I PIU' LETTI
TIRARE SOTTO
di Pier Augusto Stagi | 27/03/2019 | 07:55

TIRARE SOTTO. Si parla tanto di sicurezza, ma rischiamo lo scontro: non solo sociale. Siamo all’eliminazione diretta. All’abbattimento. È chiaro che estremizzo, ma neanche poi tanto. Quando leggo le varie proposte di legge avanzate dai deputati di questo primo scorcio di legislatura, che andranno a modificare il Codice della Strada, resto basito. Nulla di cui preoccuparsi, perché siamo ancora in una fase di discussione, ma è bene non sottovalutare la cosa e fare qualche piccola riflessione.
Per chi ha a che fare con le due ruote è in cantiere il progetto di consentire il transito delle biciclette sui marciapiedi, oltre che contromano. Il leit-motiv è sempre lo stesso: nei paesi nordici questo avviene da anni. Certo che sì, ma su strade che sono autostrade, costruite sessant’anni fa con una visione d’insieme ben definita, in posti a bassissima densità di popolazione.

Io abito a Milano, e conosco la rete delle nostre piste ciclabili, spezzettate o invase da auto e sporcizia. Ma quello che più preoccupa sono i ciclopedalatori cittadini che ormai sfrecciano a tutta velocità indisturbati, e tra non molto anche in favore di legge, sui marciapiedi, con il costante pericolo di tirare sotto qualcuno. È vero, il ciclista è spessissimo il soggetto debole, ma c’è chi lo è ancora di più: il pedone. E questi sono generalmente persone anziane e bambini, ai quali è sufficiente uscire da un portone per finire travolti da questi folli che sfrecciano come nemmeno Nibali in una crono iridata. 

E poi ci sono tutti i mezzi alternativi di mobilità cittadina, ai quali sarà dato il via libera, incondizionato. I monopattini elettrici e simili (come hoverboard, balance scooter e segway): proprio nelle audizioni di qualche settimana fa, un rappresentante della direzione generale Sicurezza stradale del ministero delle Infrastrutture ha chiarito che si sta lavorando per fissare regole sulla loro sperimentazione.

Si vuole dare spazio alle biciclette, ma a che prezzo? Si fatica a trovare un punto di sintesi. Intanto, però, non se ne vuole sapere di introdurre – come in Francia – la regola del metro e mezzo. Il problema è di carattere normativo e coercitivo: come verificare che un automobilista non si è spostato a sufficienza nella fase di sorpasso di un ciclista? E come sanzionare i trasgressori?

Il CT azzurro Roberto Mancini ha raccontato recentemente che in Inghilterra la polizia stradale inglese obbliga i ciclisti a pedalare affiancati per rendere gli automobilisti più consapevoli della loro presenza e costringerli a rallentare e usare maggiore prudenza. Che è poi la filosofia del permettere ai ciclisti di percorrere una strada a senso unico anche nel senso contrario, proprio per mettere in guardia gli automobilisti: occhio, in queste vie a bassa percorrenza (30 km/h), potresti incontrare un velocipede in senso contrario.
Il bello di questa storia è che il nostro Codice della strada non vieti il pedalare affiancati. Basta leggere l’articolo 182. Il primo punto recita testualmente: «I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due».

Quindi fino a due si può. Andrebbe solo ricordato e insegnato nelle scuole, non solo quelle guida. È una questione di educazione: a tutto tondo. C’è da investire in formazione, ma qui si rischia solo di tirare sotto: altro che investire.

LA MANINA. Anche nel ciclismo aleggia la sindrome della manina. Quella manina che corregge e aggiunge, all’insaputa di tutti, leggi e regolamenti. È successo di recente, tra il silenzio ge­ne­rale, nel senso che il mondo del ciclismo non ne sapeva assolutamente nulla e l’ha scoperto a cose fatte, quando la manina ha vergato le righe necessarie a mettere tutti spalle al muro. I team di World Tour non hanno gradito, ma a fatto compiuto è anche difficile alzare la voce.

Ma andiamo con ordine. La parola d’ordine è abbassare le ali alle squadre di World Tour: questo è chiaro. Limitare il raggio di azione di quei team che hanno sposato qualche anno fa la linea Velon, e che rincorrono una visione nuova e soprattutto nuove fonti di sostentamento (vendere dati sensibili alle tivù per esempio: velocità, battiti cardiaci, potenza, etc...). L’obiettivo dell’Uci è invece vecchio come e più di Roma: dividere per imperare.

L’Uci non alza la voce, fa tutto con assoluta discrezione e discrezionalità. Basta una manina servizievole per vergare poche righe che sono entrate in vigore il 15 febbraio scorso. Si legge all’articolo 1.3.024: «Qualsiasi utilizzo di equipaggiamento tecnologico voluto da un corridore o da una squadre dovrà essere approvato dall’Uci o da un organizzatore con l’avallo dell’Uci. Le domande di autorizzazione saranno esaminate, tra l’altro, sulla base dei criteri di equità e d’integrità sportiva e dovranno rispettare quanto previsto dall’articolo 1.3.006».

