Per quasi un secolo nessuno è riuscito ad avvicinarsi davvero al primato di Karel Kaers. Il belga, vincitore a Lipsia il 18 agosto 1934, conquistò la maglia iridata a 20 anni e 76 giorni, diventando il più giovane campione del mondo nella storia della prova in linea maschile. Il riferimento corretto è dunque il 1934, non il 1936.
Quel record potrebbe però cambiare padrone. Alla vigilia della prova in linea dei 93esimi Campionati del mondo, il francese Paul Seixas si presenta con l’ambizione di scrivere una pagina senza precedenti: alla partenza avrà esattamente 20 anni e tre giorni. Un successo gli permetterebbe di cancellare il primato di Kaers e di diventare il più giovane iridato di sempre.
Kaers riuscì nell’impresa su un percorso di 225,6 chilometri, a una velocità media di quasi 38 chilometri orari. Il belga precedette allo sprint l’italiano Learco Guerra e il connazionale Gustave Danneels, anche lui al di sotto dei vent’anni. Una vittoria costruita in un’altra epoca del ciclismo, ma rimasta intatta nella memoria del Mondiale.
Alle sue spalle, nella graduatoria dei più giovani campioni, c’è Jean-Pierre Monseré, iridato nel 1970 a Leicester a 21 anni e 342 giorni. Il belga superò il danese Leif Mortensen e l’italiano Felice Gimondi dopo una gara durata oltre sei ore e mezza. Un anno più tardi, nel 1971, Monseré sarebbe morto durante una corsa nel nord della Francia, travolto da un’auto mentre indossava ancora la maglia arcobaleno.
A soli tre giorni di distanza si colloca Lance Armstrong, campione del mondo a Oslo nel 1993 a 21 anni e 345 giorni. Sotto una pioggia incessante, l’americano vinse una corsa segnata da cadute e ritiri: dei 171 corridori al via, soltanto 66 furono classificati. Armstrong arrivò con 19 secondi di vantaggio su Miguel Indurain e Olaf Ludwig. Il titolo del 1993 resta inserito negli albi della prova iridata, nonostante la successiva squalifica dell’americano per altri risultati.
Il quarto posto spetta a Greg LeMond, che nel 1983 conquistò a Altenrhein, in Svizzera, il titolo a 22 anni e 70 giorni. Battendo Adrie van der Poel, padre del campione del mondo Mathieu, LeMond diventò il primo statunitense e il primo corridore non europeo a indossare la maglia iridata.
Subito dopo compare Eddy Merckx, campione nel 1967 a Heerlen a 22 anni e 78 giorni. Fu il primo dei tre titoli mondiali del Cannibale, che nella sua carriera avrebbe collezionato otto piazzamenti tra i primi dieci nelle tredici partecipazioni alla prova iridata. In quella giornata olandese precedette il padrone di casa Jan Janssen e lo spagnolo Ramón Sáez.
Nella storia più antica dei Mondiali trova posto anche Georges Ronsse, vincitore a Budapest nel 1928 a 22 anni e 165 giorni. In una gara ridotta a soli 16 partenti e appena otto classificati, il belga dominò con oltre diciannove minuti di vantaggio sui tedeschi Herbert Nebe e Bruno Wolke. Ronsse avrebbe confermato il titolo anche l’anno successivo, a Zurigo.
Completa la lista Remco Evenepoel, campione del mondo a Wollongong nel 2022 a 22 anni e 243 giorni. Il belga si impose con un’azione solitaria straordinaria, lasciando Christophe Laporte a oltre due minuti. Dopo tre attacchi consecutivi, Evenepoel staccò l’ultimo inseguitore a circa 25 chilometri dall’arrivo, diventando il più giovane iridato del XXI secolo.
Ora tocca a Seixas. Il francese parte con la storia davanti agli occhi e con un record che sembrava appartenere per sempre a Karel Kaers. A quasi novant’anni di distanza, la maglia arcobaleno potrebbe avere un nuovo, giovanissimo padrone.