Al GP de Québec 2026, in mezzo ai grandi favoriti per il Mondiale, c’è stato anche Alessandro Pinarello. Il trevigiano della NSN si è mosso alla perfezione nell’insidioso circuito della città canadese, dimostrando ottime gambe ma anche tanta intelligenza tattica nel seguire tutte le mosse giuste. Alla fine torna a casa con un buon 9° posto, nonché con la prima Top 10 in una classica WorldTour.
«Ho letto la corsa in maniera giusta - racconta il 23enne di Giavera del Montello -. Avevo preso le ruote dei corridori corretti, Evenepoel e Ciccone, ma in salita, pur corta, ho sofferto le loro sfiammate. Quando mi son staccato ho cercato di gestirmi al meglio, ho limato più che potevo. Al penultimo giro è partito Pidcock e mi son detto “questo è uno che ne sa”, e son riuscito a seguirlo. Poi nel finale ho perso le sue ruote e ho provato a contenere la rimonta degli altri. Son contento, è un bel risultato in mezzo a tanti fuoriclasse, che mi dà carica e fiducia. Spero di aver le stesse gambe anche a Montréal, quando girano bene ci si diverte anche a soffrire».
La prima stagione nel massimo circuito è stata la conferma del suo talento: è arrivata la prima vittoria da professionista all’O Gran Camiño e tanti piazzamenti, che hanno fatto contenta anche la NSN. «Per il momento penso di potermi meritare un 7 in pagella, sono molto soddisfatto della prima parte di stagione, meno del Giro d’Italia, però poi ho ripreso bene in questa seconda parte con anche il podio all’Arctic Race. E manca ancora qualche gara» ha detto ancora Pinarello.
Tra le classiche italiane di fine stagione correrà solo la Tre Valli Varesine, e poi volerà al Tour of Guangxi. Pur avendo avuto un ottimo primo approccio col Canada, non è nella lista dei convocati del CT Roberto Amadio.
«Non poteva pretendere una convocazione. Magari speriamo di strappare una chiamata per l’Europeo di Lubiana, quello sì».