Il Belgio è rientrato dai Mondiali in Canada con cinque medaglie e con l’oro di Remco Evenepoel nella cronometro, ma non era questo il risultato che la nazionale sperava. Montreal è ormai un capitolo chiuso; Remco ha conquistato la sua quarta medaglia d’oro consecutiva (nessuno come lui) nella prova contro il tempo, dimostrando di essere imbattibile, ma ha anche ammesso di non essere stato nella condizione giusta per giocarsi la doppietta iridata. Tutto potrebbe sembrare dimenticato, ma la frustrazione per il risultato mancato non si è sicuramente dissolta. Ora il calendario offre un’immediata possibilità di riscatto: i campionati Europei, dove il belga vuole vincere a tutti i costi per cancellare, almeno in parte, la delusione della prova su strada.
Domenica a Montreal Remco non ha mai trovato la gamba necessaria per restare con i migliori e ha chiuso con un dodicesimo posto che ha lasciato l’amaro in bocca. Non però al punto da oscurare le sue prestazioni nelle settimane precedenti: la vittoria nel GP Quebec e soprattutto il successo nella cronometro iridata ricordano che si è trattato di una semplice giornata no, non della fine di un campione. Tornato a Bruxelles martedì mattina, Evenepoel ha dedicato le 48 ore successive al recupero attivo prima di partire per la Slovenia. A Lubiana è arrivato nella giornata di oggi. Oltre a lui, anche Maxim Van Gils e Quinten Hermans , hanno scelto di trattenersi in Belgio un giorno in più rispetto ai comoagni di nazionale e partiranno per la Slovenia oggi e non, come in precedenza deciso, giovedì sera.
Questa scelta potrebbe creare dei problemi per la ricognizione del percorso, anche se la stessa difficoltà riguarda altri corridori, poiché per oggi è già in programma un'intera giornata di gare: probabile che riescano a girare solo domani tra la orova juniores e quella delle elite.
Nonostante tutto, Evenepoel resta il favorito per la maglia bianca con le stelle. Ci sono almeno quattro ragioni concrete. Tanto per cominciare, ha un carattere forte che gli permette di rialzarsi dopo ogni difficoltà. A Montreal non si è risparmiato; ha forzato i rientri, ha sofferto e ha continuato a lottare per la squadra. Un atteggiamento che più volte gli ha permesso di trasformare delusioni in trionfi: il ricordo della Vuelta 2023 quando, dopo una giornata disastrosa, il giorno dopo tornò a vincere. A suo vantaggio c’è poi l’assenza di avversari di primo piano come Pogacar. Nel palmares di Evenepoel il titolo europeo su strada manca ancora, ci sono solo gli argenti di Trento 2021 (battuto da Colbrelli) e Ardeche 2025 (alle spalle di Pogacar), e questo aggiunge ulteriore motivazione. Guardando poi al calendario autunnale, per il belga ci siano altre occasioni per rifarsi: Tre Valli Varesine il 6 ottobre, Giro di Lombardia il 10 ottobre e Chrono des Nations il 18 ottobre. È una chiusura di stagione tutta da scrivere.
Il percorso dell’Europeo però non è una passerella. Con 196,3 km e 2.571 metri di dislivello sarà più corto e meno logorante rispetto ai 273 km e 3.800 metri affrontati a Montreal, ma resta selettivo. Dopo un tratto iniziale pianeggiante subito dopo il via da Lubiana, si affrontano cinque giri di un circuito da 22,1 km intorno a Sencur che costituiranno il cuore della gara. La salita di Mozjanca - 2,1 km al 10,2% medio con punte al 16% - potrà esaltare scalatori leggeri ed esplosivi: un dettaglio non trascurabile per Evenepoel. La cima della salita si trova a circa 14 km dall’arrivo: la discesa tecnica e il tratto veloce verso il traguardo mantengono aperte molte opzioni. Remco potrà proseguire in solitaria, cercare di scavare un divario controllabile o rientrare dopo l’attacco di un avversario. In pratica, guadagnare metri su Mozjanca non sarà necessariamente sufficiente per stroncare la sua rimonta.
Nel campo dei partenti, soltanto sei dei primi venti classificati al Mondiale hanno annunciato la loro presenza: tra questi, Mads Pedersen, Giulio Ciccone, Juan Ayuso, Christian Scaroni e Mikkel Honoré. Mancheranno nomi pesanti come Pogacar, Vingegaard, Van Aert, Seixas e Van der Poel. Assenti i britannici (Pidcock, Onley) e i norvegesi, le cui federazioni hanno scelto di non essere presenti. Rimangono corridori pericolosi come Primoz Roglic, che corre in casa, la Francia con Romain Gregoire, Kevin Vauquelin e Alex Baudin, più lo svizzero Jan Christen e il tedesco Marco Brenner, ma la partecipazione aumenta le chance del Belgio.
Stavolta la squadra correrà con un solo leader dichiarato: Evenepoel. La squadra scelta dal ct Pauwels sarà formata da Van Gils, Van Wilder, Hermans, Vervaeke, Berckmoes, Debruyne e De Pestel ed è costruita attorno a un solo obiettivo. Van Gils e Van Wilder possono scortare Evenepoel in salita; Vervaeke conosce i tempi di Remco; Hermans porta esperienza e senso tattico; Berckmoes è una carta offensiva; Debruyne e De Pestel chiudono il cerchio proteggendo il leader. Opzioni e supporto non mancano, ma, come sempre, saranno le gambe di Evenepoel a fare la differenza.
Se Remco ha già dimostrato il carattere per poter ribaltare le giornate nere, il percorso e la squadra gli consegnano l’occasione. Resta da vedere se il sonno recuperato, la condizione ritrovata e la strategia tattica saranno sufficienti per trasformare l’amarezza di Montreal in una maglia europea che ancora gli manca. In gioco non c’è solo una corsa: c’è la possibilità di dare un volto diverso al finale di stagione.