Il fotofinish di Sencur è destinato apassare alla storia. Dopo avervi spiegato in parole semplici come funziona, alla luce deei dubbi manifestati da Giulio Ciccone, abbiamo chiesto a EvoData di entrare nel dettaglio e chiarici come ha stabilito la vittoria per questione di millimetri domenica scorsa agli Europei di ciclismo su strada. È stato un arrivo così sottile da sembrare quasi un’illusione: alla fine, Remco Evenepoel ha alzato le braccia al cielo come vincitore, mentre Giulio Ciccone ha chiesto di rivedere le immagini del fotofinish perché è difficile accettare una sconfitta decisa per pochi millimetri. Quel “poco” era invece quantificabile, ed è la perfetta dimostrazione di come, nello sport moderno, il confine tra trionfo e sconfitta passi talvolta attraverso una singola linea di pixel.
Il fotofinish non è una semplice fotografia istantanea: è un sistema di cronometraggio e cattura ottica costruito per ridurre l’errore umano al minimo. EvoData, l’azienda che ha gestito il fotofinish per la gara in questione, utilizza una telecamera a scansione lineare (EtherLynx Vision PRO). Come spiega Paolo Orestilli, co‑fondatore di EvoData, la telecamera non scatta immagini in 2D convenzionali ma “scansiona” una striscia larga un singolo pixel che corre esattamente sulla linea del traguardo, acquisendola continuamente nel tempo. Le porzioni verticali catturate vengono poi affiancate: l’asse orizzontale dell’immagine rappresenta il tempo, quello verticale la posizione sulla pista. Ne risulta un’immagine-tempo che permette di stabilire con estrema precisione quale punto del corpo o della bici ha passato per primo il piano della linea del traguardo.
Per motivi di sicurezza e validazione, sono utilizzate due telecamere sincronizzate (principale e riserva), posizionate con angolazioni opposte; la telecamera principale impiegata in questo caso cattura fino a 13.000 linee al secondo, permettendo di “congelare” il passaggio a risoluzioni temporali molto elevate.
I transponder fissati alle bici servono per il rilevamento in tempo reale e come riserva, ma non sono lo strumento ufficiale per decretare l’ordine d’arrivo in una volata tirata: il regolamento UCI affida la decisione al fotofinish ottico. I dati dei transponder possono corroborare i tempi, ma quando la linea è contesa millimetro su millimetro è la telecamera a scansione lineare la fonte ufficiale.
EvoData ha misurato una differenza temporale tra Evenepoel e Ciccone di 0,0002 secondi (0,2 millisecondi). Tradotto in margine fisico, alla velocità di una volata, il distacco stimato è tra i 2,8 e i 3,3 millimetri. Numeri che spiegano perché Ciccone abbia chiesto la revisione: accettare una sconfitta determinata da pochi millimetri è difficile per qualsiasi atleta, ancora di più quando sotto c’è tutto il carico emotivo di un titolo europeo.
I numeri e le immagini possono essere rigorosi, ma non cancellano la natura brutale della sconfitta quando il margine è microscopico. Chiedere di rivedere il fotofinish è una reazione naturale: è il tentativo di cercare certezza in un momento in cui ogni dettaglio conta. Allo stesso tempo, il protocollo tecnico, telecamere sincronizzate, alta frequenza di scansione, procedure certificate, esiste proprio per fornire quell’arbitraggio il più oggettivo possibile.
Quando la vittoria si decide in pochi millimetri, il fotofinish diventa il giudice finale: una combinazione di tecnologia e procedure che trasforma un istante in dati interpretabili. Domenica 4 ottobre 2026, quei dati hanno assegnato il titolo a Remco Evenepoel; per Giulio Ciccone resta il rimpianto di una linea di traguardo che, letteralmente, gli è sfuggita per meno di tre millimetri. E in fondo è proprio questa esattezza, spietata e definitiva, che rende lo sport moderno così esaltante e al tempo stesso così crudele.
IL COMUNICATO DELLA UEC. L’Union Européenne de Cyclisme (UEC) informa che il sistema di fotofinish utilizzato ai Campionati Europei Strada UEC 2026 (EtherLynx Vision PRO X) registra la linea d’arrivo migliaia di volte al secondo (13.000 nel caso specifico delle gare del Campionato Europeo), consentendo di determinare con estrema precisione l’ordine di arrivo anche in caso di differenze minime.
È importante chiarire che il fotofinish non è una fotografia tradizionale. L’immagine finale è composta dalla successione cronologica delle registrazioni effettuate sulla linea d’arrivo: per questo motivo, l’asse orizzontale rappresenta il tempo e non la distanza. Questo può generare apparenti distorsioni di ruote, biciclette e corridori, senza alcuna conseguenza sull’accuratezza del risultato.
Nel ciclismo, il riferimento determinante è la parte più avanzata (tangente) della ruota anteriore nel momento in cui raggiunge la linea d’arrivo. Ai Campionati Europei sono stati utilizzati due sistemi indipendenti di fotofinish, che hanno fornito due immagini separate per la verifica del risultato.
La UEC non rilascerà ulteriori dichiarazioni sull’argomento.