I PIU' LETTI
SFINGE D'ORO. IL PRIMO NOME E' GIANPIERO MARINI, SFIDA A TRE FRA I DANESI DI FANINI. GALLERY
di Valter Nieri | 24/07/2026 | 08:15

È in allestimento il 27.o Premio Fedeltà allo Sport in programma lunedi 12 ottobre al Teatro Artè di Capannori. Un Premio che nel tempo ha celebrato società sportive, decine di atleti locali, ma che soprattutto ha creato un forte legame fra le promesse cittadine e i grandi nomi dello sport nazionale e internazionale. Sale l'attesa per conoscere il cast dei personaggi che riceveranno la sfinge d' oro coniata dall' artista lucchese Giampaolo Bianchi e scriuveranno il loro nome nel prestigioso albo d' oro. A presentare la manifestazione ancora una volta sarà Valter Nieri in una edizione caratterizzata dal passaggio del testimone a livello organizzativo tra lui e la Cycling Team presieduta da Pierluigi Castellani, già presidente provinciale F.C.I., con il supporto del Comune di Capannori.

PRIMO NOME: "PINNA D' ORO" GIANPIERO MARINI
Il Comitato organizzativo ha intanto ufficializzato la prima sfinge d' oro che sarà consegnata a Gianpiero Marini, soprannominato da Gianni Brera "Pinna d'Oro". Nella sua carriera figura il mondiale vinto con l'Italia in Spagna nel 1982. A livello di club è stato una bandiera dell' Inter vincendo lo scudetto del 1979-80 e due Coppe Italia. Torna al Premio come ospite Alberto Cerruti, uno fra i giornalisti di maggior successo nella storia della Gazzetta dello Sport con il record del giornale stesso di essere stato inviato a ben 8 fasi finali dei campionati del mondo. Fra gli ospiti d' onore anche il presidente regionale del Coni Simone Cardullo, da diversi anni presente alla manifestazione.

FORMATO IL COMITATO DEL PREMIO
A livello di logistica per suggerire consigli a Pierluigi Castellani, è stato formato il Comitato che avrà nello stesso Valter Nieri il presidente onorario. Ne fanno già parte Ivano Fanini, Francesco Donati, Gaetano Ceccarelli, Luca Tronchetti, Stefano Gori, Stefano Bendinelli ed il promoter Claudio Dania. 
Va avanti il premio collaterale alla memoria di Gigi Simoni, giunto alla quarta edizione. Il Premio sarà consegnato da suo figlio Leonardo, osservatore dell'nter, e da sua moglie Monica. 

LA DANIMARCA, FANINI E UNA SFINGE DA SCEGLIERE
Dgli anni Settanta fino ai giorni nostri, segnati dalla vittoria di Jonas Vingegaard al Giro d’Italia 2026, il legame tra il ciclismo danese e l’Italia ha avuto un punto di riferimento ben preciso: Ivano Fanini. Una storia lunga oltre mezzo secolo, passata attraverso la maglia gialla indossata al Tour de France da Rolf Sørensen, le Classiche Monumento conquistate dal fuoriclasse di Copenaghen e i Tour de France vinti prima da Bjarne Riis e successivamente da Vingegaard (che ha vestito la prima maglia gialla anche a questo Tour).

Grazie anche alla collaborazione e ai rapporti costruiti con Ole Ritter, oltre 70 corridori danesi tra Junior e professionisti, ebbero la possibilità di trasferirsi in Italia, confrontarsi con un movimento ciclistico più competitivo e trovare quella fiducia che, all’epoca, difficilmente avrebbero ricevuto restando in Danimarca. Era un ciclismo profondamente diverso da quello attuale, vissuto con grande partecipazione popolare e animato da campioni capaci di conquistare l’attenzione e l’affetto dei tifosi.

