Era volato in Spagna per inseguire il suo sogno in sella alla sua mountain bike, ora è volato lassù, nel paradiso dei ciclisti. Non ce l'ha fatta Riccardo Gioberto, il biker piemontese di soli 16 anni che il 6 giugno scorso era rimasto vittima di una gravissima caduta durante una gara.
Dopo l'incidente, Riccardo era stato ricoverato a Barcellona e sottoposto a numerosi interventi, tra i quali anche la rimozione di parte della calotta cranica per alleviare la pressione, e aveva affrontato una lunga e difficile battaglia.
Scriveva la zia annunciando una raccolta fondi per aiutare i genitori di Riccardo, figlio unico, a sostenere le spese mediche e di assistenza a Barcellona, che «una gara di mountain bike come tante altre si è trasformata nel peggior incubo che un genitore possa vivere. Quella sera stessa papà e mamma hanno ricevuto la telefonata che nessuna famiglia dovrebbe mai ricevere. Con pochissime informazioni e temendo il peggio, si sono messi immediatamente in viaggio verso Barcellona, affrontando otto ore di macchina. Al loro arrivo in ospedale, i medici hanno spiegato loro che il figlio forse non sarebbe sopravvissuto e, se anche ce l’avesse fatta, avrebbe riportato gravissime lesioni cerebrali permanenti».
Il 4 agosto scorso, finalmente, è arrivato il momento del ritorno in Italia, con un aereo attrezzato: Riccardo, che non si è mai risvegliato, era stato quindi ricoverato all’ospedale Regina Margherita di Torino, dove ha proseguito le cure fino a quando il suo cuore ieri ha ceduto.
Riccardo era un ragazzo brillante, determinato, pieno di entusiasmo e con un grande sogno nel cassetto: diventare veterinario. Negli ultimi quattro anni aveva trovato nella mountain bike downhill una grande passione, alla quale si era dedicato con impegno e sacrificio, allenandosi duramente e partecipando alle competizioni con entusiasmo e talento.
San Didero, il suo paese natale, e l’intera Valle di Susa in queste ore si stringono alla mamma e al papà, condividendo un dolore impossibile da comprendere e da raccontare.