Isola del Liri, in provincia di Frosinone. Via Pirandello, nel quartiere Pirandello. Domenica mattina, ieri. Il ritrovo dalle 7, il via alle 10. Un circuito di mille metri, chiuso al traffico, transennato e segnalato. Nel controviale dell’arrivo sono parcheggiati auto, furgoni, pullman, e allestiti tende, tendoni, perfino una piccola palafitta per il giudice.
E’ l’ottava edizione del trofeo “Città delle Cascate”, e per cascate non s’intendono le cadute dei corridori, tantopiù che qui si tratta di giovanissimi, dai sei ai dodici anni, ogni anno una categoria, inoltre c’è la Mpg-gioco del ciclismo, riservata a chi non ha ancora compiuto sei anni. L’appuntamento è valido anche come seconda prova della Challenge “Dalle cascate al lago”, e anche in questo caso per cascate s’intendono i giochi naturali di acqua che rendono celebre Isola del Liri. Organizza la Ciclistica Isola Liri Leone Team. E si comincia dai più piccoli.
Sono proprio piccoli. Piccoli i corridori, piccole le bici, piccole le maglie, piccoli i caschi. Lillipuziani. Piccoli ma svelti, agili, abili. E quando pedalano, le piccole gambe vorticono elicoidali, frullano aria, friggono sogni, liberano speranze. Al pronti-via si presentano bambini e bambine. Insieme. Succede anche in altre discipline: nel rugby, per esempio. Siccome sono bambini e bambine, prima della partenza pedalano avanti e indietro nel controviale, e intanto si spruzzano l’acqua della borraccia. Giocano. E giocheranno.
Per le sei corse dei giovanissimi, si sono iscritti in 56. Di solito si arriva a un centinaio di concorrenti, ma stavolta, per la concomitanza di un’analoga manifestazione in Campania, il numero è quasi dimezzato. I calendari sono regionali. Intanto, nel ciclismo, vocazioni, reclutamenti e tesseramenti retrocedono: la concorrenza degli altri sport e la questione della sicurezza stradale hanno impoverito le squadre, la crisi economica ha prosciugato le casse, la riduzione del volontariato rende difficile l’esistenza di qualsiasi società sportiva di qualsiasi sport. La Ciclistica Isola Liri Leone Team, che si sta valorosamente prodigando nel continuare a proporre questo appuntamento, si è ridotta a 24 tesserati, di cui uno solo – un allievo – a livello giovanile. Ma la passione è travolgente, la volontà contagiosa, le emozioni forti. E ogni volta che gira una ruota, rinasce la storia del ciclismo. Ogni gara è una genesi.
Domenico Bartolomucci, il presidente del Leone Team, si fa in quattro. E in quattro si fanno tutti quelli della squadra, parenti e amici, che si dividono e si moltiplicano, chi lungo il percorso, chi alla partenza e all’arrivo, chi alle classifiche, chi alle premiazioni. Un giorno da… Leone. Al microfono – speaker e entertainer – Paolo Franceschini, una delle voci ufficiali di Radio Kiss Kiss: le interviste ai bambini allargano il cuore. Fra gli spettatori appare Valerio Agnoli: l’ex gregario di Vincenzo Nibali è qui con sua moglie Giovanna, perché fra i partenti, maglia bianca della Nereggi-Coratti e dorsale numero 13, c’è il loro figlio Leon. Che si aggiudicherà la sua gara.
Ma non si tratta di chi arriva primo, secondo o terzo. Qui vincono tutti. Spiegarlo ai bambini e alle bambine non sarà facile, ma genitori e tecnici – ne siamo certi - ci provano e ci proveranno. Perché è vero che soltanto uno vince la corsa, ma tutti gli altri vincono paure e timidezze, pigrizia e solitudine, pudori e tremori. E imparano a conoscere sé stessi.
Vincono anche gli organizzatori. Stremati, ma contenti. Sul viso sembra una smorfia, ma è un sorriso.