Quello con la Danimarca rappresenta uno dei capitoli più importanti di questa storia. Jesper Worre, Rolf Sørensen e Jørgen Marcussen furono tra i primi grandi corridori danesi giunti a Capannori e oggi sono candidati alla “Sfinge d’Oro” del Premio Fedeltà allo Sport 2026 ed il vincitore verrà deciso dai Soci Onorari del Premio che da quest'anno sarà organizzato dal Cycling Team presieduto da Pierluigi Castellani, già presidente provinciale F.C.I., con il supporto del Comune di Capannori e presentato dal suo fondatore Valter Nieri.

Il primo capitolo è dedicato proprio a Marcussen.
Jørgen Marcussen occupa un posto particolare tra i numerosi corridori scandinavi che trovarono nelle formazioni Fanini l’ambiente ideale per crescere, affermarsi o rilanciare la propria carriera. Il suo percorso testimonia l’importanza del collegamento creatosi tra il ciclismo danese e quello italiano, nel quale Fanini assunse un ruolo determinante offrendo agli atleti non soltanto un contratto, ma anche stabilità, assistenza e fiducia.
A differenza di altri connazionali arrivati molto giovani alla corte di Fanini, il forte passista-scalatore danese approdò nelle sue squadre nella fase conclusiva della carriera. Furono però proprio quegli ultimi quattro anni a regalargli le più importanti vittorie in linea e alcune delle soddisfazioni più significative della sua lunga esperienza professionistica.

Marcussen possedeva un motore estremamente resistente, una notevole capacità di sostenere ritmi elevati e qualità da passista-scalatore che gli permettevano di difendersi anche sulle salite più impegnative. A penalizzarlo era soprattutto la mancanza di uno spunto particolarmente esplosivo negli ultimi chilometri. Dovette quindi attendere a lungo prima di conquistare una grande vittoria, pur ottenendo numerosi piazzamenti di prestigio.
Il risultato più importante arrivò nel 1978, al suo terzo anno da professionista, quando conquistò la medaglia di bronzo nel Campionato mondiale in linea disputato sul durissimo circuito tedesco del Nürburgring.

Il bronzo mondiale dietro Knetemann e Moser
Marcussen correva con la maglia della nazionale danese. La gara iridata, disputata sulla distanza di 273,7 chilometri, fu caratterizzata dall’azione dell’olandese Jan Raas. Al comando si formò un quartetto composto dallo stesso Raas, Gerrie Knetemann, Francesco Moser e Marcussen.
Nel finale Moser attaccò e soltanto Knetemann riuscì a rispondergli. I due si disputarono il titolo mondiale allo sprint, con l’olandese che precedette il campione italiano al fotofinish per pochi centimetri.

«Mi lanciai da solo all’inseguimento e, nell’ultimo giro, riuscii a recuperare circa quaranta secondi. Purtroppo era ormai troppo tardi: Knetemann e Moser si disputarono il titolo allo sprint. A me rimase comunque la grande soddisfazione della medaglia di bronzo».

Quel terzo posto consacrò Marcussen tra i migliori corridori della sua generazione, ma il danese dovette attendere ancora diversi anni per esprimere pienamente le proprie qualità nelle grandi corse in linea. La svolta arrivò con l’incontro con Ivano Fanini.

L’incontro con Fanini e gli anni più vittoriosi
Il rapporto tra Marcussen e Ivano Fanini cominciò nel 1986, quando il corridore danese aveva ormai 36 anni. Nonostante in molti gli sconsigliassero di puntare su un atleta considerato troppo avanti con gli anni, Fanini decise di offrirgli fiducia, tranquillità e una struttura nella quale potesse pensare esclusivamente ad allenarsi e correre. Fu una scommessa vinta da entrambi.

