Il Giro d’Italia, per lui, comincia in gennaio e finisce in dicembre. Il Giro d’Italia, per lui, non è solo a pedali, ma anche a piedi, e restare a piedi, per lui, non è un guaio (una foratura, una caduta, un incidente), ma una scelta. Il Giro d’Italia, per lui, non è solo partenza e arrivo, ma infiniti traguardi intermedi, volanti, a sorpresa. Il Giro d’Italia, per lui, è un giro d’Italia, e sempre e comunque “Sulla Strada”.
Alfredo Di Giovampaolo è il giornalista e autore che ha ideato e conduce “Sulla Strada”, su Rainews24, un programma settimanale su territori, persone e storie a due ruote, in onda il sabato alle 10.30 e la domenica alle 9.30, da settembre a giugno. Un viaggio in Italia, geografico e sentimentale, fra cronaca e reportage, sport e spettacolo, economia e tradizione, progetti e sogni, difficoltà e gioie, denunce e rinunce, scoperte e invenzioni, luci e ombre, umanità varia. Mezz’ora per pedalare nella realtà, quella vera, autentica, genuina, quella fatta di nomi e cognomi, maniscalchi e contadini, artigiani e artisti, personaggi più unici che rari, primatisti e collezionisti, collezionisti almeno di una storia speciale, la loro.
E non è certo un caso se a Di Giovampaolo è stato chiesto di aprire la seconda edizione del Festival del Turismo Lento, a Bracciano (Roma) da venerdì 9 a domenica 11 ottobre, tra camminate e pedalate, tra incontri e mostre, tra visite e corsi, sposando la scienza alla natura, la storia all’ambiente. Venerdì 9, nell’Archivio storico di Bracciano, ingresso libero, Di Giovampaolo racconterà la propria ricerca stradale, accompagnato dalla band di Francesco Gazzara, Massimo Sanna e Mauro “Mirtao” Mirti, intervallato dalla proiezione delle fotografie dell’archivio di Socrate Pontanari.
L’idea delle sue puntate stradali? “Da una notizia, un ritaglio, un volantino, un messaggio, una proposta, un invito. Se possibile, quando possibile, prendo e vado”. La struttura della sua redazione? “Agile: mi muovo da solo, bici e treno, zaino e telecamere. Non ho assistenti, mi affido a una troupe a seconda della zona, della regione, poi costruisco e arricchisco, da cosa nasce cosa”.
L’Italia vista da vicino, da dentro? “C’è un’Italia sana, bella, autentica, fatta di mille piccole storie, a piedi o a pedali, di viandanza o cicloturismo, con una sua microeconomia, storie di mobilità e sostenibilità, con valori personali e sociali, morali ed etici, che pochi o nessuno racconta”. L’Italia che cambia? “Pesaro, la Bicipolitana, una rete di piste ciclabili, dal mare verso l’interno, dal centro alle periferie, lungo il fiume Foglia. Da allora, una ventina di anni fa, tutta Pesaro è stata pensata o ripensata non più a misura di auto, ma di bicicletta: raggiungibile, fruibile, sostenibile, vivibile, senza barriere architettoniche. E la bicicletta, si sa, è salute, benessere fisico e mentale, contatto umano…”. L’Italia a pedali? “Alcune città hanno la bicicletta nel loro dna, come Ferrara, altre nella loro geografia, come Padova, altre ancora nel loro obiettivo, come Cuneo. Al sud meno, però il sud ha un grande vantaggio, possiede ciclovie meravigliose: in Puglia nel Salento c’è la Ciclonica, in Campania nel Cilento la via Silente, in Basilicata nel Parco dell’Appennino la Meridiana…”.
La Festa del Turismo Lento è un progetto di Ti con zero/Cammino dei Vulcani, condiviso con Gemal APS Gruppo Ecologico Micologico dell’Alto Lazio, realizzato con il contributo e il patrocinio del Comune di Bracciano, patrocinato anche del Parco regionale naturale di Veio, Parco regionale naturale Marturanum, Consorzio del Lago di Bracciano e Università Agraria di Bracciano, e gode della preziosa collaborazione del Museo civico di Bracciano. “Bisogna sforzarsi di essere, nonostante tutto, ottimisti – dice Di Giovampaolo -. C’è ancora una gran bella Italia, ma nascosta, trascurata, ignorata. Io ho il privilegio di pedalarla, camminarla e illuminarla”.