Ha cominciato l’estate ciclistica in giugno con la Randonnée del Parco nazionale d’Abruzzo, la partenza da Posta Fibreno. Ha continuato con la prima edizione della Rappiandò, la randonnée della Via Appia, 612 km da Roma a Brindisi con 5200 metri di dislivello, e con un trofeo riservato ai giovanissimi a Posta Fibreno nella riserva naturale del lago. Ha esagerato con l’Isola Liri Bike Festival, dove ha unito una serata fra parole e note, racconti e musica, ad altre competizioni dedicate sempre ai giovanissimi, e infine a due randonnée di 200 e 300 km. Adesso sta organizzando la Ciclostorica delle Cascate: sabato 10 ottobre la cronoscalata di regolarità a coppie, da Isola del Liri a Civitavecchia di Arpino, 12 km con 420 metri di dislivello, il raduno alle 14, la partenza alle 14.30; e domenica 11 ottobre la pedalata non competitiva con bici d’epoca, due percorsi, di 39 e 84 km, raduno dalle 7, partenza alle 9; e ha perfino lanciato una gara di lentezza/surplace alle 14.30, partecipazione gratuita, batterie a eliminazione diretta.
Domenico Bartolomucci sogna, progetta, realizza. Propone, programma, allestisce. Immagina, ascolta, scrive. Dispone, ordina, esegue. Prevede, presenta, assiste. Fa il pony express, ma anche il patron di sé stesso. Un momento è il garzone, un altro il direttore. Un presidente resiliente, corridore – capitano e gregario - soprattutto senza bicicletta, ma al computer e al telefono, fra torte fatte in casa e la macchinetta del caffè, manifesti da attaccare e segnaletica da appendere, ricerca di ambulanze e sponsor, succhi di frutta e patrocini di istituzioni. Apparentemente instancabile. E trascinatore, se non di folle, almeno di parenti e amici, simpatizzanti e fiancheggiatori. Tutto nel nome del ciclismo, o meglio, della bicicletta.
Domenico Bartolomucci è ufficialmente il presidente della Ciclistica Isola Liri-Leone Team, ma praticamente è un tuttofare, un tuttopensare, un tuttosognare, dunque un tuttolottare e tuttocombattere. Non è l’unico. Il ciclismo, anzi, lo sport in Italia è costituito da gente, ormai poca, fatta così (e si fonda su gente così): una smisurata volontà, un ingiustificato ottimismo, una irrefrenabile energia. Da dove nascano tanta volontà, ottimismo ed energia, è facile supporlo: nel suo caso da un paio di ruote, in altri casi da un pallone sferico o ovale, da un paio di sci o guantoni, da una rete o da un’asticella. Sessantasei anni, isolano radicato nel territorio, una passione monogamica per le bici Bottecchia (in verità tutto comincia dalla devozione verso il leggendario Ottavio, che su queste strade gareggiò nella XX Settembre del 1922 e 1923), Domenico trova perfino il tempo per lavorare – come dice lui – seriamente. Commercialista.
Perché la questione è proprio il tempo. Bartolomucci ha – non esiste altra spiegazione – più tempo degli altri oppure le ore per lui scorrono più lente e dunque durano di più. Insomma, per Domenico è sempre domenica. Per dire, sempre per quanto riguarda la parte ciclistica della sua vita: si è costruito un sito (isolaliribikefestival.it), si è inventato una radio (RadioBike), si è tracciato dei percorsi cicloturistici (la Via del Tabacco, per esempio, un anello di 66 km con circa 500 metri di dislivello). Quando gli viene un’idea, ormai Simonetta (moglie, imbattibile e inesauribile), Elena e Matteo (figli), Tommaso Leone (tecnico, fondatore del Team) e tutti gli altri cominciano a tremare e scongiurare. Poi, a cose fatte, il bello è che sono tutti felici e contenti.
Senza segreti e senza misteri, Bartolomucci sta cullando un altro sogno. L’ha chiamato Liris, l’antico nome latino del fiume Liri, si tratta di una ciclovia dalla sorgente (a Petrella Liri, frazione di Cappadocia, in Abruzzo) fino alla foce (a Minturno sul Mar Tirreno laziale), seguendo il corso d’acqua “alla scoperta di borghi, panorami e luoghi sorprendenti”. Tre tappe: la prima da Petrella Liri a Isola del Liri, 62 km, la seconda da Isola del Liri a Sant’Apollinare, 58 km, la seconda-bis passando per Cassino, 59 km, la seconda-tris passando anche per Atina, 59 km, la terza da Sant’Apollinare a Minturno, 32 km