Con la Murella-Fanini, nel 1986, Marcussen conquistò finalmente la sua prima grande vittoria in linea imponendosi nel prestigioso Trofeo Matteotti. Sul traguardo precedette Pierino Gavazzi e Giambattista Baronchelli, che successivamente avrebbero indossato a loro volta la maglia delle squadre Fanini.
Quella vittoria rappresentò una liberazione e il meritato premio dopo tanti anni di sacrifici. Poco dopo Marcussen si ripeté nella propria terra, aggiudicandosi la quarta tappa del Post Danmark Rundt, il Giro di Danimarca. Fu un successo dal significato particolare: un corridore danese, rilanciato da una squadra italiana e dalla fiducia di Ivano Fanini, riusciva a imporsi davanti al pubblico del proprio Paese.

Nel 1987 il trionfo nella pre-mondiale dei record
Nel 1987 si verificò un episodio unico nella storia del ciclismo internazionale. Si disputava il secondo Premio Sanson, ultima prova indicativa in vista delle convocazioni per il Campionato mondiale di Villach, poi vinto dall’irlandese Stephen Roche davanti a Moreno Argentin.
In quella stagione Ivano Fanini schierava contemporaneamente due squadre professionistiche, la Pepsi-Fanini e la Remac-Fanini, che dominarono completamente la corsa occupando le prime quattro posizioni dell’ordine d’arrivo. A vincere fu Jørgen Marcussen, con la Pepsi-Fanini, davanti al compagno Roberto Gaggioli. Terzo si classificò Pierino Gavazzi, della Remac-Fanini, mentre il quarto posto andò al giovane talento danese Rolf Sørensen, anch’egli in maglia Remac-Fanini.

«Con Fanini trovai casa, serenità e fiducia»
Nel corso della carriera Marcussen cambiò squadra quasi ogni anno. L’unico dirigente che riuscì a convincerlo a rimanere per quattro stagioni consecutive fu Ivano Fanini. «Quando correvo per le altre squadre tornavo spesso in Danimarca. Non avevo la possibilità di vivere tutto l’anno nello stesso luogo e i continui spostamenti rendevano più difficile trovare concentrazione e continuità. Fanini, invece, mi mise a disposizione una casa e mi permise di vivere stabilmente a Capannori. Per lui rappresentava certamente un costo maggiore, ma riusciva così a ottenere il meglio da me. Per raggiungere una prestazione vincente servono tranquillità, concentrazione e continuità. Anche il miglior programma di allenamento può diventare meno efficace se un atleta è costretto a spostarsi continuamente da una nazione all’altra. Quando arrivai da Fanini nel 1986 avevo svolto un buon periodo di preparazione in Danimarca insieme al mio grande amico e compagno di squadra Rolf Sørensen, con il quale ancora oggi mi sento periodicamente. La tranquillità che mi trasmetteva Fanini fece la differenza: non mi caricava di pressioni inutili, credeva nelle mie possibilità e mi lasciava lavorare nel modo migliore».
Quanto ha inciso Ivano Fanini sullo sviluppo e sull’affermazione internazionale del ciclismo danese? La risposta di Marcussen è netta: «Tantissimo. Grazie a lui molti corridori danesi hanno avuto la possibilità di venire a correre in Italia, confrontarsi con un ciclismo di altissimo livello e ottenere grandi successi. Fanini è sempre stato un grande motivatore: sa capire gli atleti e riesce a far emergere il meglio da ogni corridore. È esattamente ciò che è successo anche a me».

da In Lucca Veritas a firma di Valter Nieri

Copyright © TBW
TUTTE LE NEWS
Nel 2026 una bici gravel deve necessariamente offrire tutto quello che serve per competere ad alti livelli e, detto in tutta franchezza, non può prendere in prestito specifiche tecniche e...

LOOK Cycle svela oggi la G85 CezalRS , la bici gravel definitiva progettata specificamente per i ciclisti che desiderano un mezzo preciso, veloce e reattivo per dominare su medie e...

Partiamo dal peso, anche perché è un dato strepitoso: 995 grammi per coppia. Con questi numeri si presentano le GCX 52 Hyperlight di Particle, le ruote di altissima gamma più...

