Il Tar del Lazio non ferma, per ora, il commissariamento della Lega del Ciclismo Professionistico. Con un’ordinanza depositata dopo la camera di consiglio del 7 ottobre, la Prima Sezione ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata da Marco Toni, che chiedeva di bloccare gli atti con cui la Federazione Ciclistica Italiana aveva affidato la guida dell’ente a Mauro Capone.
Nel mirino del ricorso c’erano la delibera del Consiglio federale del 20 luglio, che disponeva il commissariamento, e quella d’urgenza del presidente federale del 6 agosto, ratificata il 18 agosto, che trasferiva al commissario i poteri di gestione dell’attività professionistica. Contestato anche il verbale di verifica amministrativo-contabile del 15 luglio, da cui la vicenda ha preso le mosse, con richiesta di risarcimento dei danni.
Il punto che ha pesato è però di natura procedurale: i giudici nutrono seri dubbi sull’ammissibilità del ricorso, perché Toni non avrebbe prima impugnato la delibera davanti agli organi della giustizia sportiva. Da qui il rifiuto della cautela. La questione, tuttavia, è giudicata complessa, anche alla luce della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 16 luglio 2026 richiamata dal ricorrente, e richiede un approfondimento: la discussione è fissata all’udienza pubblica del 24 febbraio 2027. La Lega resterà in mano al commissario.