusciti ad accasarsi altrove. Fra questi, il nome più rilevante è quello di Kevin Vauquelin che, dopo aver mostrato miglioramenti notevoli fintanto da concludere al settimo posto l’ultimo Tour de France, ha siglato un contratto triennale con la Ineos Grenadiers: condividendo con lui gli stessi colori, Mozzato ha potuto ammirarne da vicino la crescita e la scalata verso un futuro che si annuncia per lui decisamente roseo.

Tutti hanno sempre parlato bene di lui e si è sempre visto che aveva talento. Piano piano, almeno da quello che ho potuto constatare io da quando sono arrivato in squadra, è stato capace di mettere a posto un po' di cose tra preparazione e vita d'atleta e ciò l’ha portato al salto di qualità impressionante che ha fatto quest’anno. Noi, vedendolo tutti giorni da dentro, conoscevamo le sue qualità ma la sua top ten al Tour de France resta qualcosa di veramente pazzesco” ha detto a riguardo Luca il quale ha poi confermato, a proposito di talento, di aver visto davvero tanti prospetti sgrezzarsi alla corte di Emmanuel Hubert.

In squadra, negli ultimi due anni, sarà anche per questioni di budget, ma sono transitati parecchi ragazzi promettenti. Diversi di loro, secondo me, hanno delle qualità ma molto dipenderà che da strada imboccheranno e se avranno la possibilità di farsi vedere nelle grandi corse”.

Fondamentale, dunque, per loro sarà calcare i palcoscenici del World Tour e su questi dimostrare di avere le qualità per mettere la propria ruota davanti a quella degli altri. In quest’ottica, prima di arrivare a primeggiare nelle grandi classiche o nelle gare a tappe di tre settimane, potrebbe rivelarsi particolarmente d’aiuto anche passare da corse come il Tour of Guangxi che consentono di avere un reale riscontro sul proprio livello confrontandosi contro squadre di prima fascia in un contesto competitivo in cui, per svariati motivi, tutti lottano ogni giorno col coltello tra i denti.

Fare risultato qui, perciò, non è affatto scontato ma Luca, dopo esser cresciuto per sua stessa ammissione in quest’ultima parte di stagione, ci proverà lo stesso e, nonostante la caduta in cui è occorso il primo giorno, cercherà di “combinare qualcosa di buono” per chiudere nel migliore dei modi il capitolo in maglia Arkea, una parentesi che di sicuro ha inciso sulla sua carriera dandogli modo di diventare un corridore diverso rispetto a quello dell’inizio della sua avventura oltralpe tre anni fa.

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