SIDI presenta Ergo 6S, il nuovo modello road progettato per il ciclismo performance-oriented, che combina leggerezza, supporto e reattività in una struttura studiata per offrire efficienza e comfort duraturo. Per...

Guerciotti presenta Brera 2027, la nuova evoluzione della propria piattaforma gravel, una bicicletta progettata per chi interpreta il gravel in modo tecnico e sportivo, senza rinunciare alla versatilità necessaria per...

Continental Terra Adventure, trazione e comfort con sezioni disponibili fino a 55 mm. Si tratta a tutti gli effetti del copertone tubeless per il gravel più versatile realizzato da Continental, un...

In occasione degli imminenti Campionati Europei di ciclismo, che si stanno svolgendo in terra slovena fino al 7 ottobre, con partenza da Lubiana, la Federazione Slovena si presenterà domani al...

Colnago ha deciso di svelare oggi la speciale livrea World Champion realizzata per Brandon McNulty, dopo la sua vittoria ai Campionati del Mondo su strada UCI di Montréal. La Y1Rs è...

Si comincia sempre con un rumorino, oppure con una frenata che non si dimostra pronta e spesso il problema può riguardare la pulizia dell’impianto frenante. Prima di sostituire le pastiglie...

Con la vittoria del bando nazionale “Bici in Comune” (promosso dal Ministero per lo Sport e i Giovani in collaborazione con Sport e Salute S.P.A e l’Associazione Nazionale dei Comuni...

Probabilmente il radar è uno dei dispositivi a cui i ciclisti che escono in strada si sono più legati negli ultimi anni ed il motivo è semplice, garantirsi più sicurezza...

Con il lancio della nuova Dominator X, SIDI rafforza la propria presenza nel segmento gravel e XC con una scarpa progettata per offrire comfort duraturo, sostegno strutturato e trasferimento di...

La Look G85 Cezal è la novità di casa Look per quanto riguarda il gravel e si tratta di una bici che fa della versatilità la propria arma. Detto questo,...

Si rinnova anche per l’edizione 2026 il legame tra SIDI e L’Eroica: il brand sarà infatti tra i protagonisti e nuovamente partner dell'importante evento che celebra il ciclismo tra turismo,...

Tom Pidcock lo abbiamo visto nella prova del mondiale di ieri e non si può dire che non abbia corso con la solita carica che ha messo in mostra durante...

L'elettrostimolazione entra nell'era 2.0: Compex presenta la nuova gamma Ultimate. Il risultato è piuttosto evidente: il nuovo sistema messo a punto da Compex è più compatto, intelligente e connesso. Questa novità...

Destagionalizzare i flussi turistici, creare un’offerta parallela alle attività legate al mare e agevolare la mobilità locale sono tre obiettivi che l’amministrazione comunale di Ponza ha deciso di perseguire puntando,...

La notizia non è nuova, dalle voci di corridoio si è passati il 2 settembre scorso ad una nota ufficiale della stessa Campagnolo. La Spac di Ivan Glasenberg, magnate sudafricano,...

Lei è la punta di diamante della Nazionale italiana e oggi affronterà la prova in linea iridata in sella a una Colnago V5rs unica caratterizzata da una livrea che gioca...

Sono cinque le WILIER FILANTE SLR ID2 create per "WE RIDE PARIS" e sono già all’asta: si tratta di pezzi unici realizzati con la speciale livrea ideata dal Paris Saint-Germain....

Se le previsioni peggiorano, o rullate al caldo o pedalate ben attrezzati su strada. A questo servono le due nuove giacche antipioggia Assos, capi sviluppati in sinergia con il team...

In casa Northwave arriva la Collezione Fall-Winter 26/27: le linee Extreme e Core sono pronte ad affrontare la stagione fredda, dalle prime piogge d'autunno fino alle temperature più rigide di...

