Marlen Reusser ha trionfato nella prova a cronometro del Mondiale di ciclismo aggiudicandosi così il secondo titolo iridato consecutivo in una giornata particolarmente significativa: quella del suo trentacinquesimo compleanno. La svizzera, già favorita per la maglia arcobaleno, ha dimostrato ancora una volta il suo straordinario talento, superando la britannica Zoe Bäckstedt di 40 secondi e la tedesca Franziska Koch di 45 secondi. Elisa Longo Borghini ha chiuso al quarto posto, sfiorando per una manciata di secondi l'ennesima medagluia mondiale.
Reusser ha espresso la sua gioia per questa vittoria, affermando: «Sì, è davvero un bel regalo; pensavo che, a prescindere dalla vittoria, avrei comunque avuto qualcosa da festeggiare. È fantastico».
Riguardo alla pressione di difendere il titolo, ha detto sorridendo di non sentirla in modo particolare. «Io mi ripeto sempre che non esiste la pressione. È un'impresa comunque difficilissima ogni volta, a prescindere dai successi passati: è sempre una nuova sfida e la pressione è sempre la stessa - ha spiegato - Credo che molti di noi siano qui per vincere e lavorino sodo, così come le persone che ci circondano. Quindi tutti noi avvertiamo sempre una certa pressione, ma allo stesso tempo non dovremmo sentirla: è sport, si tratta di provare a vincere e di lottare ogni volta».
Il percorso, lungo 39,2 km, ha presentato diverse sfide tecniche e Reusser ha ammesso di essere stata nervosa prima della gara. «Non affrontiamo spesso prove a cronometro di questo tipo, è passato molto tempo dall'ultima volta. Di solito gareggio sulla distanza dei 20 km, quindi abbiamo discusso a lungo con il team e con i preparatori atletici su quale fosse il ritmo ideale da tenere. Fino a un'ora fa non ne ero sicura al 100%, e nemmeno durante la gara: anzi, non ne ero affatto sicura. È stata davvero una sfida».
Sebbene la svizzera avesse solo il tempo della Bäckstedt come riferimento, ha scelto di non concentrarsi troppo sui distacchi. «Non avevo molte informazioni sui distacchi, perché avevo chiesto esplicitamente di non comunicarmeli. Mi aspettavo che Zoe fosse più veloce di me, dato che la prima parte del percorso è piuttosto tecnica». Nonostante le incertezze iniziali, Reusser ha dimostrato di avere una grande gestione del ritmo, superando anche Demi Vollering lungo il percorso.
«L'unica cosa che ho notato è stata di poter superare Demi Vollering, che su questo percorso non rappresentava forse il riferimento principale. Di fatto, fino al traguardo non sapevo davvero come stesse andando la gara. Ho vinto sono felice e adesso non vedo l’ora di festeggiare».
Con questo trionfo, Marlen Reusser si conferma non solo campionessa, ma anche una figura da seguire con attenzione in tutte le gare a cronometro dell’anno. La sua vittoria rappresenta un momento di celebrazione non solo per il suo compleanno, ma anche per la sua carriera, ora arricchita da un secondo titolo mondiale.