E ancora: «L’articolo 1.3.073 stabilisce che il corridore o la sua bicicletta potranno essere equipaggiati con un GPS con lo scopo di seguire la localizzazione di un corridore in corsa. I corridori e le squadre dovranno sottomettersi alla richiesta portata in tal senso da parte degli organizzatori, dall’Uci o da un Commissario Uci». Tradotto: l’Uci fa quello che gli pare, con tanti ringraziamenti alle squadre. C’è chi avrebbe voglia di alzare la mano per chiedere perlomeno il perché di tutto questo, ma per il momento vige il silenzio: una manina è sempre pronta a prendere nota. Di tutto.

POCHI ELETTI. Un mare di corse, da quasi due mesi. Ci sono team come Astana, MitcheltonScott, Deceuninck Quick Step o UAE Emirates che hanno già fatto incetta di vittorie, ma quelle che contano sono e restano sempre e solo quelle di sempre. I Grandi Giri, le Monumento e il Mondiale. Il resto, con qualche chiara distinzione per corse come Strade Bianche, Amstel, Gand, Freccia, Delfinato o Giro di Svizzera, fa solo massa. Numero. Insomma, il grande circo del ciclismo chiede di correre per quasi dodici mesi all’anno, con dispendio di soldi ed energie, ma poi il vero paniere è sempre quello. Un bel modo di incentivare gli sponsor: ti faccio correre come un pazzo in ogni angolo del mondo e per farlo devi spendere a più non posso, ma poi le vittorie che fanno la differenza e contano per davvero sono sempre quelle lì, quelle di sempre. Vogliono un circuito di élite, di eccellenza, per pochi eletti, ma l’Uci sta proponendo un calendario scriteriato e sconclusionato dove vige la regola della polverizzazione e della massificazione delle corse, e dove c’è il serio rischio che di tutto questo non resti niente. O molto poco.

Copyright © TBW
TUTTE LE NEWS
Non c'è dubbio che il primo pensiero, non appena si finisce di montare ENGWE E26 3.0 Pro (in circa 30 minuti, operazione piuttosto semplice) sia sulle sue dimensioni mastodontiche. Sarà...

Tadej Pogačar ha vinto il suo quinto Tour de France, entrando nella leggenda del ciclismo. Lo ha fatto ancora una volta indossando gli occhiali Scicon Sports. Per celebrare questo traguardo...

SIDI, brand specializzato nella produzione di calzature da bici ad alte prestazioni, prosegue il proprio percorso nel campo dell’innovazione presentando la Wire 3, nuova scarpa da strada che unisce traspirabilità,...

Dal modello Bikone Aero di 77 grammi, sviluppato in collaborazione con UAE Team Emirates, nasce una edizione speciale di soli 500 esemplari che abbina un esclusivo design celebrativo a prestazioni...

Il marchio Chamois Butt’r, distribuito in esclusiva in Italia da Ciclo Promo Components, si distingue per la produzione di creme di altissima qualità destinate a migliorare il vostro comfort in...

C'è un colore che, nel ciclismo, conta più di ogni altro. Il giallo. Il colore della maglia del leader del Tour de France, e di una delle maglie più riconoscibili...

È lei la regina di casa SIDI, quella con cui il marchio ha rilanciato il nuovo logo proprio sul finire della scorsa stagione, la stessa Shot 3 on cui Isaac...

La collaborazione avviata tra Santini e il campione Mads Pedersen continua ed il body Aero della nuova Mads Pedersen Momentum Series è a mio avviso il capo che la rappresenta...

Le nuove calze AEROTECH V2 di SIXS nascono esclusivamente per il ciclismo e offrono prestazioni su misura per soddisfare anche l’atleta più esigente. La struttura prevede una costruzione multi-zona...

Nel 2026 il marchio Nalini ha alzato di molto l’asticella investendo in ricerca e sviluppo, un percorso che ha generato diverse novità tra cui il primo sistema di airbag integrato...

Arriva una novità strategica in casa Bryton, infatti, debutta oggi Pace Pilot, l'innovativa funzione pensata per aiutare i ciclisti a gestire il proprio ritmo e dosare le energie in sella,...

Sono passati diversi mesi dalla presentazione delle Fizik Ferox 2 Carbon, una versione completamente rivista dell’iconico modello che ha conquistato gli amanti dell’off road diverse stagioni fa. Come spesso accade,...

Garmin annuncia oggi CIRQA™ Smart Band, il suo primo tracker con funzionalità avanzate dedicate al fitness e alla salute, senza schermo e senza abbonamento. Progettata per aiutare le persone ad...

I suoi terreni d’elezione sono le rocce, anche quelle spigolose e taglienti, ma soprattutto i fondi compatti e veloci, terrosi o sabbiosi che siano, motivo per cui, il nuovo Tuareg...

Enervit ha collaborato con il Professor George A. Brooks e Dr. Iñigo San Millan allo sviluppo di un innovativo prodotto nutrizionale rivelato ufficialmente al Tour de France 2026. Sviluppato in due...