MVC Group, gruppo attivo nell'abbigliamento per il ciclismo e gli sport outdoor, annuncia l'acquisizione di Tailfin, leader globale nel segmento premium del bikepacking tecnico. Fondata a Bristol nel 2017 da...

Dopo un debutto ufficiale avvenuto all'Italian Bike Festival, il nuovo comando senza fili firmato Polini Motor è pronto per migliorare l’esperienza in sella alla vostra e-bike, sia che si tratti...

VIDEO TEST
ALTRI VIDEO DI TEST




Partiamo dal peso, anche perché è un dato strepitoso: 995 grammi per coppia. Con questi numeri si presentano le GCX...
Continental Terra Adventure, trazione e comfort con sezioni disponibili fino a 55 mm. Si tratta a tutti gli effetti del copertone...
Probabilmente il radar è uno dei dispositivi a cui i ciclisti che escono in strada si sono più legati negli...
di Giulia De Maio
Dopo aver seguito la presentazione ufficiale, all'Italian Bike Festival abbiamo provato in prima persona la nuova Monoscocca Ducati. In compagnia...
di Giulia De Maio
Fotocamera, audio open-ear, Meta AI e integrazione con Garmin e Strava: gli Oakley Meta Vanguard portano la tecnologia degli smart...
di Giulia De Maio
È stata fatta con il cuore e lo si avverte al primo colpo di pedale. All'International Bike Festival abbiamo provato...
di Giorgio Perugini
Come spesso accade in casa Giro, anche l’Eclipse Pro nasce da una strettissima collaborazione con i professionisti e in questo...
di Giorgio Perugini
Rudy Project presenta oggi il nuovo occhiale multisport Astral ARC, un prodotto dotato di lente cilindrica e montatura ecosostenibile per...
di Giorgio Perugini
Nel ciclismo moderno ogni grammo fa la differenza, ma saper limare il peso senza compromettere la struttura dell'oggetto che si...
di Giorgio Perugini
Sviluppato con gli atleti del WorldTour, il kit Castelli composto da Climber's A/C Jersey e Superleggera Bibshort è la risposta...
di Giorgio Perugini
Molti la definiscono iconica, esattamente come fa FIZIK: il marchio che, grazie alla leggendaria sella Arione, si è fatto conoscere...
di Giorgio Perugini
La Ultra Top Tube Bag di POC con 1, 7 L vi offre lo spazio necessario per tenere tutto quello...
di Diego Barbera
Non c'è dubbio che il primo pensiero, non appena si finisce di montare ENGWE E26 3.0 Pro (in circa 30...
di Giorgio Perugini
La collaborazione avviata tra Santini e il campione Mads Pedersen continua ed il body Aero della nuova Mads Pedersen Momentum...
di Giorgio Perugini
La nuova linea Raceday di POC ha un obiettivo chiaro: farvi sentire nella migliore condizione per dare il massimo nei giorni...
di Giorgio Perugini
Vento è solo uno dei modelli che apprezziamo di più tra quelli prodotti da Salice, merito di forme compatte e...
di Giorgio Perugini
Tra le mosse che hanno reso celebre MAAP ci sono anche le ottime collaborazioni avviate dal marchio con altre aziende...
di Giorgio Perugini
È dal 1967 che URSUS progetta e produce in Italia componenti di alta qualità per ciclismo, prodotti che oggi possiamo...
© 2018 | Prima Pagina Edizioni Srl | P.IVA 11980460155
Pubblicità | Redazione | Privacy Policy | Cookie Policy | Contattaci

[X] Il nostro sito web utilizza i cookies (piccoli file salvati sul tuo hard disk) per migliorare la navigazione, analizzare l'accesso alle pagine web e personalizzare i propri servizi. L'utente è consapevole che, se esplora il nostro sito web, accetta l'utilizzo dei cookies.
Per maggiori informazioni consulta la nostra privacy policy