La nuova linea Raceday di POC ha un obiettivo chiaro: farvi sentire nella migliore condizione per dare il massimo nei giorni di gara. Per farvi raggiungere il traguardo, Poc inserisce in...

Le esigenze nutrizionali dei muscoli sono davvero importanti se volete ottenere le performance desiderate e soprattuto se volete recuperare nel modo corretto, ma quanto siete ferrati su questo argomento? Questo...

Le corse a tappe si distinguono per le maglie dei leader delle varie classifiche individuali. Non fa eccezione il Tour de Pologne UCI WorldTour che mette in palio quattro maglie...

Vento è solo uno dei modelli che apprezziamo di più tra quelli prodotti da Salice, merito di forme compatte e di un’aerazione che lo rende perfetto durante i mesi più...

Il Tour de France è la corsa più famosa al mondo, quella che tutti vogliono correre e che tutti vogliono vincere. Partecipare alla Grande Boucle è il sogno di una...

Tra le mosse che hanno reso celebre MAAP ci sono anche le ottime collaborazioni avviate dal marchio con altre aziende del settore ciclo e una delle mie preferite è proprio...

La capsule collection in edizione limitata che vedete in foto, firmata da Assos, si ispira a incontri ravvicinati e ovviamente a mondi extraterrestri, un invito spiritoso inviato ai ciclisti per...

Non facciamone un mistero, la nuova Wilier Rave SLR ID2 è una delle gravel più apprezzate e ricercate del momento, una piattaforma che oggi riceve un allestimento stradale dedicato per...

Sarà ovviamente il Team Picnic PostNL ad utilizzare il kit telaio in edizione speciale Xelius DRS 80th Anniversary caratterizzato dalla straordinaria colorazione Kinetic Dust, ed il debutto è segnato per...

VIDEO TEST
ALTRI VIDEO DI TEST




Non c'è dubbio che il primo pensiero, non appena si finisce di montare ENGWE E26 3.0 Pro (in circa 30...
La collaborazione avviata tra Santini e il campione Mads Pedersen continua ed il body Aero della nuova Mads Pedersen Momentum...
La nuova linea Raceday di POC ha un obiettivo chiaro: farvi sentire nella migliore condizione per dare il massimo nei giorni...
Vento è solo uno dei modelli che apprezziamo di più tra quelli prodotti da Salice, merito di forme compatte e...
Tra le mosse che hanno reso celebre MAAP ci sono anche le ottime collaborazioni avviate dal marchio con altre aziende...
di Giorgio Perugini
È dal 1967 che URSUS progetta e produce in Italia componenti di alta qualità per ciclismo, prodotti che oggi possiamo...
di Giorgio Perugini
La road bike Veloce SLR prodotta da Guerciotti, protagonista del test nella versione speciale Veloce SLR Thunder Storm Limited Edition,...
di Giorgio Perugini
È un dettaglio che certamente non vi può sfuggire osservando il vasto catalogo di Salice Occhiali dedicato al ciclismo, le...
di Giorgio Perugini
Poche storie, da molto la gamma Mille GT rappresenta un vero pilastro per ASSOS, un insieme di capi progettati senza...
di Giorgio Perugini
TAAC, il marchio del Gruppo Mandelli specializzato in abbigliamento e accessori per la bici, si conferma un brand concreto e...
di Giorgio Perugini
Se nel gravel una maglia e bib aero non sono più abbastanza per voi, la soluzione giusta si chiama Unlimited...
di Giorgio Perugini
Ci siamo, entriamo nella settimana che porta all’Unbound, un evento che con The Traka rappresenta una sorta di mondiale per...
La nuova Dimension R2 CPC è la versione dotata di tecnologia Connect Power Control della più classica Dimension R2, una...
di Giorgio Perugini
Detta così potrebbe sembrare una favola ma questo è quello che realmente accade, anche se l’ultimo passaggio, ovvero quello della...
di Giorgio Perugini
Prendete la Corretto Jersey, abbinatela ad un pantaloncino Espresso 2 ed il gioco è fatto: ecco a voi il Saturday Morning...
di Giorgio Perugini
L’occhiale 030 è una delle novità Salice per il 2026 ed è un prodotto moderno e versatile dotato di una...
di Giorgio Perugini
830 grammi di pura originalità, cosi si presenta Anima, la bici gravel prodotta da Guerciotti per chi vive di alte...
di Giorgio Perugini
Non sono certo una novità assoluta, ma una cosa dovremmo subito metterla in chiaro: le 303 XPLR S sono ruote...
© 2018 | Prima Pagina Edizioni Srl | P.IVA 11980460155
Pubblicità | Redazione | Privacy Policy | Cookie Policy | Contattaci

[X] Il nostro sito web utilizza i cookies (piccoli file salvati sul tuo hard disk) per migliorare la navigazione, analizzare l'accesso alle pagine web e personalizzare i propri servizi. L'utente è consapevole che, se esplora il nostro sito web, accetta l'utilizzo dei cookies.
Per maggiori informazioni consulta la nostra privacy policy